Villapiana, un esempio di antifascismo per tutta Savona

Un presidio simbolico, l’ennesimo in Villapiana, in quel tratto di via San Lorenzo dove ormai esiste una sorta di “zona rossa” (o “zona nera”, a ciascuno la sua interpretazione cromatico-politica) inaccessibile per i cittadini quando i “neofascisti del terzo millennio” decidono di inscenare una scampagnata tra le mura della loro sede, inventandosi, come da prassi, una associazione che ufficialmente non è riferibile al movimento.

Si domandano oggi sui giornali “cosa voglia dire essere fascisti oggi”. Ce lo dicano loro. Noi lo sappiamo. Vuol dire, ad esempio, come accaduto nella giornata di ieri, suonare canzoni che recitano… “Siamo i soldati di Mussolini”. Ma perdiana, loro non sono fascisti che guardano al passato: l’hanno superato quel passato, sono “del terzo millennio”. Ma sono miliziani di colui che fuggì travestito da tedesco per sottrarsi alla giustizia partigiana dopo venti anni di dittatura e sei di guerra, torture, stermini e massacri.

Villapiana si è dunque trovata anche ieri, in un bel sabato d’ottobre che pareva quasi una giornata d’estate, a vivere un vero e proprio sequestro di quartiere per via di questi individui.

Un disagio sempre meno tollerato dai cittadini che hanno manifestato solidarietà agli antifascisti presenti con striscioni, bandiere che hanno seppellito le note dei “Soldati di Mussolini” con “Bella ciao” .

Rifondazione Comunista e i Giovani Comunisti/e ci saranno sempre finché ci sarà un antifascista a lottare per la libertà, la democrazia, per la difesa della Costituzione e della Repubblica.

Chi non conosce la storia del Novecento, la genesi del fascismo e del nazismo, chi non conosce la storia del Terzo Reich è destinato ad odiare senza un motivo, nella più vuota banalità del male. E’ destinato a votare spregevoli divulgatori di odio, discriminazione sessuale, razziale, culturale.

A questi maestri di odio fa paura proprio la critica ragionata, mentre accarezzano la leggera ignoranza di ciascuno di noi, la pesante rabbia che nasce dalla frustrazione antisociale creata dalle politiche liberiste.

Chi non conosce la storia del Novecento e dei fascismi, rischia di odiare senza motivo, di votare i portatori di questo odio e di servire alla fine alla causa della lenta consunzione della democrazia repubblicana.

Magari, chi oggi non conosce la storia del Novecento può, per iniziare, apprendere la vita di Liliana Segre e di come è sfuggita all’orrore dello sterminio. E’ un primo, importante passo. Fatelo.

RED.

27 ottobre 2019

foto: Rifondazione Comunista – Savona

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