Ciao Pier, ogni maggio ti ricorderemo

Ci ha lasciati il compagno Pierluigi Zuccolo, Segretario provinciale di Imperia e membro della Segreteria regionale ligure del nostro Partito.
Un compagno tenace ed una persona di grande umanità che lascia un grande vuoto nella nostra comunità. Continueremo le lotte che ha portato avanti in tantissimi anni di militanza, ma ci sentiremo più soli. Lo ricordiamo con alcune parole di Marco Sferini che seguono.
La Federazione di Savona esprime le più sentite condoglianze alla famiglia ed ai compagni e le compagne di Imperia.
Ciao Pier, che la terra ti sia lieve.

LA SEGRETERIA PROVINCIALE DI SAVONA


Pierluigi Zuccolo

Avevo appena terminato una di quelle mie passeggiate domenicali o festive (oppure anche estive) sulle colline di Bergeggi ed ero uscito da un cono d’ombra per i cellulari storicamente presente in un dato, precisissimo punto della strada che arriva alla chiesetta sull’angolo che si affaccia sulla discesa verso il paese. Solitamente lì mi raggiunge sempre qualche messaggio, ma quel giorno di Pasqua arrivò una chiamata.

“Pronto, Pier!”. Lui non mi salutava mai con un “ciao” ma mi diceva sempre: “’scolta un po’” e attaccava con qualche dilemma organizzativo sul Partito che durava pochi secondi. Dopo averlo risolto insieme, sia che fosse per il tesseramento sia che riguardasse le elezioni, ci mettevamo a parlare di politica in generale: ma non erano giaculatorie di lamenti, lagnanze reciproche. Erano scambi di impressioni su quanto stava accadendo.
Sembrava che facessimo a gara a chi per primo faceva una battuta per far ridere l’altro. E così accadde anche quel giorno di Pasqua, dopo la mia passeggiata nei boschi di Bergeggi. Pier aveva la voce stanca, provata dalla lunga malattia e da un ricovero in ospedale di poche ore prima ad Imperia.
Non sono mai stato bravo a far ridere le persone a comando: mi viene meglio – decisamente meglio – lo spontaneismo. Almeno quello ilare. In politica devo invece programmare tutto. Pier lo aveva intuito in questi anni: eravamo due organizzatori, due specie di politici prestati anche alla manovalanza, diversi ma pure molto simili.
Ma quel giorno provai a fare qualche battuta, provai a farlo ridere. Ci riuscii e lo dissi poi anche a Marco Ravera. “Provaci anche tu”, gli scrissi. “Ha bisogno di qualcuno che gli regali un attimo di allegria”. Marco è più bravo di me in questo, così l’esortazione fu d’obbligo.

Non poteva non esserci emaptia con Pierluigi Zuccolo. Era uno di quelli che sono simpatici solo a vedersi. Un viso rubicondo, rosseggiante anche sulle gote. Una parlata da Re Gnocco o da Brighella. Su Facebook non lo trovavi col suo nome ma come “Giuseppe Acciaio”. Stalinista? Per irridersi un poco, per prendersi in giro. Ma Pier tutto era fuorché un comunista dirigista, impositivo. Il suo acciaio era il grande cuore umano che possedeva, che non odiava, che non disprezzava e che cercava di farsi largo in una società ricchissima di sfruttamento e di pregiudizi.
Una umanità che Pier ha rappresentato con la sua vita dedita alla ricerca dell’uguaglianza sociale e civile. La vera umanità che è sempre più (mi si passi il termine improprio) “merce rara” oggi…
Gli ho invidiato la capacità di sdrammatizzare, di ironizzare anche nei momenti più difficili di una fase politica a dir poco impervia per la sinistra e per i comunisti. Lui organizzatore, sì, ma anche istituzionale nella sua Diano Castello.

Noi due organizzatori, sì, ma lui pure segretario di federazione, instancabile tesoriere regionale del Partito, scheggia che saltellava con treno e automobile ovunque: “Domani vado a Firenze a quel convegno…”, il giorno dopo era nella natia Lombardia, il giorno dopo ancora lo trovavi magari ad un corteo qui a Savona e poi ritornava sempre nella sua provincia imperiese dove affrontava tutte le problematiche sociali e politiche con quella passione che solo un comunista può avere.
E’ una passione inspiegabile se non la si vive pienamente, fin da giovani, da ragazzi. E’ dura diventare comunisti da adulti. E’ una lezione che mi ha insegnato un vecchio compagno, uno dei primi che mi ha accolto in Rifondazione Comunista nell’ormai lontano 1994… Ma è una lezione vera.

Pier questa passione l’ha conservata sino all’ultimo, in mezzo alle difficoltà enormi di una campagna elettorale per le politiche dello scorso 4 marzo quando, come tutte le compagne e i compagni, si adoperò per una raccolta delle firme che aveva il sapore dell’utopia e che invece ci ha portati comunque a lottare per mettere insieme rappresentanza sociale e politica.

Pierluigi con (da sinistra verso destra) Pino Leonardi, Maurizio Natale (Segretario provinciale di Genova), Jacopo Ricciardi (federazione della Spezia e segreteria regionale ligure), Fabrizio Ferraro (Segretario provinciale di Savona)

“Come sei accaldato!”, gli dissi quando entrò in sede a Savona per portare le firme da radunare e poi consegnare a Genova: aveva, a rotta di collo, fatto 140 km avanti e indietro per mettere tutto in ordine e portare centinaia e centinaia di firme per “Potere al popolo!”, per provare ancora una volta a mettere in campo una sinistra veramente di alternativa in Italia, in Liguria, ad Imperia.

Qualche commento amaro sul dopo voto e poi la certezza di andare avanti con Rifondazione Comunista per rafforzare il Partito, per farne una base di ripartenza per un vasto movimento di alternativa di società.
Una alternativa che nel caldissimo territorio frontaliero aveva creato in molti ambiti insieme alle compagne e ai compagni di Imperia, Sanremo, Ventimiglia: il confine tra umanità e barbarie, quello dei migranti sospesi tra Italia e Francia, quello che aveva affrontato creando gli sportelli di accoglienza, intervenendo sempre tempestivamente sui giornali, volantinando, battendosi sempre per gli ultimi, per i più deboli, per tutti gli sfruttati.

Anche questa volta, come per altri amici e compagni, mi riesce difficile superare la razionalità ed accettare come fatto di vita una mancanza, una morte, una fine. Mi riesce maledettamente complicato pensare Pier non fisicamente presente qui tra noi.
La banale retorica delle parole può sempre fare capolino in questi frangenti e se anche fosse pazienza! Perché le parole sincere sono retoricamente inefficaci proprio per la retorica stessa.

Pierluigi regge lo striscione della Federazione di Savona al corteo antifascista dello scorso ottobre

Pier se ne è andato poco prima di maggio. Ogni maggio noi penseremo al nostro “Zucculus”, parleremo ancora di lui così come spesso facciamo rivivere le compagne e i compagni con ricordi che sono lezioni di storia politica.
Ho sperato che Pier potesse esserci alla RifondaFesta 2018 a Savona, che venisse a pulire le cozze, a spingere i carrelli con i sacchi della differenziata che si inventava lì per lì, mentre io scrollavo le spalle sconsolato e lui mi diceva: “Perché? Si può fare benissimo!”.
La festa la stiamo preparando. Gliela dedicheremo, come abbiamo dedicato altre edizioni a compagne e compagni che hanno dato la vita per una “idea d’amor”, per quella voglia di cambiare il mondo che Franco Fortini chiamava “l’Internazionale”, quella che “fu vinta e vincerà!”.

MARCO SFERINI

29 aprile 2018

L’ultimo saluto a Pierluigi si terrà MERCOLEDI’ 2 MAGGIO, alle ore 15.30 presso il Cimitero di Diano Marina.

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