100 anni dall’Ottobre: la lotta anticapitalista continua

Certe ricorrenze hanno un significato speciale, non solo per la Storia ma anche per l’immaginario e l’inconscio collettivo.

Cento anni fa la presa del Palazzo d’inverno a San Pietroburgo, il simbolo del potere russo. La rivoluzione bolscevica compì quel giorno il passo decisivo per il sovvertimento del sistema politico e sociale nella patria degli Zar.

In quel momento un’intera classe di sfruttati, dalle industrie al mondo agricolo, si sollevarono contro i loro sfruttatori, borghesi o aristocratici che fossero. L’evento del 7 novembre 1917 e i giorni che ne seguirono rappresentano ancora oggi un esempio di quel cambiamento radicale in grado di abbattere il sistema dominante.

Certamente la svolta autoritaria introdotta da Stalin a metà degli anni Venti e alcune delle fallaci esperienze dei paesi a Socialismo reale ci inducono a riflettere su come a volte le cose possano essere più difficili rispetto al previsto. Dagli errori commessi, anche per limiti umani o di visione di lungo raggio, in nome e per conto di una società egualitaria e senza padroni sfruttatori, dobbiamo trarre una grande lezione per il futuro. Capire per non ripetere.

Eppure, quei 10 giorni che sconvolsero il mondo, usando il titolo del libro scritto dal giornalista americano John Reed, descrivono una delle pagine più importanti per i più deboli di tutto il mondo. La rivoluzione comunista sollevò il popolo russo dall’arretratezza dell’impero zarista e fu portatrice di progresso sociale. Una visione colma di speranza che rimarrà nella Storia e nella memoria di ogni essere umano che ha a cuore le sorti degli sfruttati. Perchè ancora oggi quell’evento mette grande paura ai padroni.

Lunga vita alla Rivoluzione d’Ottobre e alla lunga lotta che ci porterà a liberare l’umanità dal capitalismo.

FABRIZIO FERRARO
Segretario provinciale Rifondazione Comunista – Savona

7 novembre 2017

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