L'impegno degli uomini e delle donne del PRC per Savona

Presentata, con Federico Berruti, la lista di Rifondazione Comunista

Il convitato di pietra che è presente in Sala Rossa è il "nuovo corso". Si sussegue un poco in tutti gli interventi, è una richiesta pressante che fa da humus al patto unitario della coalizione dell'Unione. Ne parla Franco Zunino nella sua prolusione e lo ribadisce il capolista Jörg Costantino. Anche il candidato sindaco Federico Berruti impegna il suo discorso a sottolineare che per Savona non è solamente da sinistra: Federico Berruti, Franco Zunino, Jörg Costantinonecessario il "nuovo corso", quindi una palese inversione di tendenza rispetto alle passate stagioni amministrative, ma che il neofitismo politico dell'Unione si può realizzare su un programma che è un avanzato compromesso perché esige il rispetto delle compatibilità tra sviluppo sociale e ambientale, e considera imprescindibile un costante rapporto tra cittadini e "palazzo".

Un punto questo della "democrazia partecipativa" che viene toccato da Costantino: Rifondazione Comunista, infatti, ha fatto di questa proposizione sociale un perno di crescita attorno al quale gestire una nuova formula di avanzamento dei diritti e di soddisfazione dei bisogni. Il "bilancio partecipativo" si affianca alle normali valutazioni, fin troppo edulcorate dal politichese, che vengono date dai tecnici di palazzo e dai burocrati sugli atti amministrativi.

Berruti annuisce. "Non avrei mai fatto il candidato sindaco senza un'alleanza che non comprendesse anche Rifondazione Comunista". E spiega che il PRC è un plusvalore per la coalizione, che tutti avranno nella futura amministrazione pari dignità politica nell'accesso alle tematiche che di volta in volta dovranno essere risolte da giunta e consiglio comunale.

"Il lavoro è per la sinistra il tema su cui si imposta la politica sociale, la discriminante per un consolidamento dei diritti sociali e singoli, per permettere a tutti di poter acquisire nuovi stimoli nell'inserimento degli ambiti di vita che altrimenti tante e tanti non potrebbero raggiungere ogni giorno." Berruti si sofferma su questo concetto e lo ribadisce anche quando lo affianca alla gestione pubblica della Città: "La nostra amministrazione - dice - non diminuirà di un euro la spesa sociale. E laddove vi sarà la possibilità di distribuire nel bilancio comunale un avanzo di soldi, ebbene questo avverrà prioritariamente nella voce della spesa sociale".

Federico Berruti sa che non sta parlando ad una platea di bolscevichi dell'Ottobre russo, ma sa comunque che sta parlando a persone di sinistra, a quei "neo-comunisti" che valutano l'impegno delle istituzioni per il pubblico una necessità, un debito permanente verso i ceti più deboli, un investimento non trascurabile per qualche affare di genere privatistico che ben tutti conosciamo.

E, per l'appunto... il "partito degli affari"? Che fine ha fatto? Puristi di sinistra e soloni in tanti alla presentazione dei candidati di Rifondazione Comunistadella politica politicheggiata ci dicono che aleggia come un tedioso "spleen" su tutta la comunità savonese. Osservando la torre di Orsero viene in mente che è il prodotto non di una richiesta "sociale", una domanda della Città, ma che è lì perché un patto tra amministrazione e gruppi economici è stato fatto, nella piena legalità si intende, ma non forse nel pieno rispetto delle esigenze di Savona che di tutto aveva bisogno salvo che del novello grattacielo a filo d'acqua e del futuro "monster plan", del Crescent che farà da barriera tra la costa e la parte di darsena di Savona.

Franco Zunino anche su questo cerca una parola di verità. "Ciò che è stato precedentemente approvato, anche in presenza del nostro dissenso, oggi non può più essere messo in discussione. Le licenze edilizie vi sono, chi costruisce ha tutto il diritto di farlo. Noi restiamo della nostra opinione.". E l'opinione è quella che emana da otto anni di opposizione a scelte maturate in contrapposizione agli interessi della città: eravamo e rimaniamo contrari alla colata di cemento che si riversa sulla zona del porto. Ma ora occorre guardare avanti, a quelle che, in questi casi, si chiamano "nuove sfide".

Rifondazione Comunista viene accusata di aver "gettato alle ortiche" proprio gli anni di opposizione alle giunte di centrosinistra passate. Di aver, in sostanza, tradito una propria congenita naturale propensione all'opposizione per sedere in uno scranno di governo, per partecipare a chissà quali spartizioni di potere o di cariche.

Il dibattito che esce dalla Sala Rossa su questo è limpido: l'impegno che il PRC assume, e che Federico Berruti ha recepito nel programma complessivo dell'Unione, è quello di non rinnegare, di non abdicare alle proprie valutazioni di merito sui problemi di Savona. Una tendenza che risponde alla definizione di una linea di comportamento politico non semplice: incidere programmaticamente e attualmente nelle scelte che verranno fatte per la città.

Proclamarsi semplici oppositori, e candidarsi a questo ruolo due istantanee della serata
foto di Marco Sferini
con un fare aprioristico, non sortisce l'effetto di una automazione istituzionale per la quale viene a bloccarsi o ad invertirsi il processo di regolamentazione delle politiche di Palazzo Sisto. Se così fosse non esisterebbe la possibilità della semplice formazione di un governo della città, di qualsiasi città e comune della Repubblica. Così, indubbiamente, il ruolo di governo non garantisce sempre e comunque la soddisfazione di quella incisività dettata dalla propria presenza in una giunta comunale, provinciale, regionale o al governo nazionale del Paese.

Purtroppo occorre mettersi in gioco, rischiare senza compromettersi. Stabilire un compromesso di buon livello, come quello raggiunto da Federico Berruti con tutte le forze unioniste, è una delle arti della politica. Impedire che questo scada in una compromissione che lo allontani proprio dalla politica, dalla partecipazione e dal contatto reciproco di questi due elementi, ebbene questo compito è anche nelle mani degli uomini e delle donne di Rifondazione Comunista.

Marco Sferini
Savona - 3 Maggio 2006