Crescent 2, avanti tutta con gli alloggi di lusso

La conferenza dei servizi ha respinto le obiezioni di Italia Nostra e Rifondazione Comunista

Le obiezioni al progetto del Crescent 2 presentate da Rifondazione Comunista e dall’associazione ambientalista «Italia Nostra» non riescono a fermare l’iter del nuovo palazzo da 50 alloggi che Orsa 2000 costruirà in porto.
La Conferenza dei Servizi ha rigettato tutte le osservazioni al cambio di destinazione d’uso dell’edificio, che in principio doveva essere una residenza alberghiera ma poi è diventata un condominio di sei piani con appartamenti di lusso, una trasformazione contestata ferocemente da Prc e Sel in Consiglio comunale anche per la ventilata ipotesi di ridurre i volumi del 30 per cento, poi accantonata.
Il gruppo consiliare della Federazione della Sinistra – Rifondazione Comunista, attraverso il consigliere Franco Zunino, aveva  sollevato due generi di perplessità. La prima obiezione riguardava il vantaggio economico del cambio di destinazione d’uso, stimato fra gli 8 e i 10 milioni di euro. Per pareggiare i conti, secondo Rifondazione Comunista, il Comune avrebbe dovuto guadagnare almeno la metà del valore che l’impresa otterrà in più grazie a questa concessione, ovvero 5 milioni di euro.
Tecnicamente e legalmente, questa osservazione è corretta e fa leva su una legge regionale applicabile oggi, ma non ha valore retroattivo. Il progetto è già approvato e non si possono chiedere soldi in più. L’amministrazione guadagnerà solo, oneri di costruzione a parte, circa otto alloggi, tentando così di colmare l’emergenza abitativa di una città che non riesce a smaltire la lunga lista di famiglie in attesa di una casa popolare.
L’accusa che il nuovo palazzo che sorgerà alle spalle del Crescent non persegua l’interesse pubblico non è stata ritenuta fondata, tantomeno la valutazione sulla perdita di posti di lavoro che la struttura alberghiera avrebbe creato.
Rigettato anche il documento di Italia Nostra, che giudica «assolutamente inopportuna l’ulteriore edificazione di un nuovo complesso residenziale in una zona essenziale allo sviluppo turistico». La presunta illegittimità del cambio di destinazione per un edificio da costruire e non già realizzato, in un’area da riqualificare, secondo i tecnici riuniti di Comune di Savona e Regione, non giustificherebbe il «no» alla variante urbanistica.
Ora il progetto dovrà passare in Consiglio regionale (Di Tullio spera prima delle elezioni regionali), poi l’ultimo esame in Consiglio a Savona. Due occasioni per spuntare un ritocco alle concessioni di Orsa 2000 al Comune.

CRISTINA BENENATI

da La Stampa

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