«Non voglio entrare nelle scelte politiche e personali di un Consigliere comunale di un altro partito.
Non me ne sono mai occupato e non me ne occuperò ora». Così il Segretario di Rifondazione Comunista Marco Ravera alla notiza del passaggio di Federico Larosa dai Comunisti Italiani al gruppo, seppur come indipendente, del Partito Democratico. Non se ne vuole occupare Ravera? Ce ne occupiamo noi.
A contrario di altri non siamo affatto stupiti. Non perché la notizia girava ormai da mesi, non perché pare si possano aprire per Larosa le porte del gruppo regionale del PD (nulla di male sia chiaro, speriamo solo che non abbia cambiato partito per questo). Noi non siamo stupiti perché in questi quattro anni di Consiglio comunale mai, l'ormai ex Consigliere del PdCI, ha preso una posizione diversa da quelle espresse dal Partito Democratico. Non un appunto sul porto della Margonara, non sull'Aurelia Bis. Un si incodizionato al PUC con annesso attacco a Rifondazione Comunista rea di non essersi piegata al PD (a fare i maliziosi ora si capiscono molte cose...), ma solo battaglie "alte" incapaci di incidere sulla politica locale e quindi "digeribili" dalle altre forze della coalizione. Sindaco compreso. Pensiamo alla mozione contro le morti sul lavoro (presentata con l'ex AN Alessandro Parino), all'ordine del giorno contro la Riforma Gelmini, alla disponibilità a sposare due ragazzi omossessuali. Bel gesto. Impossibile per legge, ma capace di conquistare foto sui giornali. In fondo proprio Larosa aveva fatto dei manifesti e dei "santini" un suo modus operandi, raro nel panorama della sinistra. Per queste ragioni, dette senza acredine, crediamo che il PD sia la collocazione ideale per Federico Larosa anche perché pare che il Sindaco Berruti gli abbia "promesso" un assessorato al prossimo mandato. Se ci crede lui...
Di dimissioni non se ne parla. Già... l'etica.
la redazione del sito
Savona - 24 Dicembre 2009