A Pietra Ligure la Sinistra che non si arrende!

Continua il viaggio in provincia di Savona nelle città dove sono presenti liste della sinistra o candidati che ne sono espressione. Dopo aver chiacchierato con Antonio Murru e Valeria Ghiso, candidati di Rifondazione Comunista in “Memoria e futuro” per Franca Guelfi sindaca, oggi ci trasferiamo a Pietra Ligure per incontrare Giovanni Zanelli e una lista che non si nasconde dietro nessun “civismo apartitico”, che non rifiuta nessuna connotazione di colore. Anzi, la rivendica apertamente: “La Sinistra per Pietra Ligure“.

Partiamo dalla posizione della lista sulla scheda: è “in alto a sinistra”, come un tempo storicamente si diceva, perché così era, del Partito Comunista Italiano. Ti chiediamo: quanto c’è di quella storia nella sinistra che avete messo in campo a Pietra Ligure?

Alcuni nostri candidati sono stati protagonisti di una stagione magnifica della politica locale in cui il PCI, pur non riuscendo ad essere maggioranza di governo, attraeva il voto delle masse e aveva quindi la forza per condizionare le decisioni della Giunta. Vorrei citare, tra gli altri, Romano Rembado e Luciano Laschi che hanno avuto un ruolo di primo piano nel Consiglio Comunale di Pietra Ligure.
Al di là dei candidati, è il nostro programma amministrativo che ci caratterizza e che ci pone in continuità con la storia del PCI e, di conseguenza, in rottura con la storia del PD: difesa dei beni pubblici, dello stato sociale, dei servizi essenziali, dell’istruzione laica e gratuita…
Vorremmo poter dire difesa del lavoro, ma gli unici operai di Pietra Ligure, ossia quelli dell’ex cantiere Rodriquez, ormai non esistono più grazie a Burlando, Colannino, De Vincenzi… guarda caso tutti nomi che riportano al PD.

Avete scelto di essere una lista dunque fortemente connotata a sinistra: di esserlo esplicitamente. Non pensi che, come si usa dire…, “di questi tempi” sia un azzardo dichiararsi “di sinistra”? Non si rischia di escludere una parte importante di elettorato?

Non sono d’accordo con questa affermazione e non condivido queste preoccupazioni. Credo che i valori della sinistra siano in grado di attrarre anche chi non arriva da quella storia. Penso, per esempio, a chi crede davvero nella buona novella, nel messaggio di solidarietà e amore contenuto nel Vangelo. Davvero oggi un cattolico potrebbe con coerenza votare Lega Nord e poi predicare di amare il prossimo come sé stesso?
Nella nostra lista ci sono candidati che arrivano dal mondo dei moderati se non addirittura dei conservatori, che si sono stufati di predicare bene e razzolare male. Bisogna semmai far capire che la sinistra che rappresentiamo non è quella che ha avuto un ruolo di governo e che è stata corresponsabile dello sfascio del paese.
La nostra sinistra è quella alternativa a tutti e, proprio per questo, in grado di attrarre tutti quelli che vogliono concedersi il lusso di coltivare una speranza.

Chiariti questi aspetti, veniamo a Pietra Ligure: dall’Ospedale Santa Corona ai trasporti pubblici (principalmente ferroviari), siamo in un territorio che si trova a metà strada tra Genova e la Francia. Potremmo dire che rappresenta uno snodo importante, una alternativa anche a tante strutture sociali – mediche in primo luogo – e quindi servizi che negli ultimi decenni hanno “sofferto” non poco tanto sull’onda delle privatizzazioni quanto su quella della riduzione dei “costi” da parte del pubblico. Quale Pietra Ligure vi piace e quale invece vorreste radicalmente cambiare?

Ci piace la Pietra Ligure di cui parlavi tu: quella del grande ospedale pubblico che offre un servizio di altissimo livello a tutti i malati, al di là del loro reddito; quella che ha un paesaggio che toglie il fiato e che accoglie i turisti in fuga dalle brutture delle metropoli; quella che è sempre stata in grado di essere una comunità e di stringersi attorno a chi era rimasto indietro.
Non ci piace la Pietra Ligure in cui l’ospedale è minacciato dalle politiche sanitarie della Lega, in cui il paesaggio è devastato dalla speculazione della cementocrazia, in cui il tessuto sociale si sgretola ed emergono sceriffi con le loro ronde armate di pistole elettriche.

Hai detto che il “voto utile” è quello che si da alla concretezza delle idee. Hai detto che non si deve rinunciare all’utopia e che il programma de “La Sinistra per Pietra Ligure” è fatto ispirandosi ad ideali che possono essere messi in pratica anche nel micromondo di un comune rivierasco senza dissociarsi da una visione più ampia del contesto in cui si vive. Ci dici tre motivi per cui chi non è di sinistra vi dovrebbe preferire ad altre forze politiche?

Il primo: vogliamo difendere il nostro ambiente non solo a parole ma con una strategia molto precisa ( consumo di suolo zero, deplastificazione, gestione diretta della frazione differenziata dei rifiuti…). Questo tema non è di sinistra, ma di buon senso come dimostrano le ferite ancora evidenti della mareggiata dello scorso autunno. Il secondo: vogliamo una comunità solidale in cui si possa tornare a tendere la mano con fiducia.
Abbiamo delle proposte, come la Casa dei diritti, che dovrebbero interessare tutti quelli che hanno deciso di restare umani, indipendentemente dal loro pensiero politico. Il terzo: non abbiamo interessi nascosti, secondi fini, scheletri nell’armadio. Facciamo politica per passione e per servire un’idea. A Pietra ligure siamo davvero gli unici!

Nel corso della campagna elettorale avete apertamente fatto “endorsement” (quindi un sostegno esplicito) per la lista “La Sinistra” per le elezioni europee. E’ possibile dunque “pensare locale e agire globale”, come cantavano i Modena City Ramblers e come si scandiva in ormai lontani anni nella Genova dei Social Forum?

Sì, noi ne siamo convinti. Non si può pensare che Pietra Ligure sia una monade in grado di cambiare sé stessa mentre l’Europa viene consegnata a queste destre davvero brutte che dovrebbero spaventare tutti quelli che hanno un po’ di memoria. Il progetto de “La Sinistra” è affine al nostro, a partire dal nome: riunire le forze veramente di sinistra e schierarsi a difesa dei valori di cui parlavamo prima. Inevitabile sentirsi in sintonia…

Tutto questo lavoro ci riporta alla mente Giulio Ponte, un compagno che è stato tra i fondatori dell’associazione “Stella del Carmo” e poi del “Carmo Unito” e che è da poco scomparso. Vuoi regalarci un ricordo di Giulio, che ha fatto parte di Rifondazione Comunista provenendo dalle esperienze della sinistra socialista degli anni ’70 e ’80?

Il mio ricordo non può che riportarmi a qualche anno fa, quando Giulio era rimasto in pratica l’unico a credere nella possibilità di costruire un’alternativa di sinistra a Pietra Ligure.
Lo incontravo spesso per le vie del centro perché allora abitavo in via Garibaldi e ogni volta mi fermava per raccontarmi i suoi progetti. Io lo trovavo un po’ logorroico e quindi puntualmente facevo finta di avere un impegno e me ne andavo. Però ero anche affascinato da quest’uomo che mi inchiodava alle mie responsabilità, sostenendo che non avrei potuto continuare a fare politica sottotraccia nel sindacato o nell’associazionismo perché, diceva lui, la politica si fa anche nelle istituzioni.
Mi sentii molto in colpa quando nel 2009 non riuscì a presentare la sua lista. Lo incontrai per chiedergli scusa per non averlo aiutato pensando di trovarlo deluso e arrabbiato. Mi accolse con un grande sorriso dicendomi di non preoccuparmi perché alle prossime elezioni mi avrebbe candidato sindaco. Io pensai che fosse del tutto rincoglionito. Però, come al solito, aveva ragione lui.

Grazie Giovanni, in bocca al lupo da tutte e tutti noi!

REDAZIONALE

17 maggio 2019

1 commento

  1. Mauro Core

    Ciao Giulio. La sinistra x Pietra Ligure e finalmente le cose potranno iniziare a cambiare x il bene della collettività!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *