Dopo due anni, Mondomarine sempre appesa ad un filo

Il Consiglio di Stato ha dichiarato irricevibile il ricorso presentato dall’azienda Palumbo Savona Superyacht per la concessione dei Cantieri Mondomarine di Savona. Una sentenza che mantiene stabile tutta l’incertezza per il futuro dei 47 lavoratori che rimangono così appesi al filo delle decisioni che dovranno prendere le autorità di settore.

La sentenza stabilisce, comunque, che l’Autorità portuale non debba tenere una nuova gara per l’assegnazione dei cantieri suddetti, ma rivalutare i piani industriali presentati che porteranno ad una concessione di vent’anni per il nuovo acquirente.

Quella di Mondomarine è una vicenda che va avanti da alcuni anni e che non ha trovato ancora una soluzione: ne abbiamo parlato spesso sul nostro sito, vista l’attenzione che prestiamo sempre al mondo del lavoro e alle situazioni di crisi sia come Partito sia come rappresentanza istituzionale in Consiglio Comunale.

Marco Ravera, capogruppo di Rete a Sinistra, ha infatti seguito da vicino tutta l’odissea dei lavoratori di Mondomarine e ja dichiarato al quotidiano online “Savona news“: “Se si dovesse andare a nuova assegnazione auspichiamo che ci sia una proroga per continuare a lavorare”.

Rifondazione Comunista si schiera al fianco dei lavoratori e auspica che presto la cantieristica savonese di Mondomarine possa avere non più un futuro legato alle sentenze dei tribunali, bensì ad un chiaro progetto industriale che salvaguardi tanto la garanzia di una produzione a lungo termine quanto, dunque, la sicurezza occupazionale.

RED.


IL COMUNICATO DEL SEGRETARIO PROVINCIALE DEL PRC, FABRIZIO FERRARO

Le sentenze dei tribunali si devono rispettare, che piacciano o meno. Purtroppo però, in alcuni casi, esse diventano delle autentiche docce gelate, capaci di rimettere in discussione un lento lavoro di salvaguardia delle realtà occupazionali che abbiamo sul territorio.

La questione dei cantieri navali ex Mondomarine ne è un esempio lampante: dopo due anni di tribolazioni, con la sentenza del Consiglio di Stato tutto ritorna in bilico. Per i giudici, prima del TAR Liguria, e poi del Consiglio, l’Autorità Portuale non avrebbe motivato bene la decisione di affidare al gruppo Palumbo la concessione temporanea dei cantieri garantendo così la continuità aziendale e la salvaguardia dei posti di lavoro.

Verrebbe da dire che era quindi molto meglio mandare a spasso i lavoratori a tempo indefinito in attesa di un bando di gara fatto con i punteggi giusti…

Arrivati a questo punto, sarà necessario capire come deciderà di agire l’Autorità Portuale: basterà rivedere i punteggi delle diverse offerte presentate in precedenza o si andrà, come probabile, a nuova gara?

La cosa che più ci preme è la salvaguardia dei lavoratori dei cantieri navali, e nel caso si optasse per una nuova gara (con tutte le tempistiche necessarie per realizzarla), sarà necessario concedere al gruppo Palumbo una nuova proroga di tempo per permettere che la grande mole di lavoro previsto in cantiere non si fermi e possa continuare.

Arrivati a questo punto, fermare le attività sarebbe un autentico suicidio.

Per questo continueremo a vigilare su questa vertenza e faremo, come già in questi due anni con  Marco Ravera in consiglio comunale, tutto il possibile perché i lavoratori dei cantieri vengano tutelati.

FABRIZIO FERRARO
Segretario provinciale Rifondazione Comunista

16 novembre 2019

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