Bombardier, un altro pezzo della crisi industriale del savonese

La provincia di Savona continua la lotta per salvare quanto rimane del suo tessuto industriale. Alle cattive notizie sulla situazione di Piaggio Aerospace di pochi giorni fa, si aggiungono in queste ore quelle riguardanti la vertenza di Bombardier, con la decisione dei vertici del gruppo di esternalizzare il reparto di ingegneria con una cinquantina di dipendenti.

Appare evidente come questa scelta imbocchi la strada di un depotenziamento dello stabilimento di Vado Ligure: cessare l’attività d’ingegneria, vero valore aggiunto per la vita e l’autonomia di un sito industriale, è il primo passo per la dismissione dello stabilimento vadese, il quale rimarrebbe dipendente dall’esterno per quanto riguarda il “know-how”, ossia le competenze necessarie per svolgere le attività lavorative. Che futuro potrà avere Bombardier a Vado Ligure se dipenderà da altre aziende in un settore così vitale?

Ciò avviene, ancora una volta, con un’imbarazzante silenzio del governo e della Regione Liguria, la quale solo ora, quando comincia lo spezzettamento, dà piccoli segnali di vita verso i lavoratori e i sindacati.

In definitiva questo è l’ennesimo capitolo di un iter che smonta, pezzo per pezzo, quel poco che rimane dell’industria nella nostra provincia. Il governo del “fare” e la silenziosa Regione Liguria, dopo promesse e chiacchiere, si accorgono (forse) finalmente della gravità della situazione. Gli incontri tra sindacati e istituzioni nei prossimi due giorni per Bombardier e Piaggio devono ottenere dei risultati tangibili e sbloccare una situazione sempre più insostenibile.

Continueremo ad essere al fianco dei lavoratori, delle lavoratrici e dei sindacati, utilizzando tutti gli strumenti in nostro possesso e i canali istituzionali per dare il nostro contributo alla risoluzione delle vertenze.

FABRIZIO FERRARO
Segretario Provinciale Rifondazione Comunista – Savona

MARCO CHIRIACO
Responsabile provinciale lavoro

9 aprile 2019

foto: CGIL Savona

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