Arene Candide luogo euro-mediterraneo di incontro comunitario

Rifondazione contro i progetti speculativi nelle aree delle ex Cave Ghigliazza

Il sito compreso tra il rio Finà e la Caprazoppa, estensivamente da chiamarsi Arene Candide per il contiguo habitat preistorico, già deteriorato da scavi industriali di dolomia, non può essere ulteriormente e definitivamente distrutto da 315 abitazioni private e box annessi, 30 negozi, strade carrozzabili rumorose ad uso individualizzato e temporaneo. È necessario evitare uno spreco operato da soggetti abili solo nelle astrazioni e creatività monetarie.

Le storia naturale e umana che contraddistingue il sito deve indurci a preservarlo e riservarlo quale luogo curo-mediterraneo di congiunzione e incontro tra culture, sapienze, spiritualità, confluenti nel "grande lago" da Africa e Mesopotamia.

Itinerario metodologico

Motivazioni della proposta

(ispirata da"per una mistica politica" di Antonietta Potente-Pietra Ligure, ed. La Meridiana - Molfetta)

Giulio Ponte
Segretario Circolo Luxemburg di Finale e Pietra Ligure
Pietra Ligure - 17 Novembre 2008

I commenti dei quotidiani

Le ex cave Ghigliazze trasformate in centro studi - da La Stampa

Proposta di Rifondazione

Il partito della Rifondazione Comunista, sezione Rosa Luxemburg di Pietra e Finale, si schiera contro il progetto di recupero delle aree delle ex cave Ghigliazza. Scrive il segretario Giulio Ponte: «Il sito compreso tra il rio Finà e la Caprazoppa, chiamato Arene Candide per il contiguo habitat preistorico, già deteriorato da scavi industriali, non può essere ulteriormente "distrutto" da 315 abitazioni private e box annessi, 30 negozi, l'ingresso del sito archeologico e una sala internastrade carrozzabili rumorose. È necessario evitare uno spreco operato da soggetti abili solo nelle astrazioni e creatività monetarie».

Aggiunge: «La storie naturale ed umana che contraddistingue il sito deve indurci a preservarlo e riservarlo quale luogo euro-mediterraneo di congiunzione e incontro tra culture». Rifondazione chiede, fra l'altro, alla Regione il blocco degli scavi e la destinazione del materiale derivante dalla costruzione della nuova sede ferroviaria a monte alla naturalizzazione del sito. «Ci vuole un concorso progettuale con laboratorio in sede che ospiti stabilmente i progettisti delle diverse aree, naturalistica, culturale, architettonica e urbanistica, con la finalità di rendere comunitariamente vivente questo luogo raro per storia, ferite naturali e sacrifici anche mortali di lavoratori», conclude il segretario Giulio Ponte. (A.R. - 19/11/08)