Basta discutere di nomi, variamo il Cantiere Programmatico

Un luogo aperto a tutti coloro che vogliono costruire un'alternativa alle destre nella nostra regione

I movimenti sono la vera novità di questi ultimi anni. Dopo un lungo periodo in cui la società italiana sembrava avvolta dal torpore, si è risvegliata grazie ad una straordinaria ondata partecipativa, animata dai giovani, dai lavoratori, dal mondo della scuola e della cultura. Anche la nostra regione è stata scossa da questo rinnovato protagonismo sociale. Fiumi di gente sono scesi in piazza per i diritti, per la pace, in difesa del lavoro e della scuola pubblica. Di fronte ad un fatto di tale portata, i partiti che intendono proporsi come alternativa alle destre, non possono dimostrarsi sordi e ciechi.

Questi popoli devono essere il primo riferimento delle forze democratiche e di sinistra. La domanda di partecipazione che ne emerge, deve essere considerata la nostra migliore risorsa ed il valore costitutivo della coalizione democratica da costruire. Si tratta di rendere protagonisti del nostro percorso i soggetti sociali, la gente in carne ed ossa ed i bisogni di cui è portatrice.

La personalizzazione della politica, le deformazioni presidenzialistiche, importate dalle destre nel nostro paese, non possono appartenere alla nostra cultura. Una discussione imperniata sulle persone, condizionata dai giudizi sulla bontà del candidato presidente, o addirittura dalla provenienza politica e/o territoriale del suo possibile vice, è figlia dei peggiori vizi della politica, è incomprensibile ai più e ci rende indistinguibili dall'avversario. Abbiamo bisogno di ben altro. Dobbiamo dare avvio ad un Cantiere Programmatico, cui possano liberamente partecipare con pari dignità tutti coloro che vogliono costruire un'alternativa alle destre nella nostra regione: dai partiti ai movimenti, dagli esponenti dei comuni democratici ai sindacati, dal mondo della cultura all'associazionismo. Una discussione alla luce del sole, che faccia piazza pulita dei personalismi e dei manuali Cencelli, mettendo a tema i problemi concreti.

Qualcosa già si muove. Una realtà ricca di storia come l'ARCI avvia una consultazione programmatica fra i propri iscritti. Esponenti un po' di tutti i movimenti (dalla pace alla scuola, dall'ambiente alla democrazia) discutono di programmi ed avanzano le prime proposte. Si tratta allora di raccogliere tali segnali, di riconoscere il lavoro che questi soggetti, nella loro autonomia, hanno iniziato, e forse di andare un po' oltre. Davvero diamo seguito alle parole, variamo il Cantiere Programmatico. Certo sarà un meccanismo imperfetto, magari all'inizio partirà soltanto qualche tavolo tematico, ma sarà comunque un messaggio importante. Muoviamoci subito, mettiamo tutti da parte le discussioni sui nomi. Prima che sia troppo tardi.

Simone Leoncini
Segreteria Regionale PRC - Responsabile Lotte sociali e movimenti
Genova - 26 Ottobre 2004