X Congresso :: Vado Ligure e Ponente, i territori rilanciano il Partito

PRC Vado LigureCon Savona città è il circolo più grande della Federazione provinciale: parliamo dei compagni e delle compagne di Vado Ligure e Quiliano che, da un anno a questa parte, hanno inglobato anche i territori degli ex circoli di Spotorno e Noli e che oggi hanno tenuto, insieme ai compagni del Circolo del Ponente, il loro X Congresso.
Una realtà politica che si va espandendo e che, dopo l’affermazione elettorale alle comunali di Vado Ligure con la lista “L’Altra Sinistra per Vado” con un 7% di voti che non ha però purtroppo consentito l’ingresso nel consiglio cittadino, ha conosciuto uno sviluppo proprio grazie all’interazione tra iscritti e simpatizzanti, tra Partito e Città.
Valeria Ghiso, segretaria uscente vadese, su questi punti parla al congresso in questi termini: “La crisi che ha attraversato il nostro territorio in questi anni è stata drammatica. Vado, che insieme alla Valle Bormida era stata il bacino industriale del savonese, in pochissimo tempo è diventata  il simbolo della deindustrializzazione.
Hanno chiuso, una dopo l’altra, in un brevissimo arco di tempo tutte le maggiori realtà produttive e quelle che ancora sono rimaste aperta, come la Bombardier, stanno riducendo drasticamente gli occupati con licenziamenti e lunghi periodi di cassa integrazione.
Tutto questo ha creato una grande frustrazione, una crisi sociale oltre che economica. L’una è conseguenza dell’altra e inseme si accompagnano in un triste balletto di impossibilità nell’intravedere un futuro per le giovani generazioni.
La chiusura di Tirreno Power in particolare ha creato un redde rationem anche nella società civile vadese in cui, spesso, Rifondazione Comunista è diventata una specie di capro espiatorio delle difficoltà politiche nella gestione di crisi economiche di livello provinciale, se non regionale.
Il recupero di un dialogo con i cittadini lo abbiamo portato avanti durante la campagna elettorale per le ultime amministrative: abbiamo tenuto assemblee nei vari quartieri del comune; abbiamo fatto banchetti, gazebo, volantinaggi e abbiamo così creato una struttura politica e sociale per il Partito che è uscito dalle sue stanze ed è diventato amico di strada di molte persone senza più un preciso riferimento, un colore politico.
Per il referendum costituzionale abbiamo anche costruito un comitato locale, unitamente a Sinistra Italiana e all’ANPI, con i quali il rapporto di collaborazione continua.
A questo proposito ringrazio la compagna Nadia Ottonello che ci ha inviato i saluti del circolo locale di Sinistra Italiana, essendo impossibilitata ad essere presente al nostro congresso.
Tutte queste attività, se da un lato ci hanno avvicinato ai cittadini, e viceversa, hanno creato conflitti con il Partito democratico, arroccato su posizioni per noi non discutibili.
Oggi la crisi economica si fa ancora sentire fortemente e bisogna, dunque, continuare a cercare di dare forza a Rifondazione Comunista, alla sinistra di alternativa, per essere il punto di riferimento del mondo del lavoro e dei comitati che si battono contro lo sfruttamento del territorio in nome di una socialità dei beni comuni che viene sempre meno sentita da chi si definisce “di sinistra” e poi pratica politiche economiche di destra.
Il momento politico del X Congresso è importante per questo: rilanciare l’autonomia di Rifondazione Comunista in un contesto unitario delle forze della sinistra di alternativa, costruendo un polo antiliberista che non guardi al compromesso sociale tra capitale e lavoro ma ad un rinnovato conflitto tra interessi opposti che nessun “centrosinistra” reimbellettato può mettere sullo stesso piano, può mettere d’accordo.”.
congresso Vado Ponente 2Il dibattito che è seguito ha alla presentazione dei documenti (per il documento 1 è intervenuto Marco Sferini; per il documento 2 Beppe Castronovo della federazione di Torino) ha visto sottolineature sulla necessità di rilanciare l’opzione dell’alternativa sociale rappresentata dai comunisti partendo dai movimenti unitamente al lavoro (Walter Surano), riqualificando i valori fondativi della diversità del nostro Partito come l’antifascismo non slegato dall’anticapitalismo (Pasqualina Rotondo), combattendo un minoritarismo in cui molti ci vorrebbero relegati proprio perché esprimiamo una opposta visione di società rispetto a tutte le altre forze politiche (Silvio Pirotto).
Un dibattito unitario, ricco di stimoli, che ha visto partecipare anche i compagni del Circolo del Ponente: il segretario Giuseppe “Pino” Scagnolari ha evidenziato le difficoltà del PRC nella zona che va da Finale Ligure fino ai confini con la provincia di Imperia: “Serve un aiuto dalla Federazione per ricreare le condizioni di reinsediamento del Partito nei luoghi sociali e di lavoro, laddove soprattutto non siamo mai riusciti ad avere ascolto. Soprattutto oggi, in questa difficile fase fatta di qualunquismo e populismo, di facili risposte delle destre a gravissimi problemi sociali molto sentiti nel ponente savonese.”.
Molto accorato l’intervento di uno storico dirigente e militante quale è Gianluigi Caviglia: “Ho sentito citare il termine ‘classe sociale’ e ho avuto un brivido. Non riesco più a percepirla la ‘classe’ così intesa: socialmente. Vedo solo dei branchi di animali impauriti che vagano senza speranza, senza un luogo dove poter trovare un rifugio. Senza la sinistra. E noi comunisti abbiamo il dovere di rappresentare fattivamente quel luogo. Esserlo concretamente.
Non si può pensare di essere e proclamarsi “di sinistra” come fa il PD soltanto perché si partecipa alle manifestazioni e alle cerimonie antifasciste. L’antifascismo è comportamento politico sempre e non solo cerimoniale e si concretizza nella piena attuazione della Costituzione che abbiamo difeso fortemente con la vittoria del NO il 4 e 5 dicembre scorsi.
Non dimentichiamoci questo grande momento, questa vittoria che dopo tanto tempo abbiamo contribuito a creare, anche contro chi ci accusava di stare con i fascisti e lavorava, nel contempo, per distruggere quell’antifascismo rappresentato dall’equilibrio dei poteri nato con la Carta del 1948.”.
Le votazioni sui documenti hanno visto l’unanimità per il documento 1 in entrambi i congressi di circolo: 12 voti a 0 in quello di Vado Ligure – Quiliano; 4 voti a 0 in quello del Ponente.
Sono stati eletti delegate e delegati al X Congresso provinciale: Luigi Di Blasi, Valeria Ghiso, Antonio Murru, Silvio Pirotto, Antonella Saccone, Walter Surano per il Circolo di Vado Ligure – Quiliano; a quello ponentino spettava un solo delegato e l’assemblea ha Marco Ravera con Adriana Collanominato il segretario uscente Pino Scagnolari.
Un tributo del Congresso è andato, con un lungo applauso, alla compagna Adriana Colla (nella foto accanto insieme al Segretario regionale di Rifondazione Comunista, Marco Ravera), la partigiana “Vittoria”, moglie dell’indimenticato fondatore del PRC a Borghetto e Boissano, il professor Carlo Sapetti. E’ per compagne come Adriana che oggi noi possiamo ancora essere liberamente comuniste e comunisti.

REDAZIONALE

25 febbraio 2017

foto di Marco Sferini e Alberto Sguerso

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *