Un Circolo di Rifondazione per Silvia

Da ieri, 6 ottobre 2017, il Circolo di Savona di Rifondazione Comunista porta il nome della compagna SILVIA POGGI. Di Silvia vi avevamo parlato più di un anno fa dalle pagine di questo sito per ricordarla nelle ore immediatamente successive alla sua scomparsa.
Oggi invece ve ne parliamo legando passato a presente e futuro in una stagione sociale e politica dove l’attività gratuita, volontaria, spontanea della cosiddetta “militanza” (termine orrendo perché si lega sempre troppo all’irregimentamento dal sapore bellicista) viene sempre meno insieme alle tante forme di volontariato che, come testimoniano i giornali, vedono precipitare i numeri di coloro che sono disposti a sacrificare parte della loro vita per una idea, per una propensione altruistica, per qualcosa che non sia remunerativo se non per passione, per soddisfazione intrinseca, nascosta nella coscienza di ciascuno.
Ecco, se c’è un messaggio sociale e politico che Silvia ci ha lasciato è proprio questa volontà, quell’interpretare la vita non come qualcosa di separato dal resto dell’umanità che la circondava, ma valorizzando ogni aspetto singolo e collettivo che mettesse in essere lo “stare insieme” e insieme, quindi lavorare per una causa comune.
Nel 1991 per Silvia quella causa fu ancora il Comunismo, la riproposizione in Italia di quel processo politico espresso nel binomio “rifondazione comunista”: una attualità non del passato, nessuna nostalgia ma semmai il rinverdimento di valori di uguaglianza, solidarietà e giustizia sociale.
Rifondare il movimento comunista in Italia in un nuovo partito che non fosse più il “vecchio PCI” era impresa veramente difficile perché in quello stesso momento in cui si proponeva come tale entrava in contrasto con le ragioni che avevano negato la vita del più grande partito comunista del cosiddetto Occidente, quello spregiudicamente per antonomasia capitalistico.
Silvia, insieme a Faliero, ad Armando, a Ino, a Sarina, a Walter, a Salvatore e a tante altre compagne e tanti altri compagni aveva dato vita a Savona, nello specifico nel quartiere di Legino, a Rifondazione Comunista.
Ma per la sua formazione culturale e per la sua sensibilità che oltrepassava i confini del Partito stesso, Silvia, come molti di noi, aveva quella spiccata voglia di “fare” rimanendo in costante collegamento con le realtà sociali del territorio: dalla Società di Mutuo Soccorso “Fratellanza leginese” all’impegno istituzionale in Circoscrizione.
La lettura politica della società era per lei l’inizio di un percorso di approfondimento che segnerà tutta la sua esistenza.
Anche quando lascerà Rifondazione Comunista, non verrà mai meno per lei il legame con la “comunità-Partito”, quindi con i rapporti prima di tutto umani che trovavano e trovano tutt’ora la migliore espressione nel mese estivo in cui si svolge la festa provinciale del PRC.
Silvia, dunque, è stata e rimane per noi una donna che ha vissuto sé stessa mediante l’altruismo più bello e generoso che caratterizza sovente le comuniste e i comunisti.
Molti non comprenderanno, in un mondo dove – come si diceva all’inizio – sempre meno persone sono disposte a dare del proprio tempo, delle proprie energie intellettuali e materiali senza una contropartita di denaro in cambio, cosa possa significare la gioia che dà questa lotta. Potrà apparire retorica ciò che invece non è soltanto un grande ideale sul quale si imposta la quotidiana dinamica che ci porta a lavorare per superare il sistema capitalistico dello sfruttamento, delle merci e del profitto; potrà apparire anche retorico tutto ciò, ma per noi è la più alta espressione di una umanità che non sogna più insieme, che si esprime singolarmente in tanti piccoli egoismi.
Per questo abbiamo chiesto a Giovanni (papà di Silvia) e a Sergio (suo fratello) se potevamo ricordare e tenere Silvia con noi ogni giorno dedicandole il Circolo cittadino di Rifondazione Comunista.
La loro risposta è stata: “E ce lo chiedete pure!”. Ecco, in questa risposta c’è già tutto e tanti discorsi non servono, perché, come abbiamo scritto nella targa che abbiamo voluto donare alla famiglia, “Chi ha compagni non muore mai”.
Lo si cantava negli anni ’70, quelli “nati dal fracasso” del ’68, delle grandi speranze rivoluzionarie.
Così, nella serata di ieri alla Società di Cantagalletto abbiamo unito i ringraziamenti a tutte e tutti per il lavoro alla RifondaFesta 2017 e abbiamo intitolato il Circolo a Silvia.
La grande crisi dei giorni nostri ci parla ancora di una necessità di riscatto sociale, di ripresa delle abitudini comunitarie, di partecipazione attiva, spontanea. Come quella che Silvia ha regalato a tutte e tutti noi.
Grazie Silvia. Il viaggio continua. Insieme.

RED.

7 ottobre 2017

foto di Marco Sferini

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