…comunque il rosso rimane un gran bel colore!

Pennellate di vernice rossa, gocciolante, come fosse sangue. Non solo la targa della sede ma anche la bacheca di via Paleocapa sono state nuovamente imbrattate. È un vero atto minatorio contro un partito costituzionale, contro la sinistra e i comunisti tutti.

Si sono “salvate” le bacheche dell’ANPI e degli anarchici (anche queste in passato oggetto di spaccate e disegni di croci celtiche e altri simboli fascisti). L’obiettivo era, in tutta evidenza, premeditato solo contro Rifondazione Comunista.

Un atto di violenza che si inserisce perfettamente nel clima di odio che invade il Paese e a cui Rifondazione Comunista risponderà sempre con una politica fatta democraticamente, con strumenti pacifici: volantini, cortei, manifestazioni, sostegno a tutte le lotte dei lavoratori, dei precari e dei disoccupati.

La storica sede provinciale di via Rella rimarrà sempre un PRESIDIO COSTITUZIONALE, ANTIFASCISTA, DEMOCRATICO per chiunque voglia portare avanti la lotta contro il sovranismo neofascista, per riaffermare i valori di uguaglianza e solidarietà sociale.

Si legge sui giornali telematici che “entrambe le parti” dovrebbero abbassare i toni. Un articolo di IVG così commenta gli episodi di vandalismo contro una sede di un partito fascista e contro la sede e la bacheca del centro città di Rifondazione Comunista.

Noi non abbiamo mai alzato i toni, non abbiamo mai vandalizzato bacheche, sedi o altro. Non abbiamo mai affisso abusivamente striscioni sulle foibe. Non abbiamo mai affisso striscioni razzisti, xenofobi o rotto monumenti o steli di qualunque natura.

Il corteo degli studenti contro il razzismo è stato vergognosamente insultato da un esponente del Comune di Savona lanciando il messaggio che l’odio prevale sul diritto democratico alla contrarietà delle idee.

In tre mesi, da dicembre ad oggi, Rifondazione Comunista ha subito sei atti vandalici: svastiche, insulti vergati sulla sua bacheca e sulla sua targa (“A noi, W dux”, “Figli di troia”, “comunisti di merda”, adesivi trasparenti della Lega Nord ancora con scritto “Bossi” sotto il povero Alberto da Giussano, una spalmata di escrementi sul vetro della bacheca e per ultimo ieri la vernice rossa con un chiaro simbolico riferimento al sangue).

Noi non alzeremo mai i toni, ma denunceremo sempre questa recrudescenza di chiara firma neofascista che, protetta da un clima montante di odio, disprezzo, intolleranza, razzismo e xenofobia che si diffonde in tutta Italia, sente di poter agire indisturbata dentro un contesto costituzionale e leggi che denunciano il metodo dell’intimidazione fascista come un crimine e il fascismo stesso come tale, non come una “idea politica”.

Le nostre “armi” saranno sempre le nostre idee, i nostri volantini e la buona volontà di continuare una lotta per la giustizia sociale, accanto ai lavoratori e a tutti gli sfruttati e i più poveri di questo Paese.

Noi non prenderemo mai in mano un martello, della vernice o qualsiasi altra potenziale arma offensiva.

La nostra vita, dunque la nostra cultura e la nostra politica, sono diverse da quelle dei neofascisti e dei moderni sovranisti.

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
FEDERAZIONE PROVINCIALE DI SAVONA

18 febbraio 2019

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