Da anni è in campo un investimento politico-istituzionale nella chiave di fondo della governabilità e della stabilità attraverso la crescente frammentazione del sistema politico,il grave indebolimento dei partiti, la personalizzazione e la territorializzazione della politica, il sostanziale azzeramento delle assemblee elettive e delle funzioni di rappresentanza,l'assorbente ruolo degli esecutivi, l'indebolimento degli istituti di partecipazione e di democrazia diretta.
Tutto ciò va compreso come effeto di scelte: dai regolamenti parlamentari, al sistema elettorale maggioritario, alla elezione diretta dei sindaci, presidenti di provincia e regioni.un investimento fatto sulle regole nella speranza che attraverso queste si desse risposta alle debolezze della politica.la sinistra deve recuperare il suo storico ancoraggio alla funzione della rappresentanza politica delle assemblee elettive e ad un solido sistema di partiti nazionali.questo non per vuote nostalgie ma per ma perché sono le politiche proprie di una sinistra che deve guardare sul piano nazionale ed internazionale all'eguaglianza e alla giustizia sociale, alla redistribuzione della ricchezza, alla tutela dei più deboli, alla solidarieta e promozione sociale. Politiche forti che trovano la spinta necessaria alla propria realizzazione in una ampia e democratica partecipazione di massa.
Luca Paroldo
Responsabile Cultura e formazione PRC Savona
Savona - 6 Febbraio 2009
L'origine
dei Conservatori risale al XV secolo ed è legata alla nascita di alcuni istituti assistenziali per bambini orfani o poveri per offrire loro la possibilità di imparare un'arte o un mestiere. I ragazzi imparavano soprattutto a cantare e venivano poi inseriti nella cappelle musicali delle chiese. Ben presto però la pratica musicale divenne tanto importante da far sì che i conservatori si trasformassero in istituti specializzati, specificatamente destinati alla formazione musicale, corale e strumentale, dei giovani. Le più antiche e prestigiose istituzioni di questo genere, chiamate "ospedali", sorsero a Venezia (gli ospedali della Pietà, dei Mendicanti, degli Incurabili, l'Ospedaletto...) e a Napoli (ospedale dei Poveri di Gesù Cristo), ciascuno dotato di un coro e di un'orchestra. Tra il XVII ed il XVIII secolo tali istituti fungevano in pratica da conservatori musicali, presso i quali studiarono e insegnarono molti dei grandi musicisti italiani, e le chiese ad essi annesse erano concepite come veri e propri luoghi da concerto.Erano istituzioni di beneficenza mantenuti con denaro pubblico e con lasciti privati, tutte riservate alle fanciulle orfane, trovatelle o povere. Le attività concertistiche erano molto incoraggiate perché parte degli introiti con cui gli istituti si sostentavano era dovuto al noleggio delle sedie della sala da concerto.
Tra i veneziani attivi nel mondo musicale Antonio Vivaldi (1678-1741) figlio di un violinista della Cappella Ducale. Data la lunga permanenza nella carica di maestro di Cappella da parte di Antonio Biffi, a Vivaldi restò aperta la possibilità di fare una carriera del tutto modesta come "maestro di violin delle figliole" alla Pietà, per figurare, solo nel 1729, come "maestro di concerti di questo ospedale", titolo conservato fino al 1738.
Gran parte della sterminata produzione di Vivaldi si deve ai suoi impegni presso la pietà. 582 composizioni strumentali tra concerti sonate e sinfonie. I resoconti dell'epoca testimoniano dell'eccellente livello delle esecuzioni, soprattutto alla Pietà, dovuto allo straordinario talento delle strumentiste e delle cantanti ospiti di quelle istituzioni, tanto che il soggiorno nella città lagunare era diventato tappa d'obbligo per tutti i musicisti europei che desiderassero apprendere Antonio Vivaldilo stile Italiano, ed i traffici commerciali che nella città erano fiorentissimi in quel periodo, venivano corroborati da una offerta artistica che alzava il prestigio della città e quindi i guadagni.. Vale a dire che la coazione fruttuosa tra povertà, arte e mercato, in generale paradossale, almeno nella Venezia del 700, aveva trovato una qualche ragion d'essere. Più difficile è che il senso comune, ascoltando il meraviglioso concerto vivaldiano, si indirizzi verso il merito ed il riconoscimento che si deve a quelle sfortunate ragazzine che hanno contribuito alla costruzione e diffusione delle meraviglie barocche in tutta Europa.
Giovanni La Grotteria
Savona - 13 Febbraio 2009