Italia Nostra si unisce e appoggia il Comitato Savona Futura formatosi lo scorso Aprile per contrastare il devastante Progetto Bofill.
Le due formazioni, in una conferenza stampa tenuta lo scorso 28 Giugno (cui siamo stati cortesemente invitati), denunciano la gravità delle operazioni speculative in corso nelle aree intorno alla darsena antica e sollecitano l'attenzione dei cittadini e degli amministratori alla necessità inderogabile di una generale e completa pianificazione urbanistica.
Della situazione si è occupata anche la Direzione nazionale di Italia Nostra che, preoccupata della gravità delle recenti deviazioni della pratica urbanistica, annuncia unitamente a Savona Futura il ricorso al TAR contro le ultime due delibere del Comune che hanno approvato il cosiddetto Master Plan dell'architetto catalano Bofill e la variante al S.A.U.
Per Italia Nostra e Savona Futura dopo moltissimi anni la città ha realmente la possibilità di riprogettare il proprio sviluppo sul mare su un'area di 250.000 mq dalla foce del Letimbro alla punta di S. Erasmo (area vasta quanto l'intero centro storico e per sei settimi di proprietà pubblica). Ma l'amministrazione comunale rinuncia a progettare la migliore utilizzazione di un'area così importante mediante un nuovo piano regolatore e si preoccupa soltanto di favorire un progetto nato in funzione di quella piccola parte di proprietà privata, senza contare che i problemi collettivi non verranno ne affrontati ne tanto meno
risolti.
Senza dimenticare che l'enorme volume progettato (più di una volta e mezza il Monoblocco di Valloria!) saturerà per moltissimi anni le necessità edilizie della città e contribuirà a deprezzare gli immobili del centro, come afferma il geometra Franco Fenoglio dell'Unione Piccoli Propretari che aderisce ai ricorsi presentati e sottolinea l'inopportunità e la singolarità di un simile progetto.
Comitato e Italia Nostra ribadiscono che è indispensabile che il Comune promuova lo studio dell'utilizzazione dell'intera area inquadrata nel nuovo Piano Regolatore e che questo studio sia frutto di un continuo dibattito con la cittadinanza e non l'accettazione supina di iniziative speculative private.
Al termine della lettura del comunicato stampa da parte dell'Ing. Mauro Dell'Amico, Presidente della Sezione di Savona di Italia Nostra, i giornalisti presenti, tutti favorevoli al progetto come si capirà dai giornali del giorno dopo, chiedono un po' stizziti quali sono le motivazioni che hanno spinto Italia Nostra a presentare ricorso. Alla domanda risponde con decisione Domenico Buscaglia, membro di Savona Futura e della Sezione di Savona di Italia Nostra, che ricorda che i motivi sono molti dall'inosservanza dell'obbligo che il Comune aveva di sentire il parere della V Circoscrizione (parere non vincolante, ma obbligatorio) ad una serie di argomentazioni tecniche che riguardano soprattutto la stranezza di certi punti della procedura come l'approvazione del fantomatico Master Plan che non ha alcun valore giuridico.
Ma i giornalisti non riescono a concepire che qualcuno possa opporsi al "grande progetto" e incalzano chiedendo informazioni sul legale che ha curato il ricorso, domandando se esistono legami con uno scorcio del porto di Savona
il plastico del progettoNanni Russo (come se fosse un crimine), sottolineando come la Sovrintendenza abbia firmato l'accordo di programma (almeno così pare) come se questa posizione potesse sminuire l'operato dell'associazione e del comitato o svalutare le posizioni discordanti.
Al termine della conferenza una signora, che ha assistito al dibattito in rigoroso silenzio, chiede con voce leggera, ma decisa: "E il cittadino che vuole opporsi a tutto questo?". Per tutti risponde Domenico Buscaglia che invita a partecipare alle iniziative promosse dando la propria adesione al Comitato e, aggiungiamo un po' strumentalmente noi, ricordarsi che il prossimo anno si svolgeranno le elezioni comunali.
la redazione del sito
Savona - 29 Giugno 2001