Savona: cosa si muove a sinistra

Grande partecipazione alla tavola rotonda che ha visto confrontarsi Astengo, Berruti, Buscaglia e Zunino

Per capire al meglio le posizioni delle diverse anime della sinistra savonese, la tavola rotonda promossa dall'associazione "A sinistra per Savona" dello scorso 17 Dicembre è stata un'occasione da non perdere. Coordinati da Elvira Scotto Veirana, si sono infatti confrontati seduti attorno al tavolo della Sala Rossa del Comune di Savona, il padrone di casa Franco Astengo, il candidato sindaco del centrosinistra Federico da sinistra: Federico Berruti, Elvira Scotto Veirana, Franco Zunino, Franco AstengoBerruti, il Capogruppo consiliare di "Noi per Savona" Domenico Buscaglia e il Segretario provinciale di Rifondazione Comunista Franco Zunino.

È Franco Astengo ad aprire le danze. In un lungo a articolato intervento il promotore dell'associazione "A sinistra per Savona" traccia un bilancio sull'operato dell'amministrazione uscente. Una critica senza sconti che tocca numerosi aspetti della "gestione Ruggeri" con particolare riferimento all'urbanistica e al PUC legati a doppio filo alla mancata riconversione delle strutture produttive («un numero limitato di imprese ha gestito la regia dello sviluppo della città»). Astengo chiede con forza il ritiro della delibera Metalmetron, la revoca della gara del vecchio ospedale San Paolo, un ridimensionamento del progetto Bofill, la chiusura immediata della discarica di Cima Montà, per giungere a quello che lo stesso Astengo definisce un "atto di dignità politica" ovvero le dimissioni della giunta e lo scioglimento del Consiglio Comunale (evocando persino gli spettri della questione morale, esperienza che Savona e non solo ha già vissuto qualche decennio orsono con la vicenda Teardo).

Non meno tenero il giudizio di Domenico Buscaglia che critica in primo luogo, «per chiarezza, anche e specialmente nei riguardi del dott. Berruti», la scelta del candidato sindaco indicato dall'attuale maggioranza prima della discussione sui progammi. Un percorso inverso a quello sempre chiesto e ribadito dal gruppo Noi per Savona. «Ne prendiamo atto» afferma Buscaglia che poi si lancia all'attacco: «I nostri amministratori hanno consegnato nelle mani degli speculatori tutto lo sviluppo edilizio savonese per i prossimi dieci anni ed oltre ed hanno consentito a pochi potenti di utilizzare a piacer loro, fuori di ogni sensata misura, aree preziose per la città che erano di proprietà pubblica e che, nel giro di un secolo, per ignote vie che i nostri amministratori mai si sono curati di accertare, sarebbero passate in possesso di privati». Per poi chiedere «È stata forse una politica di sinistra quella che ha ispirato l'insensato flusso di spese e di favori pubblici sulle aree della vecchia darsena, aree predilette dai figli di papà e dai padroni dei vapori, grandi e piccoli, a motore od a vela?».

Elvira Scotto Veirana passa quindi la parola al candidato Federico Berruti che individua tre punti cardini per il rilancio di Savona: l'inversione demografica, il lavoro, la qualità della vita. «Noi savonesi siamo troppo pochi, e tra noi i giovani sono troppo pochi» afferma l'attuale vice Presidente della Provincia che, nel sottolineare che in 25 anni Savona ha perso oltre 13000 abitanti, propone la sua "ricetta" «siccome lo sviluppo di qualità si fonda su innovazione, orientamento al futuro, propensione al rischio, è chiaro che il motore dello sviluppo sono i giovani, in particolare quelli con molte idee e pochi soldi in tasca, che devono inventarsi nuovi percorsi di vita, aprendo così nuove strade per se stessi e per chi viene dopo».

Anche sul lavoro Berruti ha le idee chiare: «Il mondo del lavoro sta da sinistra: Domenico Buscaglia e Federico Berrutimutando profondamente... il futuro di Savona dipende da quanto in città e intorno alla città si offriranno opportunità di lavoro sia per chi cerca stabilità sia per chi sceglie l'autonomia». Anche in questo aspetto Berruti non vede nel pubblico il motore propulsivo della crescita («Non è il sistema pubblico che potrà creare lavoro, sono le imprese»).

Più articolata la parte legata alla qualità della vita «L'idea di sviluppo che si diffonde, negli anni della globalizzazione dei mercati, ruota intorno al valore della qualità della vita. È un valore complesso, composto di elementi materiali e immateriali, nel quale gli ingredienti hanno proporzioni diverse per ciascuno di noi». Una qualità della vita che passa per la riqualificazione urbana («manutenzione diffusa sia nel centro che nelle periferie della città»), sviluppo urbano («è centrale il tema della casa»), la tutela dell'ambiente («prossima chiusura della discarica di Cima Montà»), e ancora stato sociale, cultura. Berruti vorrebbe continuare, ma i minuti a disposizione per l'intervento sono finiti.

La parola passa quindi a Franco Zunino che, come riportato correttamente dai quotidiani, risulterà essere, insieme a Rifondazione Comunista, il vero "obiettivo" del dibattito. Zunino argomenta con serenità la decisione presa dal PRC a Savona (sostenuta tra gli altri anche dal Sindaco di Spotorno ed ex Sindaco di Savona Bruno Marengo), cioè quella di andare ad un confronto con le forze del Centrosinistra savonese. Un confronto necessario. «A livello nazionale si sta combattendo la battaglia insieme e malgrado a Savona il nostro apporto non sia determinante, è il momento di voltare pagina rispetto ai 14 anni di opposizione» (se si esclude la parentesi tra il 1998 e il 1999, ndr). Un confronto serrato «per introdurre nel centrosinistra elementi di novità e discontinuità. Quello uscente è un modello di suo in crisi, se non ne approfittiamo ora, sarà impossibile intervenire per altri dieci anni». Un confronto difficile «per evitare la "legge del pendolo"».

Accordo già fatto? Tuttaltro. Le critiche di Zunino non sono meno tenere di quelle di Astengo e Buscaglia. Toccano la scelta del candidato Sindaco «come noto avrei preferito le Primarie» e affondano sull'operato dell'amministrazione uscente: dal Piano regolatore che «non può essere approvato dall'attuale amministrazione. Bisognerà modificare il documento tenendo più conto delle periferie e della necessità di costruire case popolari» alla Margonara «ritengo che sarebbe meglio soprassedere» passando per Cima Montà «siamo per la bonifica e la chiusura della discarica». Per poi chiedere una discontinuità, oltre che sui programmi, «anche sul piano delle persone».

Dopo un sorso di acqua i relatori finiscono sotto il "torchio" dei cittadini. Una serie di domande scritte che mettono in luce la volontà di "A sinistra per Savona" di presentarsi alle prossime elezioni comunali «meglio un sano confronto democratico elettorale che gli inciuci», afferma non a caso Franco Astengo. Domande che hanno anche il pregio di dimostrare una volta di più che a Savona la sinistra di alternativa, la sinistra critica esiste già e ha un nome: Rifondazione Comunista.

la redazione del sito
con la collaborazione di Stefano Maggiolo
Savona - 19 Dicembre 2005

I commenti dei quotidiani

Dibattito con Berruti, Rifondazione e gli esponenti delle liste civiche - da La Stampa

Tutta la sinistra concorde sulla necessità di modificare le previsioni urbanistiche

La sinistra savonese non si presenterà compatta alle elezioni comunali. Il dibattito organizzato a Palazzo Sisto con il candidato del centrosinistra Federico Berruti, ha evidenziato inconciliabilità di posizioni con l'associazionismo e il movimentismo di «Noi per Savona» e «A sinistra per Savona» mentre dall'altro ha evidenziato l'accordo ormai in dirittura d'arrivo con Rifondazione comunista. Nella Sala Rossa gremita all'inverosimile, con Berruti si sono misurati Domenico Buscaglia (Noi per Savona), Franco Zunino (Rifondazione) e Franco Astengo (A Sinistra per Savona). Al di là dei vari punti di vista, il dibattito ha emesso alcuni da sinistra: Federico Berruti, Elvira Scotto Veirana, Franco Zuninoverdetti: la fine del Piano regolatore appena adottato che verrà completamente rifatto, forti dubbi sul progetto del porto turistico della Margonara e chiusura immediata per la discarica di Cima Montà. Se le quasi tre ore di confronto, dovevano rappresentare un banco di prova per Berruti, il candidato del centrosinistra lo ha comunque superato senza problemi. Semmai le difficoltà emergeranno nella composizione della giunta e ancor più nell'attuazione dei programmi.

Federico Berruti si è destreggiato bene di fronte a una platea critica: «Il progetto bandiera su cui dobbiamo puntare è quello della cittadella tecnologica di Legino, ma dobbiamo anche recuperare popolazione residente costruendo case per giovani coppie. Oggi purtroppo a Savona si vendono solo case da 5 mila euro al metro quadrato. Il porto turistico della Margonara, invece, ritengo che ormai sia stato approvato a tutti i livelli e che possa essere solo migliorato e non cancellato».

Franco Zunino ha argomentato così la scelta di Rifondazione di partecipare al tavolo del centrosinistra: «A livello nazionale si sta combattendo la battaglia insieme e malgrado a Savona il nostro apporto non sia determinante, è il momento di voltare pagina rispetto ai 14 anni di opposizione. Il Piano regolatore non può essere approvato dall'amministrazione uscente. Bisognerà modificare il documento tenendo più conto delle periferie e della necessità di costruire case popolari. Sulla Margonara il progetto è avviato ma ritengo che sarebbe meglio soprassedere. Occorre insomma connotare la nuova amministrazione con forti elementi di discontinuità anche sul piano delle persone». Assai duro il giudizio espresso da Franco Astengo sull'operato della giunta uscente: «La giunta e il Consiglio avrebbero dovuto avere la dignità di dimettersi come prevede la legge quando il sindaco passa ad altri incarichi. Per il resto, è evidente le nacessità di una brusca rottura con i programmi urbanistici dell'ultimo decennio. Basta con le operazioni immobiliari che avvantaggiano solo poche persone e non la comunità; stop all'operazione Metalmetron che preclude ogni possibilità di sviluppo produttivo; chiusura immediata della discarica di Cima Montà; revisione del Piano regolatore e gestione pubblica dei contenitori storici come il San paolo che dovrà diventare sede universitaria e l'ex questura che dovrebbe ospitare la biblioteca. Per concludere, è molto meglio un sano confronto elettorale piuttosto che un accordo impapocchiato».

Drastica la critica di Buscaglia: «Da dieci anni assistiamo a operazioni immobiliari che comprometteranno la città anche dei pronipoti. Al di là delle scelte che hanno avvantaggiato pochi privati a discapito dell'interesse comune, la giunta non ha fatto molto per migliorare la pulizia, il decoro, l'ordine e la viabilità». (Ermanno Branca - 18/12/2005)

Berruti e sinistra alternativa separati alla sfida elettorale - da Il Secolo XIX

Prima uscita pubblica a Palazzo Sisto del candidato sindaco del centrosinistra

È finita con una chiamata alle armi che rappresenta la discesa in campo ufficiale di un lista della sinistra "alternativa" - «meglio un sano confronto democratico elettorale che gli inciuci» ha detto Franco Astengo - il pomeriggio in Sala Rossa che ha rappresentato ieri la prima uscita pubblica di Federico Berruti da candidato sindaco del centrosinistra. Mentre è suonato il de profundis sul PUC varato dalla giunta Ruggeri che - per accordo tra le segreterie dei partiti - non sarà più affrontato da questa amministrazione in scadenza. E che, dopo le osservazioni ricevute da Provincia e Regione, sarà sicuramente rivisto dalla prossima giunta /e se, come probabile, vincerà il centrosinistra e nella coalizione ci sarà Rifondazione, in termini molto profondi e restrittivi).

Sala Rossa esaurita in ogni ordine di posti, si potrebbe dire con linguaggio sportivo: alle quindici, ora fissata per l'inizio del confronto tutto interno alle diverse anime del centrosinistra, la sala di Palazzo Sisto è già talmente piena che gli addetti si prodigano ad aggiungere poltroncine che, comunque, non basteranno a dare un posto a tutti. Molti quelli che asssisteranno alle due ore e mezza di dibattito in piedi. Tra il pubblico, tanto per dire qualche nome, il senatore Nanni Russo, l'assessore provinciale Roberto Peluffo, da sinistra: Franco Zunino, Franco Astengoil presidente di IPS Nanni Ferro, il presidente della III Cicoscrizione Giovanni Burzio, il segretario cittadino dei DS Luca Martino. E, mamma trepidante per il figlio candidato, l'alta funzionaria della Camera di commercio Anna Maroscia, genitrice di Berruti.

Lunga introduzione di Franco Astengo per i padroni di casa - l'associzione "A sinistra" che, come detto, da ieri pomeriggio lavora ufficialmente ad una nuova lista - che ancora non scopre le carte ma lascia chiramente intendere dove andrà a parare: «Un sussuolto di dignità vorrebbe le dimissioni immediate della giunta e del consiglio in modo da lasciare gestire le elezioni ad un commissario straordinario, su un piede di parità per tutti».

Al tavolone, a coordinare i lavori, Elvira Scotto Veirana, ai lati, oltre a Franco Astengo, ci sono Federico Berruti candidato del centrosinistra, il consigliere di "Noi per Savona" Domenico Buscaglia e il Segretario di Rifondazone Comunista Franco Zunino.

E proprio Zunino, alla lunga, sembra il vero "obiettivo" di un dibattito che non si accanisce più di tanto nei confronti del candidato del centrosinistra Federico Berruti - come ci si sarebbe potuti attendere - e punta invece la prua contro la voglia di accordo che anima Zunino, in linea con le scelte nazionali del partito. Qui, com'è noto, l'ala che si rifà a Marco Ferrando e alla consigliera comunale Patrizia Turchi lavora da tempo con "A sinistra". Si tratterà ora di vedere se la divisione all'interno del partito di Bertinotti diverrà scissione o scomunica. Esiti che appaioni altamente probabili dopo l'incontro di ieri pomeriggio.

Ma torniamo al dibattito. Astengo, in una lunga e articolata introduzione, ha puntato il dito, in sintesi, contro l'aggragarsi di un potere trasversale che ha condizionato gli ultimi quindi anni della città: «un numero limitato di imprese che ha gestito la regia dello sviluppo della città». Ed ha invocato il ritorno di una "regia pubblica" per il futuro di Savona. Analisi sostanzialmente condivisa da foto di Marco RaveraDomenico Buscaglia, che ha puntato il dito contro il pregetto Bofill e chiesto un tentativo «anche il più esile» per «salvare la città da una china che appare pericolosa».

Berruti è andato per la sua strada, parlando con tranquillità del candidato sindaco incoronato e che, per certi versi, ha già attraversato i momenti più burrascosi. Ha illustrato la sua ricetta (inversione demografica «perché a Savona siamo troppo pochi e con troppi pochi giovani che sono il motore dello sviluppo»; lavoro «e qui la parola simbolo è cittadella tecnologica capace di coniugare sviluppo e innovazione»; qualità della vita). Senza mai nominare direttamente chi ha occupato ed occupa ancora Palazzo Sisto per conto del centrosinistra. Franco Zunino ha invece ribadito il giudizio sull'amministrazione uscente, ma anche sottolineato la necessità di trattare «per introdurre nel centrosinistra elementi di novità e discontinuità. Perché quello uscente è un modello di suo in crisi, se non ne approfittiamo ora, sarà impossibile intervenire per altri dieci anni».

Poi, in ordine sparso - molti proposti da domande scritte lette al tavolo dalla moderatrice - temi noti: il porto della Margonara, la discarica di Cima Montà («chiusura subito») e i rifiuti, la sporcizia della città. Nulla di nuovo sotto il sole. E, ancora, tante volte, la colata di cemento identificata con il progetto Bofill «un architetto di Barcellona - ha chiosato Buscaglia - che non ha capito nulla di Savona». (Antonella Granero - 18/12/2005)