Al posto della Piaggio di Finale? Un museo invece delle torri

In Italia l’archeologia industriale è del tutto ignorata. Eppure in molti casi strutture industriali in disuso sono state riscoperte, restaurate e rivalutate in modo da divenire contenitori per centri studi e poli museali capaci di creare cultura, turismo, ricchezza senza aggredire il territorio. Sono molteplici gli esempi. Pensiamo ai lanifici storici della LaneRossi a Schio o alle Officine Grandi Riparazioni di Torino. Senza dimenticare le vecchie stazioni ferroviarie che sono diventati musei di rilevanza mondiale come il Museo d’Orsay a Parigi.

Ma dare testimonianza del passato per investire nel futuro evidentemente non fa per noi. Da noi le vecchie stazioni vengono lasciate nel degrado e i siti industriali lasciano presto spazio a nuove edificazioni. A Savona dove sorgeva l’Italsider ora c’è il Crescent, al posto della Metalmetron sorge un centro commerciale. Stessa sorte per le ex vetrerie di Altare.

Non fa eccezione lo stabilimento Piaggio di Finale Ligure le cui aree saranno occupate da tre torri o comunque da “cemento a vario titolo”. Peccato sarebbe stata un’area perfetta per ospitare un Museo della Piaggio da affiancare a quello già esistente, sempre Piaggio, a Pontedera che nel 2011 ha superato i 36000 (trentaseimila) visitatori. La nostra regione evidentemente non li vuole.

MARCO RAVERA
Segretario regionale Rifondazione Comunista

FABRIZIO FERRARO
Segretario provinciale Rifondazione Comunista

20 febbraio 2015

 

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