Vado Ligure: “Memoria e futuro” in una alleanza rosso-verde

Cinque anni fa, per un soffio, la lista “L’altra sinistra per Vado” non entrò in Consiglio comunale a Vado Ligure. Fu un risultato importante, in una città dove allora ed anche in questa tornata, senza un “terzo incomodo” si sarebbero tornati a sfidare i “soliti noti”: dai volti di un centrosinistra allargato al centrodestra fino a volti che superano la maestosità del tempo che li logora lentamente.

Oggi, Rifondazione Comunista ha scelto di essere parte della nuova competizione elettorale vadese insieme al gruppo storico di “Vivere Vado” di Franca Guelfi, noto a tutti per le battaglie ambientaliste, per l’impegno messo nella cura dei beni comuni. Si forma, dunque, una alleanza “rosso-verde” che bene è rappresentata nel simbolo delle due tessere del puzzle che si incastrano tra loro sotto il nome chiaro della lista civica: “Memoria e futuro“.

La memoria è quella dell’antifascismo, della Resistenza, di una Vado Ligure che insieme  a Savona ha conosciuto la stagione della Liberazione e che deve rimanere pietra angolare nella futura amministrazione del Comune.

Il futuro, del resto, ancorato ai saldi princìpi costituzionali, è da costruire magari senza più tanto cemento, senza opere faraoniche, ma sempre nel nome del lavoro coniugato con la sostenibilità ambientale e il rispetto della salute di tutti i cittadini.

Insieme a Franca Guelfi, candidata alla carica di Sindaco della Città, troviamo i candidati di Rifondazione Comunista: Valeria Ghiso e Antonio “Tonino” Murru. Li incontriamo per sapere qualcosa di più sul programma della lista e per capire come è nata l’idea di una “terza opzione” che offrisse ai vadesi una alternativa tra quelle esistenti.

Sembra che a Vado Ligure si siano create condizioni simili a quelle di cinque anni fa nel panorama politico: una stagnazione della politica cittadina che viene smossa oggi da “Memoria e Futuro” per scardinare proprio una idea di città, di sviluppo. Quali sono i punti principali del programma della lista?

Vado in questi anni ha vissuto una crisi economica senza precedenti. La chiusura di molti siti industriali grandi e piccoli ha messo in ginocchio la città e l’amministrazione comunale non ha saputo reagire in modo costruttivo per difendere i posti di lavoro e tutelare le fragilità sociali che questa crisi ha determinato.

La “famigerata” piattaforma della Maersk

Anche le notizie di questi giorni sugli sviluppi futuri dei lavori della piattaforma portuale in realtà ci confermano che la Sindaca, a fronte delle richieste di modifiche sempre più impattanti per l’ambiente, invece di chiedere e sollecitare garanzie per i lavoratori e i cittadini, migliorie per la zona costiera e la viabilità, accetta il sostegno delle lobby padronali e del centrodestra per potersi garantire una continuità amministrativa che in futuro continuerà a lasciare mano libera ai poteri forti senza nulla chiedere in cambio.

I problemi da risolvere invece si possono riassumere in tre parole chiave: lavoro, ambiente, servizi sociali.

Il problema dell’occupazione continua ad essere la principale criticità per Vado, perché ovviamente non possiamo pensare che anche i pochi posti di lavoro promessi dai “signori della piattaforma” possano risolvere il problema.

Le RSU della Bombardier al corteo del 1° maggio a Savona

Anche le industrie che ancora resistono come la Bombardier sono perennemente in crisi e rischiano di chiudere; occorre quindi che anche l’amministrazione comunale si faccia interprete al più presto delle richieste dei lavoratori e definisca strategie per rendere il sito industriale di Vado ancora appetibile per Bombardier e tutte le altre realtà produttive grandi e piccole.

Il problema ambientale continua ad essere un’emergenza soprattutto per le condizioni dell’area costiera che proprio in seguito ai lavori della piattaforma portuale è diventata ancora più fragile e ad ogni mareggiata si determinano danni ingenti che diventano un costo elevato per la comunità vadese. Non bisogna dimenticare anche i siti boscosi che sono alle spalle della città che necessitano di cure costanti per limitare il dissesto idrogeologico e il pericolo di incendi .

Per quanto riguarda i servizi, invece occorre potenziare soprattutto quelli rivolti agli anziani e ai giovani. In questi anni abbiamo assistito ad un cambiamento negativo nella vita degli anziani: la crisi economica ha fatto si che molti pensionati si siano trovati in difficoltà perché hanno dovuto sostenere anche economicamente i figli e i nipoti disoccupati, molti poi si sono ritrovati anche completamente soli perché sempre più giovani emigrano per cercare lavoro.

Di tutti questi fenomeni sociali, sembra che la giunta comunale non se ne sia accorta. Invece occorre potenziare l’assistenza agli anziani anche al pomeriggio e durante i periodi festivi, lavorare in sinergia con il territorio per migliorare ulteriormente il servizio sanitario.

Per i giovani invece a Vado non esiste proprio nessuna attenzione. Non ci sono centri di aggregazione giovanili ad eccezione delle SMS che peraltro sono anche esse in crisi e non riescono a rispondere alla domanda di servizi che la fascia giovanile tra i 14 e i 18 anni esprime spesso con disagio.

Possiamo dire che si sono incontrate due forze politiche diverse e differenti per provenienza culturale e anche “ideologica” o è sottolineare troppo una diversità che ha trovato invece una buona sintesi sia collaborativa sia programmatica per il bene comune del Comune stesso?

Certamente l’impostazione culturale ed ideologica di Vivere Vado e Rifondazione Comunista è diversa per natura. In un caso abbiamo un’associazione di cittadini che diventa lista elettorale e che si pone l’obiettivo di risolvere alcuni problemi oggettivi della città, dall’alta abbiamo un partito politico di sinistra con la sua ideologia.

Il passaggio importante che in questa tornata elettorale è stato compiuto, diciamo che si riassume molto bene nel nome stesso che abbiamo dato alla nostra lista civica: Memoria e Futuro.

Cippo Sacco Bertola, Vado Ligure

La memoria storica per un paese come Vado, che proprio quest’anno ha ricevuto la medaglia d’argento per le sue lotte partigiane nella guerra di Liberazione, è molto importante.

I valori sociali di solidarietà, democrazia, integrazione sono stati assunti pienamente da questa alleanza che ne ha fatto la precondizione per stendere il programma elettorale condiviso per il Futuro. Proprio sul programma invece abbiamo constatato che le battaglie ambientali, i progetti di sviluppo per la città ci hanno permesso di collaborare condividendo la maggior parte degli obiettivi.

Non dimentichiamo che le due forze politiche avevano già collaborato in passato all’interno di movimenti come “Uniti per la salute” e anche nelle scorse elezioni c’erano stati dei contatti, anche se che poi non si erano concretizzati in liste comuni.

Cinque anni fa Rifondazione Comunista presentava la lista civica “L’altra sinistra per Vado”. Per una manciata di voti non ci fu un comunista in un consiglio comunale di una città storicamente “rossa”. Quanto c’è di quell’esperienza oggi in “Memoria e futuro”?

Di quell’esperienza straordinaria è rimasto molto: favorire la partecipazione dei cittadini alla vita democratica della città, risolvere problematiche relative all’ambiente e al lavoro, l’attenzione particolare per le frazioni di cui si compone il territorio vadese, i servizi per i cittadini.

Questa volta con la lista Memoria e Futuro, uniamo le forze per rispondere meglio alle aspettative dei cittadini, se con il loro voto ce ne daranno l’opportunità.

In queste elezioni comunali il classico ricatto del “voto utile” non può essere esercitato visto che non c’è una coalizione civica di destra espressamente intesa come tale. Dunque il voto sarà più libero. Possiamo dire che la discontinuità parte dall’opposizione di “Vivere Vado” in Consiglio comunale e da quella di Rifondazione Comunista fuori da esso che, unite, sono l’unica vera alternativa alle forze in campo?

Si, è proprio così. Non esistono liste di destra, semplicemente perché la lista del Sindaco uscente risponde pienamente alle esigenze di quella parte di elettorato.

D’altronde le aperture fatte da Monica Giuliano a settori di destra moderata, dimostrano la sintonia tra queste forze politiche. Non dimentichiamo inoltre che anche nelle scorse elezioni dove era presente una lista di destra, in realtà poi scoprimmo che era solo una lista civetta, dal momento che immediatamente dopo la consultazione elettorale, ad alcuni personaggi della lista venne dato un posto nel consiglio di amministrazione delle aziende partecipate.

Questa volta invece tutto si è svolto alla luce del sole. In questi giorni vediamo anche sui giornali le fotografie di gruppo insieme alla destra. Direi che hanno gettato la maschera e si presentano per quelli che sono: una lista che guarda agli interessi dei poteri forti piuttosto che a quelli dei cittadini.

Crediamo davvero che la nostra lista possa essere una valida alternativa a questo modo di considerare la politica.

REDAZIONALE

Vado Ligure, 2 maggio 2019

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *