Ma la sanità?

Lo scellerato “modello Lombardia”, ovvero l’apertura ai privati della sanità pubblica fortemente voluto da Giovanni Toti e Sonia Viale, ha visto nei giorni scorsi l’assegnazione degli ospedali di Bordighera, Albenga e Cairo Montenotte ai privati.

Nell’imperiese il raggruppamento formato dal Maria Cecilia Hospital di Cotignola (in provincia di Ravenna) e dall’ICLAS di Rapallo (istituto ligure di alta specialità che gestisce il Cardiotoracico a Villa Azzurra in convenzione con l’ASL), entrambe del gruppo Santa Maria, si è aggiudicato la convenzione sull’Ospedale Saint Charles di Bordighera.

Negli anni passati la battaglia in difesa dell’ospedale fu condotta da singoli e associazioni, dal centro sociale di Imperia “La Talpa e L’Orologio”, dal gruppo teatrale Atrito e dal Partito della Rifondazione Comunista, unico partito presente attivamente nella lotta. Tutto, infatti, si svolse nella totale indifferenza delle altre forze politiche, alcune delle quali, addirittura, sostennero apertamente lo smantellamento del presidio ospedaliero voluto, in allora, anche dalla Giunta Burlando.

La Giunta Toti oggi finge di potenziare il nosocomio, trasformando il Saint Charles in un ospedale privato convenzionato, ma lascia irrisolti nodi fondamentali. Non è, infatti, chiaro quali servizi saranno ripristinati, quali resteranno sotto contro pubblico e quali interamente privatizzati. Una operazione che genera inquietanti interrogativi: perché non andava bene la gestione pubblica precedente? Si pensa di poter risparmiare col privato ignorando che lo stesso, per sua natura, eroga servizi solo in cambio di profitto? Quale sarà il destino occupazionale e la tipologia contrattuale degli attuali operatori sanitari del Saint Charles? Quale sarà, ora, il progetto complessivo della sanità nella provincia di Imperia? Per affrontare questi temi il nostro Partito ha organizzato, insieme a Potere al Popolo – Provincia di Imperia, un incontro pubblico fissato per sabato 15 dicembre alle ore 9.30 presso la biblioteca civica di Imperia.

Stessa sorte per i due nosocomi nella provincia di Savona, cambia solo il nome del privato. L’Istituto Ortopedico Galeazzi (gruppo San Donato, Milano) si è, infatti, aggiudicato la gestione del Santa Maria di Misericordia di Albenga e il San Giuseppe di Cairo Montenotte.

Per Toti e la Viale questa è una svolta positiva per la sanità ligure, una pietra miliare della politica perché, secondo gli esponenti di Forza Italia e della Lega, si controllano i conti pubblici e si aumentano le prestazioni.

Noi, invece, ribadiamo la nostra contrarietà all’ingresso dei privati nella sanità pubblica. Perché le sofferenze delle persone non possono essere oggetto di lucro e di profitti da parte di altre persone. Senza contare il fatto che, oltre alle mancate garanzie per le lavoratrici e i lavoratori, con questa gestione data in “convenzione”, per gli ospedali di Bordighera, Albenga (dove il reparto di ortopedia-protesica era già gestito dai privati… eravamo stati facili profeti nel denunciare che quello sarebbe stato il “classico” foro nella diga) e Cairo Montenotte, il pubblico continuerà a spendere milioni di euro dei contribuenti, ma la Regione lascerà che i privati si intaschino i guadagni.

Questa politica è folle, la sanità può e deve essere migliorata nella sua efficienza, ma rimane fondamentale che rimanga in totale gestione pubblica.

MARCO RAVERA
Segretario regionale Rifondazione Comunista – Liguria

MARIANO MIJ
Segretario privinciale Rifondazione Comunista – Imperia

FABRIZIO FERRARO
Segretario privinciale Rifondazione Comunista – Savona

9 dicembre 2018

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