TPL e la “soluzione alternativa” che può esistere | Rifondazione Comunista – Savona

TPL e la “soluzione alternativa” che può esistere

Nella vita di una comunità i servizi ai cittadini devono rimanere nelle mani del pubblico. Uno di questi servizi è il trasporto provinciale. Il buon funzionamento del sistema di trasport aiuta i cittadini a muoversi sul territorio con un costo basso e impedisce l’uso dei mezzi privati che già assediano le nostre città strette sul mare. Eppure tale servizio rischia di diventare ben presto una fonte di lucro per pochi. La situazione di TPL, anche dopo il cattivo esito dell’incontro tra sindacati dei lavoratori, azienda, Provincia e Comune di Savona, continua a peggiorare, sospinta inesorabilmente verso una gara che per la prima volta aprirà la strada ai privati.

Naturalmente la prima causa di questa situazione sta nelle politiche portate avanti dai governi del PD negli ultimi dieci anni, con i gravi tagli agli enti locali. L’azienda del trasporto savonese, come più volte rimarcato, è sana, ma deve fare i conti con le quote non versate da enti già indeboliti. Ben consci che il problema non è solamente della nostra provincia, ma percorre tutto lo Stivale, vogliamo sottolineare come la gestione della cosa pubblica non si debba limitare al controllo dei bilanci, peraltro importanti, ma deve seguire una volontà politica e una visione del futuro da realizzare. In tutto questo la Provincia di Savona (seguita dal Comune capoluogo) se ne lava le mani affermando che non ci sono fondi e che quindi l’apertura ai privati è una cosa necessaria per salvare il salvabile.

Sono anni che ci raccontano la storiella del “non esiste soluzione alternativa” e usufruendo del parere dei tecnici, sempre insindacabili e portatori di verità rivelate, fanno passare le privatizzazioni più svariate, anche in barba ai referendum del 2011. Sul caso di TPL  la Provincia e l’Amministrazione comunale hanno scelto una linea politica ben precisa: favorire i profitti di pochi a discapito degli interessi della comunità. I nodi stanno venendo al pettine e queste decisioni, alla fine, si pagano sempre. Ma i primi a farne le spese, nel senso letterale del termine, saranno i cittadini.

In tutta la regione Liguria, Savona è la sola provincia che percorre la strada della gara, scaricando su altri la patata bollente della gestione, riservandosi un ruolo di supervisione e abdicando al proprio ruolo istituzionale. Questa non è una decisione dei tecnici, ma un indirizzo politico chiaro!

Nelle scorse settimane, anche quando tutta l’attenzione veniva indirizzata verso problematiche di ben altra natura, abbiamo lanciato e rimarcato l’allarme sulle privatizzazioni a cominciare da TPL, ma senza dimenticare i forni crematori del Comune di Savona e la situazione di ATA.

Se i lavoratori di TPL opteranno per lo sciopero, noi saremo dalla loro parte, e continueremo ad insistere nella ricerca di una soluzione diversa, come ad esempio la gestione “in house” che mantenga la responsabilità pubblica. Cosa su cui, peraltro, si sta già lavorando a Genova. Creerà un po’ di disagio, ma bisogna tornare a capire che la solidarietà tra le persone è l’unico strumento che può realmente rimettere in crisi questo sistema che crea solo disuguaglianze economiche e sociali.

FABRIZIO FERRARO
Segretario provinciale Rifondazione Comunista – Savona

MARCO RAVERA
Consigliere comunale “Rete a Sinistra – Savona che vorrei”

22 gennaio 2018

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *