Basta rifugiarsi nel PD, ora Sinistra italiana stia con noi

Intervista al Segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo

Dico a Sinistra italiana: valeva la pena rinunciare a una lista con noi per imboscarsi nella lista di Legnini e fare eleggere un renziano doc? Nella campagna abruzzese la sinistra è stata invisibile. Ha solo detto che Legnini è abruzzese e invece Marsilio vive a Roma».

Perché non avete corso? Maurizio Acerbo, oltre a essere romano il neopresidente Marsilio è un ex MSI di Fratelli d’Italia.
Non calcato neanche su questo perché Legnini aveva dei supporter di destra. Lavoravamo a una lista con Si ma il 28 dicembre hanno cambiato idea e deciso di rifugiarsi da Legnini. Non siamo riusciti a raccogliere le firme, da noi la legge fatta da PD e destre ne prevede un numero altissimo.

Poi non avete votato?
Il PRC non ha dato indicazioni di voto. Io per la prima volta nella vita non ho votato.

Mi costringe a citare un suo vecchio segretario: per lei Legnini o Marsilio pari sono?
Non si può usare sempre il ricatto della vittoria della destra. Se Salvini è il fascismo il PD aveva il dovere di fare il governo con M5S. Legnini o Marsilio, gli ospedali si chiudono e si fanno gli interessi delle cliniche private. Rifiuto il tentativo di usare i pop corn per poi ricostruire la dialettica centrodestra – centrosinistra per cui tutta la sinistra deve votare il PD, senza che il PD cambi in nulla. Dico ai compagni di Si: sarebbe stato meglio esserci, l’obiettivo era a portata di mano. Invece hanno fatto le ruote di scorta. Non hanno neanche eletto nessuno.

Con queste ’ruote di scorta’ però farà la lista alle europee.
Se non costruiamo un progetto autonomo rischieremo sempre di trovarci come in Abruzzo. E sarà facile il PD recuperare i voti di sinistra di chi è spaventato da Salvini. Quelli che condividono un programma e una visione antiliberista, che non sono nazionalisti ma neanche per la troika, si ritrovino insieme. Per questo lavoriamo con De Magistris, Dema, SI, Diem, Potere al popolo. Siamo tutti No TAV, per la patrimoniale, contro il jobs act, per la Costituzione.

Sull’Europa tutti d’accordo? 
Siamo tutti contro i trattati europei. Con la lente di ingrandimento abbiamo qualche differenza come c’è in Unidos podemos, in Bloco de Esquerda, nella Linke, ma è nulla rispetto all’alterità dal PD.

Nel 14 l’Altra Europa per Tsipras univa gli ’antiliberisti’. Poi è esplosa lo stesso. 
Ma tutti gli eletti sono stati ottimi parlamentari nel GUE. L’Altra europa non è proseguita perché non avevamo la stessa idea sul centrosinistra. Ma Eleonora Forenza è stata un punto di riferimento per tutti.

Stavolta resterete uniti?
Ormai tutti, anche Si, sono contrari al centrosinistra. E stiamo discutendo con De Magistris per costruire una coalizione che non sia un autobus ma un punto di riferimento lontano da Calenda e dal PD, e cioè dall’eutanasia della sinistra.

Voi e Pap vi siete già scissi una volta.
Lenin consigliava ai giovani comunisti di Livorno di lavorare con Serrati (Giacinto Menotti, socialista corrente ’terzina’, ndr). Bando ai rancori. Siamo uniti sul 99 per cento, se stanno insieme i compagni di Barcellona non vedo perché non possiamo farlo noi. Unità e umiltà.

Di questa lista perno indispensabile è De Magistris. Ma si è davvero convinto a farlo? 
Un sindaco che guida da sette anni un’amministrazione ribelle contro tutti (contro PD, 5 stelle e destre) vuole accertarsi della ampia unità e della possibilità di proseguire dopo le europee. Ma stiamo facendo un buon lavoro. Faccio una proposta.

Prego.
Mai più Abruzzo. Daremo la possibilità di usare il simbolo della Sinistra europea, consentirà in ogni caso la presentazione della lista. La sinistra non sarà costretta a votare il caravanserraglio di Calenda e la minestra riscaldata del PD per paura di Salvini.

Zingaretti per lei è una minestra riscaldata?
Conosco Zingaretti da anni, non voglio essere irrispettoso. Però fin qui non ha detto una sola parola che lo distingua dalle precedenti stagioni del PD. Certo ci ha messo la buona educazione e forse anche la gestione collegiale del suo partito al posto della sbruffonaggine di Renzi. Mi fa piacere per loro, qualche componente collaterale potrà trovare asilo nel PD, ma al momento novità politiche non ci sono.

DANIELA PREZIOSI

da il manifesto.it

13 febbraio 2019

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