Di fronte alla sentenza della Consulta, in queste ore stanno risuonando troppe voci che alludono ad un accordo per modificare la legge sulla procreazione. Sono tentazioni da abbandonare e da cui tenersi ben lontani per una legge che riteniamo inemendabile. La legge 40 è frutto di una logica emergenziale costruita negli anni e volta a sanare un immaginario far west procreativo, del moralismo di uno stato confessionale, di incompetenza scientifica e, non ultimo, di un rinascente impulso patriarcale.
Le dichiarazioni del Ministro Buttiglione svelano, poi, il vero scopo di chi ha tanto voluto questa legge: rimettere mano alla legge sull'aborto, per tornare, allora sì, al vero far west della clandestinità e del rischio per la stessa vita delle donne conseguente alla messa in illegalità dell'interruzione volontaria di gravidanza. In queste condizioni e con questo parlamento non è assolutamente pensabile la riscrittura della legge per evitare la consultazione referendaria.
Chi ha timori sull'esito, invece di cercare inutili mediazioni, dovrebbe adoperarsi affinché sia data, finalmente, la più ampia e completa informazione su questi temi, e affinché, questi referendum siano vinti, per bloccare la deriva regressiva in atto e per andare nella direzione della cancellazione della norma.
Tiziana Valpiana
Deputata di Rifondazione Comunista
Capogruppo nelle Commissioni Affari sociali ed Infanzia
Roma - 14 Gennaio 2005