Terre sommerse. Il copione si ripete, il cambiamento è necessario

Per l’ennesima volta ci risiamo. Ancora disastri degni dei peggiori b-movies hollywoodiani. Autostrade che crollano, frane, esondazioni, mareggiate catastrofiche, erosione, per non dire cancellazione, di spiagge, allagamenti di negozi, cantine, appartamenti. Un elenco infinito che in autunno raggiunge sempre il suo apice, ma che per tutto l’anno ci accompagna con gli stessi eventi, ma in ‘tono minore’.

E naturalmente il susseguirsi di conferenze stampa, comitati di gestione emergenza, passerelle politiche, insulti e accuse reciproche tra le due o tre fazioni politiche che a turno negli ultimi trent’anni hanno gestito il potere per conto del neoliberismo, del capitalismo globale. Tutte facce della stessa medaglia, comodamente e indifferentemente intercambiabili tra loro.

E alla fine l’affidamento dei lavori di ricostruzione, manutenzione e quant’altro alle solite due o tre grandi aziende (scoprirete informandovi che sono quasi sempre le stesse, direttamente o indirettamente grazie a subappalti generosi e a prestanome volenterosi).

Senza mai programmare seriamente una manutenzione ordinaria dell’esistente, senza mai investire in un piano di messa in sicurezza del territorio degno di questo nome. Questa sì è una grande opera di cui avremmo bisogno!

I soldi ci sono, se non vengono sprecati in opere faraoniche iniziate vent’anni fa e che si concluderanno tra vent’anni, facendo così lievitare costi e danni sui territori che attraversano, deturpano, distruggono. I soldi ci sono, ma servono solo ad ingrassare le ruote dei meccanismi della corruzione e riempire le tasche di banchieri, padroni e finanziarie internazionali.

E ancora l’indifferenza, se non la messa alla gogna, nei confronti di quanti da anni si battono contro questi scempi, contro le colate di cemento sulle coste, l’imbrigliamento dei fiumi, l’abbandono dei boschi e delle colline. Contro quanti, scienziati compresi, dicono che l’ambiente va rispettato, sostenuto, difeso.

La cecità nei confronti dei cambiamenti climatici che, ormai con cadenza sempre più ravvicinata, ci mandano segnali chiari della crisi ormai quasi irreversibile in atto.

La voracità, l’avidità neoliberista sembra inarrestabile e onnipotente, tutto è concesso e tutto è possibile in nome dei ‘mercati’, fantomatiche entità aliene che decidono tutto, loro sì davvero ‘super-partes’. E nel loro nome niente viene risparmiato, uomini e natura possono essere sopraffatti, travolti, distrutti, uccisi con una violenza senza fine, senza pietà e senza rimorso alcuno.

Contro tutto questo noi comunisti abbiamo sempre lottato e ancora lottiamo e lotteremo. Con i nostri piccoli mezzi, le nostre poche risorse, le nostre ormai flebili ma limpide voci.

I temi dei ‘Fridays for future’ o delle ‘sardine’ sono da sempre al centro delle nostre proposte e del nostro progetto politico. Ma a noi non viene dato da tempo spazio e visibilità mediatiche. Noi ci siamo sempre stati dalla parte dell’ambiente, dei lavoratori, dell’onestà e della questione morale, della salute e della libertà.

Siamo aperti al dialogo e al confronto, allo scambio di idee e pensieri, nel rispetto reciproco.

E l’antifascismo fa parte del nostro DNA.

Noi c’eravamo, ci siamo e ci saremo. Vi aspettiamo.

ANTONIO MURRU
Segreteria provinciale Rifondazione Comunista – Savona
Consigliere comunale “Memoria e Futuro” – Vado Ligure

25 novembre 2019

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