La cattiva scuola della “Buona scuola” in provincia di Savona

Negli scorsi giorni numerosi disagi hanno colpito gli studenti e le scuole savonesi, in quanto da anni ci troviamo di fronte a gravi problematiche strutturali all’interno di molti edifici scolastici della provincia. Tali difficoltà annuali come si diceva, sono diventate oramai in modo inammissibile quasi una consuetudine più che un’emergenza. Basti pensare ai continui problemi tecnici relativi alla mancanza di elettricità o di riscaldamento, come quelli dell’ ITIS “Ferrari – Pancaldo” a Savona.
Nella stessa situazione si trovano l’Istituto Geometri “Falcone” di Loano; e l’Alberghiero “Migliorini” di Finale Ligure, che ancora recentemente si sono ritrovati con i locali al freddo.
La situazione non è migliore in Valbormida, con il Liceo “Calasanzio” di Carcare costretto a chiudere due aule, lo scorso mese a causa di pericolose crepe sui soffitti.
Rifondazione Comunista esprime ovviamente tutta la sua solidarietà agli studenti, agli insegnanti e al personale ATA, che subiscono questi disagi. Naturalmente tali problematiche, che non sono certo una responsabilità delle direzioni didattiche; ci domandiamo però cos’abbia intenzione di fare l’Amministrazione provinciale a riguardo.
La Provincia di Savona ha assolutamente il dovere di garantire il diritto allo studio e la messa in sicurezza strutturale dei locali scolastici. Sarebbero questi gli effetti, tra le altre cose, della cosiddetta “Buona Scuola”?
Chiediamo all’Amministrazione provinciale di fare chiarezza riguardo a queste difficoltà e di intervenire tempestivamente per risolvere la situazione.

FABRIZIO FERRARO
Segretario provinciale Rifondazione Comunista

ALBERTO SGUERSO
Responsabile provinciale Politiche Sociali

14 novembre 2017

foto: Pixabay

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