Tribuna congressuale :: Una visione d’insieme tra unità delle sinistre ed Europa

Il X Congresso nazionale del Partito della Rifondazione Comunista propone due documenti molto interessanti e di pari rispettabilità, e ciò non può che essere una notizia positiva. Queste condividono innanzitutto la necessità riconosciuta circa l’esistenza di un partito comunista in Italia che si proponga di rilanciare il ruolo dei comunisti e delle comuniste con nuovi strumenti e nuove idee per risolvere i problemi dell’oggi, ma senza dimenticare la propria storia. Il fatto che non venga presa minimamente in considerazione l’idea o l’eventuale richiesta di scioglimento del nostro partito, non può che essere un elemento positivo, anche se naturalmente non è sufficiente la semplice esplicitazione di questa frase, bensì è necessario rilanciare Rifondazione Comunista.

Entrambi i documenti, inoltre, condividono sostanzialmente l’analisi della società e del sistema capitalistica che ci circonda. Appare evidente a tutti noi quanto il capitalismo, oggi nella versione neoliberista, stia letteralmente facendo saltare le strutture sociali nel mondo occidentale, così come continua ad affamare la restante parte del mondo in via di sviluppo. La globalizzazione, controllata o meno che sia, ha creato in questi trent’anni di dottrina neoliberista una corsa sfrenata all’accaparramento delle risorse nelle mani di pochi, creando allo stesso tempo un paradigma “inespugnabile” della scarsità di risorse per la restante stragrande maggioranza della popolazione sia occidentale che mondiale. Non a caso, le guerre tra poveri sono all’ordine del giorno, e in uno scenario simile, dove crescono a dismisura le ingiustizie e le disuguaglianze economiche e sociali, un partito comunista deve essere presente e portare avanti le istanze degli oppressi di questo sistema, creando una visione alternativa al quella dominante del pensiero unico.

I punti nevralgici della differenza tra i due documenti, riguardano fondamentalmente il tema dell’Europa e la questione delle alleanze tra il nostro partito e le altre forze a sinistra del Partito Democratico.

Sul primo aspetto, risulta evidente come questa Europa dei trattati, dei banchieri e delle elité economiche e speculative, quasi fosse un boa costriptor di marxiana memoria, stia rompendo da sola la struttura creata in sessant’anni di integrazione europea. L’uso di politiche monetaristiche a favore dell’euro e le imposizione di linee di austerity, a maggior ragione dopo quanto accaduto in Grecia, stanno portando l’Europa verso una lenta negazione della sovranità popolare a vantaggio della tecnocrazia e delle banche che speculano sull’economia reale dei paesi comunitari. Tale circolo vizioso sta facendo emergere formazioni di destra nazionalista e xenofoba, mentre le compagini governative della socialdemocrazia europea, provando a “temperare” gli effetti della globalizzazione, hanno creato disastri ben peggiori rispetto alle forze liberali e conservatrici.

Attualmente il nostro obbiettivo è che le sinistre riescano a prendere il sopravvento nel panorama europeo e a scardinare il sistema dall’interno, eliminando i diktat della Troika. Con un avviso: se la missione dovesse rivelarsi irrealizzabile nei prossimi anni, sarà inevitabilmente nostro dovere confrontarci con l’unica strada posta di fronte a noi, ossia la disobbedienza ai trattati sovranazionali e l’uscita dalla moneta unica. in tal caso il nostro partito dovrà essere pronto per la difficile lotta che si troverà di fronte

La seconda questione messa in evidenza riguarda le possibili alleanze del nostro partito con le altre forze della sinistra. Rivendicare giustamente l’autonomia di Rifondazione Comunista e l’orgoglio della propria storia di lotte sociali non può prescindere, ora più che mai, dal realizzare un vasto fronte di forze della sinistra che sia chiaramente alternativo al Partito Democratico (la guida di Renzi è un fattore superfluo, osservando tutto ciò che il PD è diventato dal livello nazionale fino ai vari territori), alternativo al sistema di austerity imposto dall’Europa, e antiliberista/anticapitalista. Attorno a questi tre elementi devono saldarsi le basi per un soggetto unitario e plurale per l’alternativa al sistema dominante.

Negli ultimi anni le varie liste sottoposte all’esame del voto non hanno dato risultati decisamente soddisfacenti ne tanto meno duraturi. Eppure vale la pena sottolineare quanto realizzato in Liguria con Rete a Sinistra, un soggetto politico che raccoglie da Cofferati e i primi fuori usciti del Pd fino a Rifondazione Comunista, capace non solo di riuscire ad eleggere un rappresentante in consiglio regionale, ma anche di strutturarsi e di continuare il proprio percorso aggregativo. Esperimento peraltro riuscito anche nella città di Savona nel 2016, dove oltre ad aver presentato come candidato sindaco un membro di spicco del nostro partito, siamo riusciti ad eleggerlo in Consiglio comunale, aprendo allo stesso tempo il soggetto composto dai partiti politici all’adesione di persone prive di tessere e rappresentanti del sindacato, dell’associazionismo, delle categorie professionali e del mondo della scuola. Rete a Sinistra non è la panacea di tutti i mali naturalmente, ma pur con tutte le sue problematiche potrebbe essere quel modello tanto ricercato a livello nazionale, dove le varie forze politiche e civiche, pur mantenendo la propria autonomia, collaborano per portare ai cittadini proposte alternative.

Proprio la cittadinanza vuole avere delle risposte da noi ai vari problemi della vita di tutti i giorni. Presentandoci uniti e alternativi alle tre destre, sulla base di programmi condivisi, abbiamo la possibilità di incidere e di dare risposte a quel popolo della sinistra che in Italia vaga da anni senza un punto di riferimento.

FABRIZIO FERRARO
Segretario provinciale Rifondazione Comunista – Savona

22 febbraio 2017

foto di Marco Sferini

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