Albenga, Bordighera e Cairo: la privatizzazione degli ospedali avanza

La fine di febbraio è arrivata e con essa sono stati annunciati i bandi per le gare di assegnazione ai privati degli appalti sugli ospedali di Albenga, Bordighera e Cairo Montenotte.

Negli ultimi anni si sono avvicendate propagande regionali e locali provenienti sia dal centrodestra sia dal Partito Democratico, sul rilancio degli ospedali nelle zone contigue ai centri principali, nella fattispecie Sanremo e Savona. La progressione politica reale al di fuori della propaganda è stata chiara: prima i tagli e la resa del servizio a livelli indecentemente infimi, poi la chiusura dei reparti che non rendono profitto (e il Pronto Soccorso, si sa, non dà profitto ma anzi comporta degli investimenti a perdere), infine l’inevitabile affido al privato di turno perché non se ne può fare a meno.

Un dato incontrovertibile: su 7 ospedali presenti nelle province di Imperia e di Savona, 3 sono in via di privatizzazione, con evidenti cali del servizio che gli utenti registrano da anni e un peggioramento significativo delle condizioni lavorative dei dipendenti. Nessuna delle due categorie viene mai tenuta in considerazione su decisioni che vengono prese sulle loro teste, come del resto accade da anni per tutte le decisioni politiche.

Nel caso di Cairo Montenotte, il San Giuseppe è stato degradato da “Pronto Soccorso” a “Punto di Primo Intervento” solo pochi anni fa, sotto l’amministrazione di Burlando (PD). Tradotto: se disgraziatamente qualcuno necessitasse di un Pronto Soccorso, dato che la Valbormida sembra essere diventata un deserto, l’ambulanza è costretta a partire in direzione Savona passando per la statale, perché giustamente gli autisti non possono permettersi di coprire a loro spese il pedaggio autostradale di 1 euro e 40. Risultato: 40 minuti di surreale viaggio tra le mille curve del Cadibona. In definitiva, il presidente della Regione Liguria Toti, lapalissianamente sul modello del suo collega in Lombardia Maroni, punta tutto sulla privatizzazione.

C’è una scelta ideologica precisa nel favorire in questo modo l’affido dei servizi pubblici ai privati: convincerci che ciò che è un diritto inalienabile sia in realtà un servizio che qualcuno ci offre, una merce qualunque i cui costi li valuteremo, nostro malgrado, molto presto, se continuiamo su questa scia.

Anche trasferendoci sul piano della non emergenza, la situazione è identica: con la giunta Toti e la sua politica sanitaria sempre più simile a quella che il televisore ci suggerisce quando passano i film e le serie tv americane, la distribuzione dei farmaci non è più affidata interamente alle farmacie ospedaliere, ma ad alcuni soggetti privati convenzionati (anche qui, il controllo dei costi è passato in secondo piano), mentre i posti letto sembrano adesso sottoposti a minutaggio e, nell’arco di pochi anni, è diventata prassi essere dimessi “perché mancano i posti letto”.

Potere al Popolo! si oppone fermamente a questa assurda strategia che ci vuole obbligare, ancora una volta, a dimenticarci di quello che è e deve rimanere un diritto! Noi riteniamo che sia il momento di dire basta alle privatizzazioni del servizio pubblico, che di fatto è un’abdicazione dello Stato al proprio dovere di garantire dignità e diritti ai suoi cittadini e alle sue cittadine.

FRANCESCA COPPO
candidata plurinominale al Senato della Repubblica

GIOVANNI “DANILO” MARAMOTTI
candidato uninominale alla Camera dei Deputati

DAIANA CAUTERUCCIO
candidata plurinominale alla Camera dei Deputati

23 febbraio 2018

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