Rete a Sinistra contro i decreti “Minniti – Orlando”

Pubblichiamo l’Ordine del giorno dei gruppi consiliari di “Rete a Sinistra – Savona che vorrei” e “Noi per Savona” sui decreti emessi dal governo in materia di sicurezza con particolare riferimento alla situazione dei migranti nel nostro Paese

COMUNE DI SAVONA

ORDINE DEL GIORNO

(ai sensi dell’art.30 del Regomento del Consiglio comunale)

Oggetto: Decreti Minniti-Orlando

IL CONSIGLIO COMUNALE

Ricordata

  • L’entrata in vigore dei Decreti legge di iniziativa governativa n.13 (“Disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti di protezione internazionale, nonché per il contrasto all’immigrazione illegale” del 17 febbraio 2017) e n.14 (“Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città” del 20 febbraio 2017), Decreti cd “Minniti” dal nome del Ministro dell’Interno proponente;

Considerato che

  • pur nella diversità degli ambiti di intervento e di applicazione, entrambi i provvedimenti hanno una comune matrice di fondo, che è quella di interpretare gli odierni problemi sociali anche epocali e di marginalità sociale (soggetti deboli presenti nelle città e/o migranti) solo come rischio per la sicurezza dei Cittadini, con una visione distorta e limitata, con l’evidente risultato di acuire l’esclusione sociale e il contrasto nelle comunità;

  • sono stati diminuiti gli interventi per ridurre la suddetta esclusione, a causa di vari interventi anche dell’attuale Esecutivo, come la riduzione a un terzo del Fondo Sociale Nazionale;

  • la motivazione addotta dai presentatori dei provvedimenti (rispondere alle esigenze di sicurezza dei Cittadini) è smentita dai dati del Ministero dell’Interno (Conferenza stampa dell’agosto 2016): sono in sostanziale calo i reati in generale, e soprattutto quelli a più immediata percezione della Cittadinanza (- 9,2% furti, -10,6% rapine). I reati commessi da migranti non sono superiori pro capite rispetto ad altre categorie di soggetti, e sono pari a zero per quanto riguarda i richiedenti asilo;

  • in riferimento al Decreto sulla sicurezza nelle città, è stato lanciato un appello di netta contrarietà al Decreto stesso da parte di numerose Associazioni nazionali che operano nel settore dell’accoglienza e dell’inclusione sociale (Gruppo Abele, Comunità San Benedetto al Porto, Lega italiana per la lotta contro l’AIDS, Forum droghe Antigone onlus, Coordinamento nazionale Comunità di accoglienza, La Società della Reagione onlus, Legacoop sociali, Rete italiana Riduzione Danno, L’Isola di Aran, ecc.).

Rilevato che

  • il Decreto n.13 “Disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti di protezione internazionale, nonché per il contrasto all’immigrazione illegale” del 17 febbraio 2017 si inserisce in un contesto di accordi (tesi al rimpatrio dei migranti) realizzati e auspicati dall’attuale Esecutivo con Stati dittatoriali e/o comunque con Stati che non rispettano minimamente i diritti umani, come il Sud Sudan e la Libia. Per l’accordo con quest’ultima, l’Italia ha già ricevuto una condanna dalla Corte europea dei diritti dell’uomo nel 2012;

  • l’obiettivo unico indiscutibile dei rimpatrii è perseguito con la previsione di realizzare numerosi nuovi CIE, di cui ogni analisi indipendente dimostra la funzione meramente detentiva, priva del rispetto dei diritti umani delle persone lì rifugiate, e priva di condizioni accettabili di accoglienza;

Rilevato inoltre che

  • il Decreto n.14 “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città” del 20 febbraio 2017 , nella logica “securitaria” dei suoi provvedimenti, appare ricalcare in buona parte il cosiddetto “pacchetto sicurezza” emanato dall’allora ministro Marroni (in particolare il Decreto n.92 del maggio 2008 e conseguenti modifiche al TUEL) poiché dà poteri sanzionatori anche ai Sindaci contro varie categorie di cittadini (fragili e socialmente marginali) considerati causa di danni “al decoro”, alla “quiete pubblica”, e alla “moralità” (come esplicitamente indicato dal Decreto attuale);

  • il sopracitato Decreto n.14 (20/2/2017) presenta gravi profili di incostituzionalità, poiché dà il potere di limitare la libertà di circolazione delle persone (ad es. il cd Daspo urbano) a soggetti non detentori di potestà giurisdizionale, ma solo amministrativa, e estende sine die i poteri conferiti ai Sindaci per necessità urgenti, inserendo, accanto al problema esclusivamente sanitario, anche quelli relativi al decoro, all’accattonaggio, alla prostituzione, alla vendita di materiale contraffatto, ecc.;

Valutato quindi che

  • entrambi i provvedimenti si inseriscono nel medesimo filone che tende alla criminalizzazione e all’allontanamento del “diverso”, a livello sia nazionale (per i migranti) sia locale (per le categorie oggetto dei Decreti), con un corpus giuridico teso, di fatto, alla costruzione di “muri” nel Paese e nelle Comunità locali, pienamente ascrivibile alle derive securitarie e respingenti presenti in numerosi Paesi europei e non solo;

  • visti i palesi profili di incostituzionalità, gli stessi Comuni che dovessero applicare i Decreti, in particolar modo il n.14 (“Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città”), potrebbero veder configurare poi rivalse nelle sedi opportune da parte dei soggetti colpiti dai provvedimenti. Si tenga anche conto della possibile disomogeneità di applicazione del Decreto, con ricadute sulla governance delle comunità locali interessate;

  • comunque non si può minimamente ravvisare una necessità e un’urgenza tali da giustificare su questi temi la decretazione d’urgenza, da parte del Governo, se non per motivazioni di natura meramente elettorale;

IL CONSIGLIO COMUNALE

  • chiede al Governo e al Parlamento di ritirare i due Decreti citati e altresì di rafforzare la collaborazione con i Comuni per il sostegno all’accoglienza diffusa, per l’incremento dei fondi per le politiche sociali e d’inclusione (a partire dal Fondo Sociale Nazionale) e per il contrasto e la riduzione della marginalità sociale;

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

  • a non ricorrere agli strumenti previsti dai suddetti Decreti e a sollevare, anche in via incidentale nelle sedi opportune, domanda di legittimità costituzionale dei Decreti stessi;

  • ad agire in tutte le sedi possibili e deputate per opporsi all’applicazione , anche parziale, dei provvedimenti previsti nei Decreti suddetti, qualora Istituzioni della Repubblica sovra ordinate al Comune ne imponessero l’applicazione.

MARCO RAVERA – Consigliere comunale “Rete a Sinistra – Savona che vorrei”

DANIELA PONGIGLIONE – Consigliera comunale “Noi per Savona”

2 maggio 2017

foto tratta da Pixabay

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