Questo porto non sa da fare!

Rifondazione ribadisce e argomenta il proprio no al progetto di Fuksas

Rifondazione Comunista ha formalmente preso posizione sul progetto del porticciolo turistico della Margonara. La Direzione provinciale del 26 gennaio ha infatti approvato all'unanimità la proposta avanzata dal Segretario provinciale Marco Ravera. Presenti, tra gli altri, l'Assessore comunale Jörg Costantino e l'Assessore regionale Franco Zunino.

la redazione del sito
Savona - 28 Gennaio 2007

La relazione del Segretario provinciale

Il progetto della Margonara presentato dall'architetto Fuksas, pur raccogliendo in parte le prescrizioni emerse dalla Conferenza dei Servizi tenutasi il 19 Ottobre 2005, non elimina di fatto i problemi legati alla costruzione di un porticciolo turistico in un sito estremamente delicato.

Un progetto che noi, pur rispettando l'operato dell'architetto, avversiamo per molti motivi. Siamo infatti convinti che creare un porto turistico all'imbocco del porto commerciale sia in contrasto con l'utilizzo del porto stesso. Esiste poi, come noto, un serio problema ambientale. Il porticciolo andrebbe a devastare una delle poche aree non sfruttate della nostra costa e inciderebbe pesantemente su un sito che ha un profondo significato per gli stessi abitanti, basti pensare al legame con lo scoglio della "Madonnetta".

Bisogna inoltre sottolineare che oltre ai problemi commerciali e ambientali ne esiste uno ulteriore collegato alla viabilità tra i due comuni coinvolti (Savona ed Albissola Marina). Non a caso questo progetto è spesso associato a quello dell'Aurelia Bis per il quale, come noto, non esistono finanziamenti; senza considerare il fatto che lo svincolo previsto, proprio per il porticciolo della Margonara, è stato bocciato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Si rischia dunque seriamente un ulteriore ed insopportabile aggravio di traffico sull'Aurelia "normale", nel momento in cui si dovesse davvero realizzare il progetto del porto turistico della Margonara.

Un'opera che avrà anche scarse ricadute occupazionali. Stando ai documenti ufficiali, il porto della Margonara porterà all'occupazione di sole 83 persone nella fase dei lavori e di 30 occupati stabili secondo i dati del PRUSST, di 128 dipendenti nell'esercizio a regime (così suddivisi: 4 dirigenti, 12 impiegati, 110 operai) secondo la relazione istruttoria di Europrogetti & Finanza S.p.A. relativa al Patto Territoriale della Provincia di Savona. Dati entrambi certamente sovrastimati e comunque molto lontani dai numeri propagandistici presentati attraverso i quotidiani.

Il porto e le volumetrie ad esso connesse a nostro parere non vanno nemmeno a riqualificare l'area in questione. La zona, pur essendo una dei pochi tratti di costa rimasto intatto, presenta innegabilmente alcune aree degradate (come la discarica di materiale di risulta). Aree che possono e devono essere risanate con interventi mirati ed efficaci, non certo con una "cura" peggiore della "malattia".

Un'opera che non appare giustificabile nemmeno come risposta alle esigenze, importanti ma non certo prioritarie, della navigazione da diporto. Il proliferare di porti e approdi turistici lungo la costa rende, a nostro avviso, vana la giustificazione secondo cui il porto si dovrebbe realizzare per soddisfare la richiesta di nuovi posti barca. Tuttavia se dimostrati realmente necessari, i nuovi posti barca si potrebbero ottenere riprogettando la Darsena Nuova come porto turistico. Operazione resa oggi possibile poiché l'Autorità Portuale ha avviato una progressiva dismissione delle attività portuali con il previsto spostamento dei cantieri navali per la costruzione del nuovo accosto crocieristico. Se proprio dobbiamo fare un altro porto, facciamolo nella Darsena Nuova e comunque escludiamo in assoluto la costruzione di nuove edificazioni a carattere residenziali e/o assimilate, che sicuramente aggravano le pressioni ambientali (acqua, rifiuti ecc.).

La crescita e lo sviluppo della città non passano certo attraverso la costruzione di un nuovo porto turistico e attraverso la realizzazione di una torre di 120 m. Sarebbe più opportuno puntare su un turismo basato sulla qualità ambientale. Dovremmo lavorare per un turismo diverso, eco-compatibile. Magari imitando le Cinque Terre che hanno tenuto un profilo basso, puntando sulla qualità e non sulla quantità. Insomma, al di là del progettista, questo porto per Rifondazione Comunista non deve essere costruito.

Marco Ravera
Segretario provinciale PRC
Savona - 26 Gennaio 2007

I commenti dei quotidiani

Rifondazione voto unanime contro Fuksas - da La Stampa

Sul caso Fuksas ora anche Rifondazione comunista ha preso una posizione ufficiale. L'altra sera c'è stata una riunione della direzione provinciale che ha approvato all'unanimità la posizione del segretario Marco Ravera. «Rispettiamo il lavoro del noto architetto, ma avversiamo il progetto per molti motivi. Soprattutto perché andrebbe a devastare una delle poche aree non sfruttate della costa, avrebbe anche scarse ricadute occupazionali. Visti anche i problemi legati alla viabilità sarebbe meglio riprogettare la Darsena nuova come porto turistico». (Paride Pasquino - 28/01/07)

Rifondazione comunista. Il partito ha sancito il "no" ufficiale al progetto dell'architetto lituano - da Il Secolo XIX

Venerdì sera, la direzione provinciale il plastico del progetto
l'archietetto Massimiliano Fuksas
di Rifondazione Comunista ha sancito il no ufficiale e definitivo al progetto Fuksas e al porto della Margonara. È «un progetto che noi - ha scritto il segretario provinciale Marco Ravera - pur rispettando l'operato dell'architetto, avversiamo per molti motivi. Siamo convinti che creare un porto turistico all'imbocco del porto commerciale sia in contrato con l'utilizzo del porto stesso». Aggiunge Ravera: «Esiste un problema ambientale. Il porticciolo andrebbe a devastare una delle poche aree non sfruttate della nostra costa e inciderebbe pesantemente su un sito che ha un profondo significato per gli stessi abitanti, basti pensare al legame con lo scoglio della Madonnetta». Ravera cita poi i problemi di viabilità e sottolinea che l'opera «avrà scarse ricadute occupazionali».