Tenere alta l’iniziativa antifascista a partire dalle Istituzioni

In queste settimane, e non solo, mi sono e ci siamo sentiti ripetere che “sono cose che appartengono alla storia”, “sono cose superate”, “non c’è alcun pericolo neofascista in Italia”, fino all’intellettualmente disonesta equiparazione fra fascismo e comunismo.

Ma nel frattempo si usano le foibe (orgoglioso di essere stato l’unico a votare No in Consiglio comunale) e singoli episodi per riscrivere la storia (a tal proposito colgo l’occasione per esprimere la mia solidarietà per gli insulti ricevuti, sul “caso Ghersi” dal Presidente ANPI Samuele Rago), compaiono nel territorio comunale scritte inneggianti a Mussolini (mi attiverò in Comune per farle togliere), finte associazioni, dietro cui si nascondono i “fascisti del terzo millennio”, aprono sedi nelle città, il clima verso gli ultimi, soprattutto se migranti, si fa sempre più pesante e violento.

Questo anche perché nel nostro Paese non c’è una storia condivisa (basti leggere i commenti sui social network). È così, ad esempio, in Francia per la Rivoluzione Francese o in Germania che ebbe un processo di “denazificazione” volto a liberare da ogni rimasuglio dell’ideologia nazionalsocialista la società, la cultura, la stampa, l’economia, la giustizia e la politica.

Non è purtroppo così in Italia per la lotta per la liberazione dal nazifascismo. Per la Resistenza. In questo paese ci sono ancora nostalgici del regime e persone che ignorano, volutamente o meno, il ruolo determinante che ebbero i partigiani, tra cui molti comuniste e comunisti, nella Liberazione e nella costruzione della Repubblica “fondata sul lavoro” e nello scrivere una delle più evolute costituzioni del mondo. Per comprendere meglio faccio un semplice paragone: in Italia la nipote di Mussolini, nostalgica del nonno, siede comodamente in Parlamento, in Germania i nipoti di Hitler hanno deciso autonomamente di non avere figli per porre fine alla “dinastia”.

Ma Savona, città Medaglia d’Oro alla Resistenza, ha saputo rispondere a questo crescente clima di odio e intolleranza prima con la straordinaria manifestazione del 14 ottobre, organizzata dalle ragazze e dai ragazzi del Coordinamento Antifascista, poi con il presidio promosso in tutta Italia dall’ANPI, svoltosi a Savona il 27 ottobre. Ma non possiamo fermarci, dobbiamo continuare la nostra azione antifascista. I fatti ci stanno dando, purtroppo, ragione come dimostrano le vili minacce ricevute da ANPI e Comunità islamica tramite dei “lenzuoli ignoranti” affissi, di notte, da Forza Nuova, partito che la Corte di Cassazione, l’8 gennaio 2010 (sentenza 19449 Quinta sezione penale), ha definito “nazifascista”.

Non a caso per mettere un freno al proliferare di movimenti, associazioni e partiti che si richiamano più o meno esplicitamente al “Ventennio”, l’ANPI aveva giustamente invitato i comuni a prendere posizione anche negando sale e spazi pubblici. A Savona un ordine del giorno, purtroppo presentato in solitaria dal gruppo del PD, ma approvato grazie anche al nostro lavoro politico visto che avevamo tutto l’interesse a farlo approvare, è stato approvato con 11 voti a favore, 8 astenuti e 6 contrari. Ma questo non basta. Dovremmo essere capaci di intervenire nelle sacche di disagio sociale in cui le formazioni neofasciste tendono a proliferare.

Purtroppo questo chiama direttamente in causa le politiche dei governi che si sono succeduti che hanno aumentato la povertà e diminuito il lavoro scatenando un’autentica guerra tra poveri che vede nel migrante il principale bersaglio, basti pensare alle ordinanze razziste di Alassio e Carcare o all’applicazione del cosiddetto “DASPO urbano” contenuto nei decreti Minniti-Orlando. Queste politiche favoriscono i neofascisti, blocchiamole.

Nelle luoghi di Cristoforo Astengo e Sandro Pertini, di Clelia Corradini e Ines Negri non possiamo fare un passo indietro. E il ruolo dell’ANPI dovrà essere, come lo è stato per straordinaria iniziativa di popolo per il No al referendum costituzionale del 4 Dicembre scorso, centrale e determinante.

MARCO RAVERA
Consigliere comunale di Rete a Sinistra – Savona che vorrei

5 gennaio 2018

articolo pubblicato su “I Resistenti”, periodico dell’ANPI di Savona, anno X – numero 3 / 2017

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *