Il potere dei giudici

Adriano Sansa e Paolo Luppi, moderati da Ermanno Branca de La Stampa, sono i protagonisti di una delle lezioni più attese della Scuola

I commenti dei quotidiani

Scuola di politica. Adriano Sansa stasera relatore in Sala Rossa - da La Stampa

Il Coordinamento provinciale de La Margherita e la Federazione provinciale di Rifondazione Comunista hanno come promosso congiuntamente una scuola di formazione politica. Un percorso formativo aperto alla cittadinanza per affrontare concretamente gli aspetti fondamentali della Politica. Nell'ambito del corso questa sera alle 19,30 nella Sala Rossa del Comune interverranno i magistrati Adriano Sansa e Paolo Luppi per affrontare un tema particolarmente rilevante come «Il potere dei giudici».

Le lezioni avevano preso il via a gennaio, per trattare temi di grande importanza: dai partiti politici, alla politica locale al ruolo dei governi, dal potere della magistratura ai sistemi elettorali sino alla comunicazione politica. Fra i relatori, l'ex ministro Guido Bodrato, gli ex deputati Giovanni Bianchi e Nanni Russo, l'ex senatore Gigi Malabarba, la senatrice Lidia Menapace. (27/03/07)

Sansa sferza ancora Savona - da La Stampa

I giudici Adriano Sansa e Paolo Luppi sono stati protagonisti di un incontro ieri sera nella Sala Rossa del Comune, nell'ambito della scuola di politica allestita da Rifondazione comunista e Margherita. Il tema della serata, moderata da Ermanno Branca de La Stampa, era «Il potere dei giudici», ma i due magistrati hanno spaziato su tutti i temi caldi di attualità, dal conflitto con il mondo politico ai rapporti delicati con il mondo imprenditoriale per finire alle recenti trasformarmazioni urbanistiche della città che Adriano Sansa ha criticato apertamente.

I due magistrati hanno tenuto una vera e propria lezione con un escursus storico sull'evoluzione dei poteri dei giudici, analizzando anche il dettato costituzionale e le proposte di modifica proposte dall'ex ministro della Giustizia Castelli. Luppi e Sansa hanno poi affrontato il tema della legge di tutela della privacy, le fughe di notizie dalle Procure, l'aspro confronto con Berlusconi. Il pubblico ha quindi sollecitato i magistrati con quesiti di interesse locale. Vito Brunetti, in particolare, ha chiesto a Sansa un parere sulle recenti trasformazioni urbanistiche di Savona. Il magistrato ha ribadito le sue tesi: «Sono cresciuto in questa città e non capisco come possa aver subito in pochi anni una simile cementificazione, che non è dettata certamente da esigenze demografiche e rappresenta un sicuro depauperamento delle risorse ambientali. Secondo me siamo di fronte a un'interpretazione sbagliata del pubblico interesse perchè stiamo assistendo all'utilizzo di risorse ambientali che appartengono a tutti a vantaggio di pochi. Non capisco nemmeno l'arrivo di finanziamenti pubblici per opere come il porto della Margonara, che non sono al primo posto per la collettività».

Ma il pubblico ha incalzato i due giudici anche sulle sentenze difformi su casi analoghi. In particolare, è stato sollevato il caso dei bond argentini, dove finora i giudici savonesi hanno sempre dato ragione alle banche e torto ai risparmiatori, mentre a Genova in corte d'Appello avviene il contrario: «La difformità delle sentenze è una garanzia per i cittadini e testimonia l'indipendenza dei magistrati». (28/03/07)