Fermiamo i frutti dell'occupazione israeliana

A Savona due giorni per la campagna di boicottaggio

Ieri sera c'è stato un incontro in Sala Rossa del Comune di Savona sul tema: violazione dei diritti umani nei confronti del popolo palestinese, organizzato dalla Coalizione italiana contro l'Agrexco, a cui hanno partecipato l'ex vicepresidente del Parlamento Europeo Luisa Morgantini, il coordinatore nazionale di Transarms Carlo Tombola, l'operatrice di Un ponte per... Martina Pignatti e l'esponente francese della Coalizione Contro l'Agrexco Christophe Perrin, assieme a delegazioni provenienti da diverse città italiane e francesi.

La conferenza ha avuto lo scopo, tra l'altro di illustrare al numeroso pubblico presente le finalità della campagna attiva dall'ottobre del 2009 contro, l'azienda israeliana Agrexco L.t.d. che è il principale esportatore di prodotti agricoli dagli insediamenti israeliani illegali nei territori occupati. La campagna si inserisce in quella più ampia di BDS: Boicottaggio Disinvestimenti Sanzioni nei confronti di Israele. La scelta di Savona per il convegno è stata determinata dal fatto che il teminal di Vado accoglie le merci che Agrexco trasporta e da qui esse vengono distribuite in tutta Europa. Savona quindi è sembrato il territorio più adatto a polarizzare un intenso movimento, una testa di ponte per coordinare le iniziative del BDS e conseguentemente dei comitati "Stop Agrexco" di tutta Italia.

Si è rilevato che Israele (partner commerciale privilegiato dell'Europa) gode di un'esenzione doganale per le merci prodotte sul suo territorio. In realtà molte merci in ingresso e scaricate a Vado godono di questi privilegi pur non avendone diritto, in quanto merci provenienti da attività condotte dai coloni nella Cisgiordania, territorio occupato da Israele, ma palestinese.

La crisi occupazionale in cui versano i porti induce le maestranze ad essere ricattabili ed è difficile indurre i portuali ad allinearsi alle iniziative di protesta, ma è necessario informare i sindacati italiani che la richiesta di boicottaggio è stata formulata da tutti i sindacati palestinesi e accolta in blocco dai sindacati sudafricani e inglese.

Alla conferenza è seguita una riunione tra gli oltre 30 delegati di associazioni e comitati italiani, in serata presso il Dopolavoro ferroviario e nella giornata successiva nella sede di Rifondazione Comunista, durante la quale è stato intensificato il coordinamento nazionale delle attività "Stop Agrexco". È stato accolto l'invito della coalizione francese di selezionare date che permettano di effettuare azioni coordinate e significative dal punto di vista mediatico. Inoltre si è concordato di adottare sempre metodologie di azione nonviolente e di evitare qualsiasi forma di aggressività verbale durante le proteste.

Il movimento BDS è attivo da tempo in tutto il mondo e intende sensibilizzare l'opinione pubblica sul dramma della violazione dei diritti umani e politici del popolo palestinese. La società civile palestinese nel suo complesso ha avviato la campagna con forza nel giugno 2005, a un anno dalla sentenza della Corte Internazionale di Giustizia che ha dichiarato illegale il muro di separazione tra Israele e i Territori Palestinesi Occupati. Vista la totale impunità di Israele, confermata dall'assenza di sanzioni dopo i crimini due istantanee dall'iniziativa in Sala Rossadi guerra commessi a Gaza durante l'operazione Piombo Fuso (documentate nel rapporto Goldstone delle Nazioni Unite) si chiede alla società civile internazionale di avviare dal basso azioni di sanzione economica e morale sull'economia israeliana e le sue istituzioni culturali, come si è fatto negli anni 80 contro il Sudafrica dell'Apartheid.

Coalizione italiana contro l'"Agrexco"
Savona - 31 Gennaio 2010