La nave del centrosinistra è partita

Rifondazione Comunista può essere l'elemento di diversificazione rispetto al passato

La nave del centrosinistra è partita. Parafrasando Sergio Endrigo, potremmo dire "dove arriverà questo non si sa". Infatti ci troviamo in una fase di preludio della programmazione politica e di analisi delle singole prospettive dei partiti che, in un ragionevole tempo di definizione, dovranno convergere in un programma comune che divenga l'asse portante della nuova amministrazione di Savona. È un lavoro che non potrà avere come risultato la mera stesura di intenzioni fatte esclusivamente di prammatica. Il contributo che, ad esempio, noi di Rifondazione Comunista intendiamo portare è fatto di un diverso spessore: si tratta di introdurre elementi di discontinuità rispetto alle precedenti amministrazioni e, in questo contesto, di divenire forza propulsiva della coalizione per un concreto cambiamento delle politiche di Palazzo Sisto.

Un proposito come questo avrebbe ricevuto una maggiore rilevanza e spinta se tutte le il candidato Sindaco del Centrosinistra Federico Berrutianime della sinistra critica savonese fossero riuscite a superare steccati pregiudiziali, seppur supportati da giuste critiche di merito e di metodo, e a non identificare nel ruolo dell'opposizione un elemento di salvezza comunale, di totale igiene della politica. Un ruolo, quasi, di garanzia all'interno di un Consiglio comunale che avrà comunque una maggioranza e che difficilmente potrà essere eterodiretto da una minuscola minoranza in odore di una "incorruttibilità" che farebbe impallidire quella giacobina.

Rifondazione Comunista è stata tacciata di "ignavia", di cedimento ai "poteri forti", di essersi, in pratica, resa supina e prona alle volontà di chi ha gestito sino ad oggi il Comune di Savona. Il dialogo e la ricerca di una interazione, foriera magari di effetti positivi in termini di condizionamento del reale stato di cose politico savonese, non conduce irrimediabilmente alla compromissione. Noi cerchiamo un compromesso, non certo la compromissione. Noi cerchiamo di capitalizzare la nostra forza per fare in modo che in futuro determinate progettualità possano cambiare rotta, possano essere anche fermate e sostituite con ciò che è più utile all'intera comunità dei savonesi.

Per intenderci, sino ad oggi, nel corso degli incontri con le altre forze dell'Unione e con il candidato a sindaco del centrosinistra Federico Berruti, abbiamo voluto sottolineare come sia fondamentale la partecipazione popolare alle scelte dell'Amministrazione e che l'unico modo per evitare il condizionamento dei "poteri forti" è proprio questo. Un bilancio partecipato: un rendiconto costante ai savonesi di quanto la nuova giunta farà in tutti i campi in cui sarà chiamata a svolgere un ruolo sia di nuove proposte che di rielaborazione di precedenti decisioni. Ci facciamo garanti di questo. La nostra presenza ai tavoli del centrosinistra non è un'appendice, una stampella di sostegno ad una coalizione, ma è un valore aggiunto che meglio definisce l'utilità della complessiva impostazione politica della futura coalizione.

Nulla è dato per scontato: neppure l'alleanza tra centrosinistra e Rifondazione Comunista. Ci teniamo a sottolinearlo e a rimarcare che non abdicheremo a quelli che consideriamo punti irrinunciabili per lo sviluppo di Savona e non dei "signori" della cementificazione e della destrutturazione sociale del comprensorio. Federico Berruti ci ha presentato le prime linee del programma. Un orientamento generale che apre una discussione su quelle che sono state definite le tre direttrici dello sviluppo di Savona: l'inversione demografica, il lavoro e la qualità della vita.

Una prima lettura di questa bozza di testo evidenzia problemi e temi che sono contenuti anche nel programma elaborato dalla Commissione Enti Locali del nostroil candidato Sindaco del Centrosinistra Federico Berruti
foto tratta dal sito www.provincia.savona.it
Partito. Siamo ad esempio concordi sulla chiusura della discarica di Cima Montà, e siamo concordi nello sviluppo del piano provinciale dei rifiuti che apertamente esclude l'ipotesi della costruzione di un inceneritore nel comune di Savona. Sappiamo che vi sono forze politiche nel centrosinistra che invece vorrebbero porre un "alt" al piano provinciale dei rifiuti elaborato dal nostro assessore Mimmo Filippi. Sappiamo che la nostra presenza nella futura coalizione è garanzia ulteriore di irreversibilità per quanto svolto in sede provinciale e che dovrà trovare attuazione anche nel nostro comune.

Apprezzabile è anche la proposta di una riqualificazione urbana (quella che Berruti definisce "il centro formale della Città") che coinvolga le forze democratiche di Savona in un connubio che metta in campo le risorse pubbliche e le potenzialità anche dei privati, ma dove questi (definiti dal candidato del centrosinistra "il centro metaforico della Città") non divengano il fulcro del futuro sviluppo della Città, ma continuino ad essere un importante elemento di partecipazione a questa ridefinizione degli assetti di equilibrio sia dell'economia propriamente detta, che di quella "sociale" del tessuto urbano.

Rifondazione Comunista può dunque essere un elemento di diversificazione rispetto al passato. Siamo stati otto anni all'opposizione. E tuttora lo siamo. Ma non c'è condizione politica che non possa trovare un diverso orientamento se, non tanto la percezione, quanto la disposizione concreta al cambiamento è concretizzabile, fattibile. Non abbiamo mutato opinione rispetto alle passate scelte operate dal centrosinistra: rimaniamo contrari all'Aurelia bis, ad Orsa 2000, ad una "evoluzione" della portualità savonese in chiave non più commerciale ma turistica. Ma l'avvio di determinati processi ci impone ulteriori riflessioni e valutazioni in merito. Ci pone, in sostanza, innanzi ad eventi che mutano rapidamente e che hanno bisogno anche dei comunisti, del nostro contributo per evitare eccessivi debordamenti, tracimazioni del privato sul pubblico e devastazioni della strutturazione della macchina comunale e delle circoscrizioni.

La partecipazione democratica va intesa proprio in questo frangente: non semplicemente delle pubbliche assemblee di presentazione delle opere comunali, ma un rapporto più stretto, un vincolo per la futura Amministrazione. Un vincolo che la leghi ai bisogni della cittadinanza. Su questa prospettiva noi fondiamo la nostra attuale partecipazione ai tavoli di dialogo con il centrosinistra.

Marco Sferini
Savona - 21 Gennaio 2006