C’è un problema a Bragno: il nome di Corso Stalingrado

Gli eventi storici passati, anche se tutti necessari a modellare il nostro presente, spesso non hanno la stessa importanza. Esistono degli episodi chiave che possono davvero cambiare gli esiti della Storia e portarci ad un presente totalmente differente.
Uno di questi episodi particolari è la battaglia di Stalingrado, decisiva sul fronte europeo all’interno della Seconda Guerra Mondiale.
Quella battaglia, durata 7 mesi e con oltre un milione e mezzo di morti feriti e dispersi (solo i sovietici ebbero circa 500mila morti e 650mila feriti), ha segnato l’inizio della disfatta nazifascista.
Se quella battaglia avesse avuto un esito differente, oggi certamente vivremmo in un mondo diverso, assai peggiore di quello modellato dal sistema capitalistico.
Paolo Lambertini, neo sindaco di Cairo Montenotte, sostiene che esista la necessità di cambiare nome al Corso intitolato alla celebre battaglia e che attraversa la frazione di Bragno perché “anacronistico”, proponendo di intitolarlo a qualche cittadino che abbia dato lustro al comune cairese.
Oltre che contrari, la proposta ci lascia stupiti nel suo merito. Gli eventi storici fondamentali non sono mai anacronistici ma rimangono in una memoria collettiva presente ancora oggi. Nel caso specifico la battaglia di Stalingrado contribuì in maniera determinante a segnare la sconfitta nazifascista sul fronte europeo e a quell’episodio eroico e di resistenza siamo tutti debitori.
Per quanto negato dal Sindaco, a muovere tale proposta vi è una scelta politica evidente. Perché un conto è cambiare la toponomastica ad una via che porta il nome di una città, un altro è cambiare nome ad eventi storici dalla grande valenza simbolica.
Le problematiche di un comune importante come Cairo Montenotte sono ben altre e prioritarie. Tentare di cambiare nome alle vie, mettendo nel dimenticatoio la Storia è un esercizio politico che non interessa ai cittadini e alle loro problematiche della vita di tutti i giorni.

FABRIZIO FERRARO
Segretario provinciale Rifondazione Comunista – Savona

29 ottobre 2017

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