Ci risiamo…! E’ proprio una mania questa RifondaFesta… | Rifondazione Comunista – Savona

Ci risiamo…! E’ proprio una mania questa RifondaFesta…

La RifondaFesta dello scorso anno

L’ultima festa di un partito politico di sinistra, di un partito comunista, rimasta su piazza, all’aperto, in un luogo pubblico come un tempo accadeva per le enormi manifestazioni del PCI al Prolungamento a mare di Savona e anche per le più piccole feste di sezione.
Questa è RifondaFesta, erede delle tante “Feste di Liberazione” che in 26 anni si sono tenute a Savona, a Porto Vado, a Varazze e a Quiliano e che hanno rappresentanto e rappresentano la volontà di interazione tra Rifondazione Comunista e un popolo che può conoscerla, anche gastronomicamente parlando, grazie al lavoro congiunto di iscritti e simpatizzanti.
Un legame indissolubile che fa di questa comunità una delle poche realmente alternative nel panorama desolante dell’avanzamento di un nuovo autoritarismo dalle sembianze democratiche che, ogni giorno, si propone come soluzione di tutti i mali del Paese.
Ed i mali sono il colore della pelle, l’amore di due uomini o due donne per i figli che intendono avere sfidando le millenarie convinzioni religiose sulla perfezione della morale cattolica in merito oppure, ancora, la “damnatio memorie” che perseguita il “popolo del vento”, i rom, i sinti, finiti nelle camere a gas dei nazisti proprio come gli ebrei, gli omosessuali e tutti coloro che erano sgraditi per “inferiorità” al Reich hitleriano.
RifondaFesta e Rifondazione Comunista, la comunità di iscritti e militanti, di simpatizzanti è qui a dimostrare che un fronte di resistenza esiste: un po’ assediato come nella Germania degli anni ’30 quando l’opposizione al nazismo era frammentata, dispersa, incapace di tessere una rete e organizzarsi per fronteggiare il peggiore dei regimi politici e antisociali mai esistiti nella storia del mondo per concentrazione di omicidi deliberatamente studiati in così pochi anni.
RifondaFesta e Rifondazione Comunista (la distinzione è giusta e opportuna, secondo quanto abbiamo detto fino ad ora) sono quest’anno un invito a non arrendersi, a rimanere coscienti, a non farsi trascinare dalla rabbia priva di critica sociale, tutta protesa all’odio dettato dalla facilità espressiva del pregiudizio attraverso una ignoranza sempre più diffusa dei e sui fatti.

Il RifondaBar

In questi giorni, forse per emulazione (il che non è certamente meno grave, anzi), si ripetono gli episodi di ferimento e di omicidio di migranti: chi dice di sparare ai piccioni e di aver sbagliato mira; chi insegue un presunto ladro e lo ammazza di botte nell’oscurità silenziosa della notte; chi colpisce una bimba con una pallottola da una pistola ad aria compressa. Si spara sempre dai terrazzi, si agisce nella notte dei sentimenti, della disumanità, della dimenticanza dei valori di solidarietà, di legalità (uccidere un ladro a calci e pugni non è certo giustizia!), di una condivisione di condizioni di sfruttamento che non ci fa percepire come “classi sociali” in lotta fra loro, ma come diversi contro diversi.
Il povero, dunque, ancora una volta è il nemico del povero stesso: difficile possa rappresentare un pericolo chi è uguale per condizione economica e sociale ad un altro individuo. Il pericolo sono i finanziari, i banchieri, i padroni. Gli sfruttatori, insomma.

In tutto questo, vi facciamo una domanda: “Ma che colpa abbiamo noi“? Lo mettiamo tra virgolette e col punto interrogativo esterno alle medesime, perché richiami quella bella canzone di Shel Shapiro e dei Rokes che se lo domandava a proposito dei tanti giovani che volevano cambiare il mondo nei “favolosi anni ’60” e che hanno dato una bella scossa alla bigotteria del tempo, a tanti pregiudizi e che pareva avessero dato dignità ai valori della Costituzione repubblicana mettendo al centro il rapporto tra giovani e lavoro, tra lavoro e operai, tra operai e movimento studentesco: tutti contro la logica del profitto e del padronato.
Di tutto ciò, nel corso degli anni della “Milano da bere” è rimasto poco, quasi niente.
Rimane una sinistra divisa, litigiosa, incapace di trovare, in una fase di sconfitta che ha toccato anche quelle forze che se ne credevano immuni perché non “radicali”, ma moderatamente dedite ad abbracciare una logica governista a tutti i costi.
Una sinistra che Rifondazione Comunista vuole rimettere insieme, di cui vuole farne parte costruendo quel “Quarto polo” dell’alternativa a tutte le destre, alle tre destre presenti in questo Paese: la destra economica rappresentata dal PD, quella populista rappresentata dai Cinquestelle e quella “sovranista”.
Le nostre colpe le abbiamo, ma le abbiamo anche abbondantemente scontate: da tre elezioni politiche siamo fuori dal Parlamento e, nonostante tutto, rimaniamo un luogo proprio della politica dove si può trovare un appoggio, un sostegno per provare a ripartire: per offrire una quarta possibilità ad un popolo che si è fatto troppo facilmente distrarre dai veri problemi che inseguono le nostre vite ogni giorno.
Al centro dei dibattiti culturali e politici che trovate nel programma della RifondaFesta 2018, abbiamo messo prima di tutto lavoratori, lavoro, morti sul lavoro, sindacato, comunisti e sinistre, lambendo aspetti storici come il 1968 (di cui quest’anno ricorre il 50ennale) che sono espressione di una rinascita dell’antifascismo che deve essere una delle fondamentali bussole per seguire oggi un percorso di non smarrimento nel bosco dove le ombre delle svastiche si fanno sempre più minacciose.

Imperia, Genova, La Spezia e Savona insieme!

Martedì 14 agosto abbiamo dedicato la serata proprio ad una storia autocritica di Rifondazione Comunista, attraverso il ricordo di tre compagni che ci hanno lasciato in questi mesi: Dante Taccani della federazione genovese, Pierluigi Zuccolo di quella imperiese e Armando Codino, fondatore di Rifondazione Comunista a Savona.
“Ma che colpa abbiamo noi” non è una geremiade lunga dodici giorni: è invece semmai uno sprone per dirci che il tempo delle lamentele è finito e che, ora, bisogna davvero resistere per esistere e per insistere ancora una volta. Perché non c’è alternativa alla costruzione dell’alternativa stessa al sistema capitalistico e alle destre che lo impersonificano perfettamente nei loro molteplici trasformismi e mutaforme da “forze del cambiamento” e da “forze sociali”.
Vi aspettiamo, dunque, a Zinola dal 5 al 16 agosto: RifondaFesta con tutti i suoi volontari, con tutte le compagne e i compagni di Rifondazione Comunista vi accoglierà con un menu sempre importante, con spettacoli d’eccezione come quello di Vito e con concerti di tutti i tipi: da un ricordo di Luigi Tenco al rap dei DSA Commando, passando per le tante band e solisti che ci faranno compagnia tutte le sere.
Ci vediamo a Zinola! Buona RifondaFesta a tutte e tutti voi!

MARCO SFERINI
Responsabile RifondaFesta
Segreteria provinciale Rifondazione Comunista – Savona

30 luglio 2018

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