Qui comincia l’avventura di… Potere al Popolo!

Marco Ravera e Danilo Maramotti

Venti giorni a tratti frenetici e a tratti di riflessione, di conteggio, di revisione tra stampa di volantini, moduli per la raccolta delle firme, timbri, firme, giro dei comuni in moto per recuperare i certificati mancanti, buste con altri certificati che arrivano tardive, quando ormai l’alto plico delle 767 firme del collegio (comprese le 336 prese nella provincia di Savona) è in viaggio verso Genova: destinazione Corte di Appello.
La presentazione della lista di Potere al Popolo! è stata una scommessa cominciata non per caso ma dal ricongiungimento di molte compagne e compagni che col tempo avevano preso strade tra loro differenti per noia, rabbia, capriccio, desolazione nel panorama politico, ma mai per indifferenza.
Non c’è in nessun intervento della prima assemblea tenutasi l’8 gennaio scorso e in quella appena conclusa in questa domenica di inizio febbraio che abbia messo l’accento su un venir meno della passione politica.
E proprio dalla passione politica si riparte con un entusiasmo rinnovato, persino sorprendente: in due giorni due incontri pubblici, prima con i giornalisti per presentare programma e candidati e poi una nuova reunion alla Società “Serenella” delle Fornaci per diventare anche organizzativamente operativi.
Introdotti da Marco Ravera, consigliere comunale di Rete a Sinistra, nella Sala Rossa del Comune di Savona e da Maurizia Nichelatti, combattiva docente di storia dell’arte, oggi, i candidati di Potere al Popolo! si sono doppiamente presentati a mass media e a chi ancora non li conosceva: un noto disegnatore e vignettista rispondente al nome di Danilo Maramotti (collaboratore di Cuore, Linus, Frigidaire, l’Unità non renziana, Il Giornalino, Smemoranda e molti altri fenomeni di umorismo e informazione della carta stampata), una giovane insegnanta precaria, Daiana Cauteruccio, volontaria nelle Brigate di solidarietà attiva (da citare la sua opera prestata per i terremotati del centro Italia) e ultima ma non ultima, Francesca Coppo, una mamma antifascista, una giovane vita tutta nel mondo dell’alternativa di società dai Giovani Comunisti/e dei primi anni ’90 fino alle esperienze dei centri sociali savonesi.
Dalle esperienze personali di ciascuno emerge la necessità di reiventare un luogo sociale della politica (e viceversa) dove poter unire le esperienze storicamente date di partiti come Rifondazione Comunista, Partito Comunista Italiano e Sinistra anticapitalista alla diffusa presenza della sinistra antiliberista priva di riferimenti fino ad oggi.
“Probabilmente sarei andato comunque a votare ma avrei annullato la scheda se non ci fosse stata l’opzione di Potere al Popolo! – afferma Danilo Maramotti – anche perché qui sento e vivo la vera sinistra che altrove non percepisco, una sinistra che vuole attuare la Costituzione e che già in così poco tempo è riuscita a raccogliere ben il doppio delle firme previste per potersi presentare al voto del 4 marzo.”.
Daiana Cauteruccio va al cuore delle problematiche care alla lista antiliberista: “Il centro del progetto è il lavoro e, di contro, il programma punta al rafforzamento dei diritti sociali puntando all’abolizione di legislazioni come il Jobs act, la famigerata Legge Fornero e il decreto sulla cosiddetta ‘Buona scuola’”.
“Non mi interessava un altro centrosinistra – dichiara esplicitamente Francesca Coppo – perché i fallimenti dei governi dei due vecchi poli che hanno governato in questi anni sono evidenti. Dopo il fallimento del progetto unitario del Teatro Brancaccio si è aperta una prospettiva diversa: quella di una sinistra senza se e senza ma per cui ho scelto di battermi già in passato. Non sono una persona da salotti, ma da collettivo.”.
Molte culture, diverse visioni della necessità della trasformazione sociale ma un obiettivo fortemente unitario: riportare in Parlamento e nel Paese le esigenze e i bisogni degli sfruttati moderni riaprendo una questione sociale a sinistra e soprattutto in chi ancora oggi decide di non partecipare, di allontanarsi dall’impegno, di lasciare la delega ad altri.

Checchino Antoni e Marco Ravera

Partecipazione, dunque, anticapitalismo, antifascismo e difesa della Costituzione partendo dal grande risultato del dicembre 2016, dalla sonora bocciatura del referendum renziano che voleva stravolgere la Carta del 1948.
Nella Sala Rossa del Comune di Savona si alternano anche gli altri candidati liguri: Francesco ‘Checchino’ Antonini, giornalista di Liberazione (il quotidiano di Rifondazione Comunista in edicola fino al marzo del 2014), membro di Sinistra anticapitalista e attualmente redattore di Popoffquotidiano.it. La sua è la storia di un giornalista che fa inchiesta a partire dai fatti del G8 e che sta sempre dalla parte dei più deboli.
Sempre nei collegi liguri a ponente, più a ponente che si può, troviamo Amelia Narciso, presidente della sezione dell’ANPI di Sanremo e Mauro Servalli, consigliere comunale del gruppo “Imperia Bene Comune”, attivo nel sociale e nei collettivi locali.
Una squadra che si valorizza nelle differenze e che si compatta non in una mera contrarietà all’esistente, ma nella obiettiva necessità di offrire una alternativa tanto nel voto di marzo quanto nel più vasto orizzonte sociale di un anticapitalismo che ritrova sé stesso nel momento in cui si riscopre senza età, pieno di una passione che sembrava neve sciolta al sole e che invece pervade il singolo e il collettivo di Potere al Popolo! facendone una novità che può davvero stupire nel piatto panorama politico di una uniformità di proposte tutte volte allo status quo nel peggiore dei casi e al timido riformismo in salsa socialdemocratica nel (“Diciamolo…”) migliore dei casi.
E ora si va ad incominciare davvero: abbiamo meno di trenta giorni per battere un quorum del 3% e per dimostare a chi fa fatica a sbarcare il lunario (e a chi proprio non riesce a sbarcarlo) che una quinta opzione esiste: oltre le destre, oltre voglie di nuovi centrosinistri, oltre i partiti di governo, oltre i populismi neri e gialli.
Noi ce la metteremo tutta. Voi non lasciateci, non lasciatevi soli.

REDAZIONALE

5 febbraio 2018

foto di Marco Sferini

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