Vado Ligure, dal dissesto idrogeologico a quello politico

Pubblichiamo il secondo numero del foglio di informazione del Circolo di Vado Ligure – Quiliano sui temi inerenti il territorio dei due comuni del circondario savonese

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COMinform

Foglio di informazione del Circolo di Vado Ligure – Quiliano di Rifondazione Comunista

numero 2 :: febbraio 2015 :: stampato in proprio, via Rella 3/5 – Savona

Le tematiche sensibili: da Tirreno Power alla Piattaforma, alla Casa di riposo, all’occupazione, al dissesto idrogeologico, al problema dei rifiuti, alle politiche giovanili, purtroppo continuano ad essere il punto dolente di una amministrazione che finora ha dimostrato tutta la sua incompetenza a risolvere i problemi delle città.

Il lavoro, grande assente negli impegni della giunta, continua invece ad essere il vero grande problema.

Nell’ultimo periodo alla crisi delle varie aziende grandi e piccole del territorio si sono aggiunti anche i licenziamenti messi in atto dalla Ditta Orsero del Refer Terminal.

Il dissesto idrogeologico del territorio si è concretizzato nella frana proprio dietro al Molo, frana che è diventata l’emblema della lentezza e della scarsa attenzione che viene rivolta all’ambiente, che invece dovrebbe diventare la punta avanzata di una giunta che volesse davvero dare un contributo fattivo per quanto riguarda la messa in sicurezza del territorio, dando anche un segnale sul versante dell’occupazione.

I giovani continuano ad essere dei desaparecidos per le nostre amministrazioni, niente è stato fatto per dare risposte che più volte abbiamo sollecitato in termini di progetti rivolti soprattutto agli adolescenti.

La sindaca Monica Giuliano, nonché presidente della Provincia, lamenta sui giornali di dover fare scelte drammatiche tra l’eseguire i lavoro nelle scuole e pagare gli stipendi dei dipendenti della provincia; ricordiamo a Monica Giuliano che il “capolavoro” della riforma delle province è stato perpetrato dal suo partito, non da altri e che quindi dovrebbe imputare a se stessa e ai suoi colleghi di partito il grande pasticcio e l’impasse in cui ora si trova.

Coerenza politica imporrebbe gravi conseguenze nel caso di dissenso con il proprio partito o doveroso silenzio nel caso contrario.

Su Tirreno Power, visti gli ultimi sviluppi che riguardano i colloqui al ministero e le relazioni tecniche, possiamo dire apertamente che avevamo ragione noi.

Ora è chiaro a tutti ormai che la vicenda della centrale è servita a tutte le amministrazioni locali e non, come passerella elettorale, sostenendo finte battaglie ambientaliste in una sede e poi altrettanto fintamente le lotte dei lavoratori in un’ altra.

Le forze che ora governano le nostre città hanno sempre assunto queste posizioni ambigue per favorire le politiche aziendali di una proprietà che vorrebbe trascendere anche leggi nazionali e comunitarie al solo scopo di ottenere il massimo (ma a nostro parere ingiusto) profitto.

Di fatto questi comportamenti ambigui hanno contribuito da un lato a mettere i cittadini gli uni contro gli altri, fomentando un clima di conflitto sociale tra poveri che certamente ha nuociuto al tessuto sociale già così provato dalla crisi e dalla disoccupazione; dall’altro non ha tutelato minimamente i lavoratori, perché non sono state esplorate strade alternative per la soluzione del problema, che lo abbiamo visto in questi giorni, rimane totalmente insoluto e rischia di trasformarsi in un altro clamoroso fallimento.

Anche l’ulteriore finanziamento di cui l’azienda sembra di poter disporre, a questo punto non è chiaro se sarà sufficiente a rientrare nella piena legalità con la ristrutturazione dei gruppi, visto che la magistratura non si è ancora pronunciata e le indagini proseguono anche con la messa in accusa di dirigenti della Regione.

Rifondazione Comunista coerente con il proprio percorso e le proprie idee è favorevole alla costruzione sul territorio di una RETE A SINISTRA che possa dialogare con le istituzioni per cambiare il corso politico di una stagione che si sta dimostrando fallimentare, specialmente su un territorio come quello del Vadese, che avrebbe bisogno di impegni urgenti e concreti per il sociale, per il lavoro, per l’ambiente.

CIRCOLO DI VADO LIGURE – QUILIANO

13 febbraio 2015

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