Alle elezioni? Da soli, o, meglio, con una coalizione della sinistra che riunisca intorno ad un solo candidato presidente il Prc, il PdcI, i Verdi e il nuovo movimento di Niki Vendola e Sd. Il Pd? Chance di alleanza ridotte al lumicino: l'ipotesi realistica è una indicazione di voto all'eventuale secondo turno. Il segretario del Prc Marco Ravera - nel giorno nel quale il centrosinistra piomba nel caos per via della legge
elettorale sullo sbarramento al 5% - scopre le carte in vista della corsa per Palazzo Nervi.
Segretario, partiamo dal caso del giorno. A Savona avete lasciato la seduta dei consiglio comunale per protesta contro la legge elettorale perle Europee. È il primo segnale di disgregazione, come sostiene il centrodestra?
No. Semplicemente a Roma ci vogliono uccidere, lanciamo un segnale forte, sperando che il Pd locale faccia sentire la sua voce ai vertici. Per il futuro vedremo cosa succederà.
Questo significa che potreste proseguire la protesta?
L'atteggiamento del Pd è singolare: siamo fuori dal Parlamento, ora ci vogliono tenere fuori dall'Europa, però ci tengono buoni a livello locale sino che gli serviamo. Così non va.
Sia esplicito: ci saranno conseguenze a livello locale?
Non ci saranno rappresaglie. Questo è un problema nazionale e manterremo separati i due piani. Abbiamo voluto solo lanciare un segnale. Però...
Però?
A livello provinciale ci sono altri tipi di problema. Peraltro noti.
Li vogliamo ricordare?
Le alleanze. Proprio in un'intervista al Secolo XIX, il segretario del Pd Lunardon ha evocato il modello Trento. Ovvero un'alleanza con il centro, con la sinistra fuori, disattendendo invece l'altro modello, ovvero quello di Soru.
Qual è il nocciolo del problema?
Noi abbiamo detto: o dialogate con noi o dialogate con l'Udc di Cuffaro. Il Pd ci ha risposto: dialoghiamo cori tutti e due. Ma noi ci riteniamo inconciliabili. L'altro grande problema è il programma. Su questo sono d'accordo con Lunardon: non si possono più lasciare dei "vuoti" come abbiamo fatto alle ultime Provinciali e alle Comunali di Savona. Il consigliere regionale del Pd Miceli, in un'intervista tv, ha detto che su alcuni punti Pd e Prc sono incompatibili. Ebbene, credo abbia ragione.
Quali sono i punti "inconciliabili" quanto al programma?
Il primo è la piattaforma Maersk. Noi abbiamo una posizione assai critica da sempre: a fronte di sicure ricadute ambientali, non ci sono garanzie occupazionali adeguate, come lo stesso Burlando sembra aver capito.
Questo è noto. Poi?
L'altro è l'aeroporto dMarco Ravera da più di due anni
Segretario provinciale di
Rifondazione Comunistai Albenga. Per il Pd è strategico. Vorrei sapere se i cittadini sanno quanto pagano per tenere in piedi una struttura che ha poco che fare con lo sviluppo. Quindi le due bretelle stradali: Albenga-Predosa e Aurelia bis. Noi siamo contrari, per il Pd sono prioritarie: vorremmo potenziare i collegamenti ferroviari con il Piemonte. Infine i porti turistici: una moda più che una necessità...
E qui si tocca il tema della Margonara. Palazzo Sisto ha indicalo il porto come strategico per lo sviluppo economico della "nuova" Savona. Si è parlato di un accordo politico tra voi, Verdi e Regione.
Può darsi ci siano strategie generali di Burlando per tenere legata Rifondazione. Ma la valutazione è stata puramente tecnica. Infatti io, al contrario di altri, non ho cantato vittoria.
Col Pd solo differenze?
No, affatto. Concordiamo sul Piano dei rifiuti, per il quale il Pd vuole mantenere l'impostazione di Filippi. Condividiamo il no all'ampliamento della centrale.
Ferrania?
L'unico interesse della proprietà sono le aree. Allora le compri la Provincia per poi rilanciare i progetti del laminatoio e del fotovoltaico.
Torniamo alle alleanze.
Salvo improbabili ripensamenti del Pd, correremo da soli. L'ipotesi è costruire una coalizione con l'arcipelago della sinistra. Un, candidato comune.
Circolano vari nomi. Sì è parlato di Sergio Acquilino, di Bruno Marengo, persino di Aldo Pastore e Nanni Russo.
È troppo presto per dirlo. Alcuni di questi li vorrei, ma mi sembrano altamente improbabili.
Le proposte della coalizione?
Tre punti qualificanti. Il lavoro: di Ferrania ho già detto, per il resto si tratta di individuare aree per sviluppare le energie alternative. Quanto al turismo, invece che al modello dei porticcioli, guardiamo allo sviluppo delle Cinque Terre.
Oltre al lavoro?
Politiche sociali, per le quali si può proseguire sulla strada tracciata da Lorena Rambaudi. E l'ambiente: occorre virare rispetto ad un'aggressione al territorio, che ha avuto anche le sue motivazioni, ma è un dato oggettivo. Infine, un plauso alla Cittadella dell'Innovazione, per quanto riguarda Savona: il sindaco si è fatto garante di una soluzione senza residenziale e con fondi pubblici. Una scelta importante.
Concludendo: per le Provinciali, è addio al Pd?
Non è detto. Ma i due nodi, Udc e programma, vanno sciolti in fretta.
Accordo al secondo turno?
Altamente improbabile. Nel' 99 Bruno Marengo fece un appello al volo: piuttosto che il centrodestra, votate il centrosinistra. Si potrebbe ripetere una simile situazione. Il nostro rivale non è il Pd, ma il centrodestra. Il problema è che il Pd flirta troppo con il centrodestra.
Antonella Granero
Savona - 29 Gennaio 2009
Intervista tratta da "Il Secolo XIX del 30 Gennaio 2009.