Abbiamo appena messo in archivio le Elezioni Provinciali ed Europee e già si parla delle Elezioni Regionali della prossima primavera. Se i DS hanno già scelto il candidato Presidente Rifondazione Comunista preferisce come solito concentrarsi e confrontarsi sui programmi.
Linee programmatiche chiare rivolte a tutti coloro che, in questi anni, hanno lottato in Liguria - pur partendo da storie, culture, pratiche e percorsi diversi - contro gli effetti devastanti delle politiche neoliberiste. Un percorso partecipato che permetta ad organizzazioni politiche e sociali, associazioni, forum autoconvocati di collaborare all'elaborazione di ipotesi di lavoro rivolte a dare configurazione politica ai bisogni espressi dai movimenti e dal conflitto sociale.
Una prima base di confronto, parzialissima, visto che mancano moltissime parti fondamentali per una politica di alternativa, è rappresentata dal documento, che riportiamo in questa pagina, presentato dal PRC ligure al Centrosinistra il 27 Luglio. Nelle prossime settimane andremo ad approfondire le proposte avanzate dal nostro partito partendo dal "capitolo" relativo al lavoro e all'economia.
la redazione del sito
Savona - 30 Luglio 2004
I punti che seguono costituiscono alcuni elementi di proposta e si articolano sulla base di due filoni che riteniamo assolutamente centrali per contrastare le devastazioni economico-sociali prodotte in questi anni dal dispiegarsi delle politiche neoliberiste e in piena continuità con lo sviluppo dei movimenti e delle lotte sociali: lotta alle privatizzazioni e lotta alla precarietà.
Proponiamo un disegno di legge regionale rivolto a contrastare gli effetti della L. 30 sul mercato del lavoro, che preveda:
Inteso non come forma di assistenza ai più poveri, ma come sostegno ai livelli salariali e condizione per un reale recupero dei salari in una situazione di espansione della precarietà.
È tristemente nota la gravità del problema della sicurezza nelle imprese di appalto e subappalto. Altrettanto importante è l'aspetto quantitativo del problema: in edilizia gli appalti pubblici rappresentano il 30% dell'intero fatturato nazionale. A livello regionale esistono norme sparse, disarticolate oltre che, probabilmente, inapplicate. Occorre recuperarle e renderle adeguate al problema (facendone un vero e proprio testo unico) individuando più in generale forme di tutela reale della sicurezza sui posti di lavoro, anche attraverso l'applicazione di sanzioni alle imprese che non rispettino la normativa in materia e la creazione di vincoli legislativi rispetto alla concessione di finanziamenti alle imprese.
Occorre individuare strategie di lungo respiro per contrastare il declino industriale della regione, configurando un modello di sviluppo sostenibile attraverso l'intervento pubblico in particolare per quanto riguarda le situazioni di crisi presenti sul territorio, per disegnare uno sviluppo di turismo e agricoltura che ponga al centro la difesa della qualità dell'occupazione e leghi tale sviluppo alle specificità locali delle differenti realtà presenti in regione. In quest'ottica è fondamentale anche l'elaborazione di una vera e propria "politica del mare" che leghi sviluppo produttivo dei porti, tutela della costa, la questione delle autostrade del mare e il decongestionamento del traffico su gomma.
Recupero e difesa del ruolo sociale e della centralità della scuola pubblica al di fuori di ogni logica di competitività e in un quadro che unisca valorizzazione del pluralismo culturale, delle culture critiche e della libertà di insegnamento, contro ogni logica da "diplomificio". In quest'ottica: abolizione di ogni forma di finanziamento pubblico e di ogni onere a sostegno della scuola privata.
Superamento dell'obbligatorietà delle gare per l'affidamendo del servizio di trasporto pubblico locale (prevista dall'attuale normativa regionale) applicando la recente modifica del TU degli EE. LL. (art 113) che prevede, per le aziende a capitale pubblico, l'affidamento diretto del servizio senza gare.
Maggiori risorse economiche da destinare al servizio di trasporto pubblico in modo da garantire il diritto alla mobilità dei cittadini. Ridefinizione dei "servizi minimi" da finanziare con il Fondo Regionale sulla base dei chilometri effettuatii dalle aziende di trasporto nel 1998 (anno di entrata in vigore della Legge Regionale).