Una settimana per il tesseramento: “Ribellarsi è giusto!”, con Rifondazione!

Passata la campagna elettorale, con la prospettiva di continuare l’esperienza di Potere al Popolo! nonostante il deludente risultato nazionale che non ci ha consentito, nemmeno questa volta, di rientrare in Parlamento e di portare lì la voce, i bisogni e le necessità degli sfruttati moderni, Rifondazione Comunista rilancia con decisione sé stessa e lo fa partendo dal TESSERAMENTO 2018.

Ricorrono quest’anno i 50 anni da quella grande rivolta popolare lunga, ripetuta nel tempo, che fu il ’68: una visione di insieme, fatta di tanti particolari alternativi, di una società moderna, fondata sull’uguaglianza coinvolse il movimento studentesco e fu da questo alimentata contagiando quella classe operaia che a volte guardava con un certo timore e sospetto certe manifestazioni non proprio “ortodosse” dei ragazzi e delle ragazze che sceglievano metodi, colori, immagini e slogan diversi da quelli canonici del marxismo e del movimento comunista precedente la guerra.

“Ribellarsi è giusto!” abbiamo scritto sulle tessere di Rifondazione Comunista: bisogna intendersi, ovvio, su cosa si intenda per “ribellione”, su come debba essere vissuta, percepita, incanalata nel quotidiano e in una più vasta prospettiva di lungo corso.

Ma intanto occorre insinuarsi ancora una volta nelle pieghe di una società uniformata ai disvalori del mercato capitalistico, dove lo sfruttamento viene confuso con la consuetudine di un mondo del lavoro che si abitua ai peggiori metodi di retrocessione dei diritti sociali.

Precarietà, disoccupazione, mancanza di un futuro certo per le più giovani (ed anche alcune meno giovani…) generazioni diventano la normalità di un mondo che riscopre nei dati di fatto dei valori dimenticati: l’onestà.

Ciò che dovrebbe essere il consueto comportamento esemplare di ogni cittadino diventa una rara virù nel mezzo di una politica fatta esclusivamente di interessi privati.La ribellione inizia sempre laddove c’è bisogno di cambiare “lo stato di cose presente” per renderlo sociale, per passare dal privato al pubblico, per valorizzare ogni ricchezza come “bene comune”.

Per questo c’è bisogno di Rifondazione Comunista, perché anche una piccola forza può diventare quella cattiva coscienza per alcuni e buona intenzione per altri da cui partire per sollevare l’intorpidimento di massa causato dalla sparizione di un tessuto comune fatto di solidarietà sociale e civile, di riferimenti culturali e politici non fondati sull’odio e sulla paura, ma sulla ricerca di una unità di classe per ridare fiato ad una coscienza critica verso tutto ciò che ci circonda.

Rifondazione Comunista, dunque, rilancia sé stessa e lo fa avendo ben presente tutte le difficoltà della situazione contingente che viviamo e che subiamo.

Vi aspettiamo nella sede della Federazione provinciale di via Urbano Rella 3 interno 5 a Savona, ogni pomeriggio dalle ore 16.30 alle ore 20.00 per iscrivervi per la prima volta o per rinnovare la tessera a Rifondazione Comunista.

Chi è fortunatamente più giovane e non ha ancora raggiunto la bella età di 29 anni, può, se ne ha almeno 14, iscriversi al Partito mediante la tessera dei Giovani Comunisti/e. Ribellarsi è sempre giusto.

Facciamolo insieme, soprattutto quando tutto intorno sembra non avere più senso, crollarci addosso e la sinistra è ridotta al suo minimo valore politico, sociale e storico.

Lo dobbiamo a noi stessi, ad una grande storia e a un futuro che non possiamo lasciare nelle mani dei nuovi fascisti, delle nuove destre liberiste e di chi vorrebbe dirsi di sinistra ed altro non è se non la fotocopia di un berlusconismo ormai decrepito o rappresenta un populismo fintamente mascherato da movimento rivoluzionario.

RED.

26 marzo 2018

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