Dalla fine del Brancaccio a “Potere al popolo”: una sinistra diffusa tutta da costruire

Pubblichiamo di seguito il collegamento all’intervista fatta da Radio Radicale al Segretario nazionale di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo sugli ultimi temi inerenti la ricerca dell’unità a sinistra in vista delle prossime elezioni politiche.
L’intervista, viste le accelerazioni che si sono prodotte nei rapporti tra i partiti e tra i soggetti promotori di differenti assemblee nazionali sia organizzative sia programmatiche, in alcuni punti considera ancora l’ipotesi del percorso apertosi nel giugno scorso al Teatro Brancaccio di Roma come un viatico concreto per la sinistra di alternativa.
Come ben saprete, questa ipotesi è saltata.
Pertanto, nel proporre alle lettrici e ai lettori un quadro complessivo degli attuali rapporti a sinistra, facciamo seguire anche il video con l’intervento del Segretario nazionale del PRC all’assemblea romana che si è tenuta in sostituzione di quella del Brancaccio, autoconvocata su iniziativa delle compagne e dei compagni del Centro sociale Ex OPG “Je’ so pazzo” di Napoli.
Infine, vi proponiamo la lettura della dichiarazione di Maurizio Acerbo resa in risposta all’appello del Coordinatore nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, per non disperdere forze e consensi.
Buon ascolto e buona lettura.

LA REDAZIONE

20 dicembre 2017


Sinistra, Acerbo a Fratoianni: «Bene appello all’unità. Ma che sia sinistra alternativa al PD prima e dopo le elezioni, o a noi non interessa»

Nicola Fratoianni ha lanciato un “accorato appello” all’unità rivolto tra gli altri a Rifondazione Comunista. Ne apprezzo il tono ben diverso da quello delle interviste recenti.

Spero che non si agiti il tema dell’unità in maniera strumentale ma con seria preoccupazione. Trovo poco plausibile per esempio invitare a subire un accordo di vertice che evidentemente non funziona. È stato un tragico errore depotenziare il Brancaccio per chiudere più facilmente un accordo elettorale, anteponendo a tutto l’asse con MDP.

Per quanto ci riguarda lanciamo anche noi un accorato appello all’unità: vengano accolti i punti proposti da Tomaso Montanari – che noi abbiamo sempre condiviso – per liste rinnovate senza uomini di governo del passato e aperte a forze nuove.

Si esprima chiaramente una linea di alternativa al PD prima e dopo le elezioni: impossibile non dire dove si vuole andare, se l’obiettivo è quello di un polo autonomo della sinistra o la riedizione dell’alleanza con il PD. Un punto davvero dirimente, e che del Brancaccio è stato fondativo.

Si proponga un programma di radicale rottura, capace di parlare alle ferite aperte della nostra società. Assurdo lasciare a Salvini e Di Maio l’obiettivo della cancellazione della riforma Fornero delle pensioni.

Assurdo non tenere ferma una posizione di critica radicale dei trattati europei.

La Cgil definisce il Fiscal Compact nemico di crescita, sviluppo e coesione. Come si fa a fare la sinistra senza impegnarsi a non ratificarlo e insieme a cancellare il vergognoso pareggio di bilancio in Costituzione?

Si ricostruiscano infine percorsi democratici capaci di non frustrare nuovamente il protagonismo e la partecipazione delle tante e dei tanti che in questi mesi hanno organizzato assemblee, discusso di programmi, messo a disposizione tempo, intelligenza, passione politica.

La formazione che dovrebbe nascere il 2 dicembre, se non ci saranno ripensamenti, non avrà l’aspetto della “sinistra nuova e radicale” invocata dal Brancaccio. Ed è un problema che dovrebbero porsi anche le compagne e i compagni di Sinistra Italiana.

MAURIZIO ACERBO
Segretario nazionale di Rifondazione Comunista

17 novembre 2017

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