I comunisti a difesa di una democrazia oggettivamente in pericolo

“Ma la notte la festa è finita, evviva la vita…!”, cantava Rino Gaetano. Eh già, la RifondaFesta ormai è finita da giorni e anche le altre feste dell’ANPI e di Italia-Cuba si sono concluse.
Si ritorna lentamente alla quotidianità sociale e politica di sempre, anche se possiamo goderci questo ultimo scampolo di estate prima di buttarci in quello che il segretario della CGIL di Savona Pasa ha definito giustamente un “autunno caldo”.
Si preannuncia tale con un governo che sta letteralmente manomettendo le più elementari fondamenta democratiche del Paese senza minacciare controriforme della Costituzione ma, semplicemente, agendo ogni giorno al di sopra delle norme, con azioni di sfondamento del bacino di contenimento dei peggiori sentimenti popolari che possono scaturire dalla ricerca del nemico su cui innestare tutta una politica di odio e di disprezzo per i più deboli: sia che si parli dei lavoratori e del vasto mondo del precariato (ricordiamo che in Aula il movimento pentastellato ha votato contro la reintroduzione della tutela rappresentata dall’articolo 18 della Legge 300, meglio conosciuta come “Statuto dei lavoratori”) sia che si addivenga al quotidiano, vessante e giaculatorio tema dei migranti, dei rom, dei sinti.
Tutte categorie sociali già a suo tempo considerate inferiori da regimi politici assoluti che hanno lasciato una scia di sangue indelebile nella storia breve del Secolo breve.
Tutte categorie sociali (e politiche) che anche oggi vengono additate come il problema dei problemi, come ciò di cui il Paese deve presto e velocemente disfarsi per riacquistare pace, serenità e vita tranquilla sotto ogni piano: sociale, economico, civile, morale.
Cacciati in mare i migranti e ghettizzati nuovamente i rom e i sinti spianando con le ruspe i loro campi fatiscenti, l’Italia giallo-verde potrà essere soddisfatta e vivere una sorta di Età di Saturno con il marchio Di Maio – Salvini.
Ci permetterete di dubitare, quanto meno, che tutta questa favoletta di un governo liberista e liberticida possa essere in primis ispirato dai valori della Costituzione che promanano da quelli della Resistenza antifascista.
Ci permetterete, altresì, di dubitare, quanto meno, che tutta questa favoletta del governo “del cambiamento” sia niente altro che la favola del governo del “cambianiente”.
Lo abbiamo scritto anche nell’opuscolo che abbiamo distribuito con il programma della RifondaFesta 2018: ciò che il governo ci ha mostrato è  la continuazione in chiave liberista delle politiche precedenti creando un nuovo terreno su cui far crescere la pace sociale tra le classi che dovrebbero fronteggiarsi: l’assenza delle ideologie, la mancanza di confini certi tra chi pensa ad un cambiamento della società in senso progressista e chi pensa al mantenimento dello status quo.
Rifondazione Comunista ha ritenuto importante, in questo clima di sovvertimento dei valori fondamentali della Repubblica democratica, della Costituzione e delle fondamenta antifasciste del Paese, mantenere – con un grande sforzo – la propria festa a Zinola per dodici giorni e farla seguire da altri quattro giorni di riuscitissima festa dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.
Abbiamo creato nel mese di agosto una “Libera repubblica di Zinola” in un contesto savonese non facile, in un contesto di Paese molto più difficile.
La “Libera repubblica di Zinola” fatta di dibattiti, musica di alternativa e buona cucina la ritroverete il prossimo anno. Sempre nei giardini che ormai sono da quindici anni il luogo tradizionale dove prima la “Festa di Liberazione” e ora la “RifondaFesta” si svolgono e, ci auguriamo, regalano ai zinolesi (e non solo) qualche settimana di animazione nel quartiere, un po’ di allegria e magari qualche riflessione su ciò che ci accade intorno.
Tra una festa e l’altra, intanto, riprendiamo le nostra attività: prima fra tutte la riapertura quotidiana della sede provinciale del Partito (via Urbano Rella 3/5 – Savona, tel.: 0198387066) dalle ore 16.00 alle ore 20.00. Vi aspettiamo per rinnovare o fare per la prima volta la tessera ai Giovani Comunisti/e e a Rifondazione Comunista.
Vi aspettiamo per parlare insieme, per costruire insieme nuove iniziative per il Partito e del Partito rivolte alla cittadinanza.
Ci prepariamo ad un autunno caldo e ad una futura primavera fatta nuovamente di elezioni: un passaggio importante per una Europa dove l’Italia si schiera con i peggiori leader neonazisti e populisti, venendo data “per spacciata” persino dalle liberal-liberiste cancellerie europee francesi e tedesche.
Noi comuniste e comunisti abbiamo il compito di fare del nostro meglio per invertire la rotta, per riportare il Paese sul binario della democrazia partecipata, del vivere la Costituzione giorno per giorno, leggendola e applicandola nei nostri comportamenti soprattutto verso gli altri. Sembra un appello evengelico. In fondo lo è: la Costituzione è un vangelo laico, un vangelo che, nonostante tutto, ci garantisce ancora oggi, con Salvini ministro dell’Interno, la divisione e l’indipendenza dei poteri dello Stato.
Esserne custodi, come comunisti e come antifascisti, è compito primario per difendere il lavoro, per conquistare nuovi diritti sociali e civili.

RED.

27 agosto 2018

foto: la mostra dell’Associazione nazionale Deportati nei campi di concentramento nazisti (ANED) alla RifondaFesta 2018, di Marco Sferini

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