Presentato il progetto Fuksas

In arrivo tonnellate di cemento, vetro e finte colline

Cominciamo col dire che ci vorrà almeno ancora un anno prima che il tutto "vada in porto". È proprio il caso di dirlo... Non per battute facili, ma perchè questi sono i tempi della politica, quelli che le varie valutazioni istituzionali del progetto della Margonara richiedono affinchè dalla fase di analisi dei plastici e delle carte si possa passare alla Conferenza dei servizi che sarà l'ultima tappa esaminativa.

Poi l'affare di Gambardella e soci, l'affare da circa 120 milioni di euro, potrà cominciare ad essere studiato dagli imprenditori e dagli ingegneri che lo metteranno in cantiere e lo faranno crescere. Si calcola, dalla posa della prima pietra, che trascorreranno almeno tre anni prima che tutto sia al suo rigorosissimo posto. A leggere i giornali locali sembra che Savona sia benedetta dai milioni di Gambardella padre e figlia. Entrambi assicurano che la città ne beneficerà in ogni senso, in ogni ambito, in ogni modo. Del resto, la loro società ha un nome che totalizza, che non lascia nulla fuori da sè: "Omnia". Verrebbe da citare il vecchio adagio... "omnia sunt communia", ma sarebbe certamente di cattivo auspicio per chi ritiene di avere il futuro di Savona nelle proprie mani e di essere una gran parte di complemento con il resto delle speculazioni edilizie e affaristiche che stanno invadendo il capoluogo. Il Crescent viene sù molto velocemente e comincia a giganteggiare con la fortezza del Priamar. La torre di Orsero non giganteggia, ma semmai titaneggia rispetto alla povera piccola Torretta e alla Darsena vecchia che fa da contorno al realizzato piano di attracco delle navi da crociera Costa.

Tutto è ben studiato per farla finita una volta per tutte col mito della città industriale, della città che aveva un porto commerciale e che ora non è più nè un luogo dove la siderurgia fa faville, nè tantomeno il turismo. Nè carne nè pesce, insomma. Una città che però, a detta dei moderni palazzinari, sposerà in liete nozze il progetto della Margonara. Ottocento metri di sviluppo sulla costa: questa è la lunghezza del tratto che sarà interessato dalla costruzione di tutto il porticciolo. Intorno alla Madonnetta si svilupperà per l'appunto la struttura portuale con 650 posti barca (questo è il numero previsto). Posti barca non per gozzi da marinai o piccoli yatch da yuppies di vecchi tempi andati, ma semmai per quelli più grandi. Difficile ancora stabilire la quantità e la qualità ("altissima" dicono i Gambardella) del lavoro che si svilupperà in merito: la cantieristica raffinata che viene chiesta necessita di strumentazioni molto costose che, pare, siano già in possesso dei cantieri Mondomarine, gli stessi che hanno appena messo a punto una nave per Benetton e Wally. Le navi avranno bisogno di equipaggi. Sì, avete capito bene: equipaggi. E qui viene ad escludersi l'idea che il porticciolo fosse per il diporto di imbarcazioni di media grandezza: quelle, per intendersi, che i "commenda" della pianura del Po vengono a gettare in mare nei caldi assolati pomeriggi domenicali di luglio ed agosto.

E poi il faro, il turbine, il tornado che Fuksas ha progettato per una altezza di 129,4 metri. Dentro ci saranno alberghi, ristoranti, un centro di benessere e delle terrazze panoramiche. Tutto ricoperto di vetro, come una specie di ghiacciolo, un calippo (ci si perdoni qualunque riferimento fallico) mezzo sciolto da una parte. È la parte più appariscente del progetto, è il simbolo - ironia della sorte - della lotta che comitati cittadini e partiti hanno fatto contro la fine della spiaggia della Madonetta e della zona che oggi è ancora libera dal cemento.

E poi c'è anche una "nuvola": tranquillizzatevi, non è nulla di aereo. È un edificio che viene chiamato così ma, a differenza delle nuvole vere, starà ai piedi del "tornado", della torre di Fuksas. Gambardella lo immagina come un "club", come il cuore del porto della Margonara, la sede interattiva tra la città e la nuova struttura nel suo complesso. Parallelamente a tutto ciò saranno costruiti anche un parcheggio interrato in parte nascosto da una collinetta artificiale (140 posti, di cui l'80% nascosti) e una passeggiata. Grande progetto, grandi opportunità. L'aggettivo "magno" si spreca sui quotidiani, nelle interviste, nelle parole di gran parte della politica savonese e di chi ha vuole promuovere sin da ora un futuro preordinato per una Savona che viene vista altrimenti come l'anticamera del cimitero, come zona inerte e improduttiva.

Per ora sappiamo solo che a guadagnarci saranno Gambardella e soci che, del tutto naturalmente, per quanto concerne il loro ruolo di imprenditori, non hanno messo in essere questo investimento per un delicato spirito di filantropia, di amore verso Savona. Può darsi che ci sia anche un grammo di ciò. Ma quanto pesa tutto il resto? Molte, molte tonnellate di cemento, di vetro, di finte colline e di impatto su tutto ciò che è limitrofo al porticciolo progettato. Insomma... "omnia NON sunt communia". E chi vivrà vedrà...

Marco Sferini
Savona - 27 Dicembre 2007