Da un lato i profitti privati e dall’altro il territorio come “bene comune”

Ancora una volta commentiamo i disastri che hanno colpito la Liguria e nella fattispecie la provincia di Savona. Ci sentiamo impotenti di fronte alla potenza della natura, ma siamo consapevoli di quanto siano evidenti le responsabilità di chi, in questi anni, non ha mosso un dito per mettere in sicurezza un territorio che per tanti e tanti decenni è stato vittima della speculazione edilizia e dello sfruttamento intensivo del suolo da parte di una economia, tanto ligure quanto nazionale, tesa a privilegiare l’interesse privato a discapito tanto di quello pubblico.

Il forte maltempo che ha colpito la Liguria ha provocato seri danni in buona parte della regione, mettendo in ginocchio soprattutto la nostra provincia: collegamenti interrotti, comuni nell’entroterra isolati, forti mareggiate che hanno lasciato hanno “mangiato” le spiagge e provocato danni sull’Aurelia, fiumi esondati, città allagate e frane che hanno distrutto oltre che le strade provinciali anche un piccolo tratto dell’autostrada A6 all’altezza di Altare.

Le alluvioni di 25-30 anni fa trovavano gravi responsabilità nella “politica del cemento” che rendeva più fragile il territorio.

Oggi che il clima è purtroppo cambiato a causa del capitalismo e della logica del profitto a dispetto di tutto e di tutti, trasformando i nostri autunni in stagioni delle piogge e dei fenomeni atmosferici devastanti, la nostra regione e la provincia di Savona diventano ancora più fragili.

Eppure si continua a parlare di grandi opere e di infrastrutture in un territorio che non distrutto e devastato dall’incuria e dal poco rispetto dell’ambiente.

Ci raccontano e ci racconteranno che queste grandi opere sono utili per i collegamenti, mentre il signor Toti un mese fa affermava che “la Liguria ha retto” al maltempo. Ma l’unica opera utile in questa regione è la messa in sicurezza del territorio. Capiamo bene i grandi interessi economici che ci sono dietro la costruzione della Tav, del terzo valico e addirittura della Gronda. Ma almeno non ci prendano in giro, perché il profitto è l’unica cosa che gli interessa. Mentre a noi interessa che questa politica del territorio venga invertita e che la Liguria sia attrezzata a resistere bene alle nuove e diverse ondate di maltempo.

Il territorio del savonese e la Liguria intera sono ormai lo spettro di una regione che era e deve continuare a rimanere bella in tutti i sensi.

FABRIZIO FERRARO
Segretario provinciale Rifondazione Comunista – Savona

25 novembre 2019

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