X Congresso. Savona e Cairo, Rifondazione Comunista sceglie di essere autonoma ed unitaria

Il X Congresso di Rifondazione Comunista nella provincia di Savona è iniziato. I circoli di Savona città e di Cairo Montenotte hanno tenuto le loro assemblee presso la sede della Federazione provinciale del Partito. Un salone pieno di iscritte ed iscritti e anche di compagne e compagni simpatizzanti: qualche “vecchia” conoscenza della prima Rifondazione che ci ha fatto davvero piacere rivedere e novelle presenze, soprattutto femminili, che hanno riequilibrato  i generi in quanto a rappresentanza e anche ad interventi nel dibattito.
Due sono le proposte politiche di questo X Congresso nazionale: il documento 1 “Socialismo XXI, per un nuovo umanesimo” e il documento 2 “Rivoluzione e Rifondazione, il partito che vogliamo: comunista, femminista, libertario”.
Uno scontro non così frontale come in altri congressi, ma qualche differenza ovviamente esiste tra la prima proposta che auspica l’autonomia del Partito in un contesto unitario della sinistra di alternativa (sottilineato: “di alternativa”, quindi niente ipotesi di centrosinistra, niente alleanze con chi esclude l’antiliberismo come terreno fondante di un ipotetico quarto polo), e la seconda proposta che invece colloca Rifondazione Comunista maggiormente dentro ad un contesto movimentista, mettendo in secondo piano il ruolo istituzionale e facendo asse su questo per muovere una critica al gruppo dirigente.
Una critica che Laura Orsucci, relatrice per il documento 2 e membro della segreteria regionale del Piemonte, non lesina alle tesi congressuali della maggioranza uscente, citando tutte le esperienze elettorali attraverso cui Rifondazione Comunista è passata nel corso degli ultimi anni. Si salva solo “L’Altra Europa con Tsipras” che ha, effettivamente, per il rotto della cuffia passato l’asticella ed eletto tre europarlamentari, uno dei quali, Eleonora Forenza, condivide le responsabilità del gruppo dirigente in segreteria nazionale (criticando tuttavia la medesima per il percorso politico fatto) ed è prima firmataria del documento 2.
Insomma, la dialettica non manca in Rifondazione Comunista. Ed infatti, Marco Sferini, relatore per il documento 1, controbatte alle critiche affermando che il Partito ha provato a fare di necessità virtù in alcuni casi e ha fatto molta autocritica in questi ultimi anni, provando su questo versante di introspezione collettiva a ricostruire e rilanciare le ragioni fondanti di una presenza del PRC nella società italiana.
Molti dei firmatari del secondo documento hanno affermato a suo tempo che volevamo sciogliere Rifondazione Comunista con la politica delle alleanze. Ora che è evidente che, non solo questa intenzione non è mai balenata nella mente di nessuno di noi, ma che abbiamo invece cercato di continuare a sperimentare il binomio ‘autonomia e unità’ tanto sui territori quanto nazionalmente, le ragioni del documento 2 si riducono tutte solamente ad una critica al gruppo dirigente che, va detto, è veramente modesto argomento per provare ad assumere la dirigenza anche di un partito piccolo come Rifondazione.“, ha sostenuto Sferini.
Il dibattito che si è sviluppato ha trovato in tutti gli interventi momenti di analisi, critica e proposizione su tematiche differenti tra loro: dal ruolo del Partito nel mondo del lavoro e del sindacato (Giuliana Cornetti) all’esigenza di fare di Rete a Sinistra un modello per una ispirazione nazionale che coniughi unità tra differenti esperienze politiche di sinistra e singoli cittadini in un connubio che si mantenga vivo tanto dentro alle istituzioni quanto nella società civile (Marco Ravera, Fabrizio Ferraro). Altri interventi hanno posto l’accento sulle necessità del Partito savonese di rinnovarsi a cominciare dal territorio del capoluogo ridando vita ad un circolo che, prescindendo dalla federazione, faccia attività propria, ricerchi una interazione con la rappresentanza comunale e, quindi, liberi il livello federale da questa sovrapposizione che dura da troppo tempo (Piera Barberis).
La votazione sui documenti ha visto una unanimità di consensi per il documento 1: 27 voti a favore. Zero voti per il documento 2 e nessun astenuto.
Il documento 1 fa il pieno anche nel Circolo di Cairo Montenotte che, a breve, affronterà il passaggio delle elezioni comunali: anche in questo contesto autonomia e unità saranno la doppia bussola da cui muovere per proporre alla terza città della provincia una alternativa veramente di sinistra.
Al Congresso federale (che si terrà l’11 e il 12 marzo prossimi a Savona) andranno a rappresentare i circoli di Savona e Cairo Montenotte: Piera Barberis, Giuliana Cornetti Gallia, Jorg Costantino, Fabrizio Ferraro, Bruna Giacchino, Adelia Marenco, Vilma Pescetto, Franca Pregliasco, Marco Ravera, Stefano Ressia, Alberto Sguerso e Marco Sferini.
Delegati supplenti sono stati nominati: Armando Codino, Anna Maria Guarena e Giuseppe Leonardi.
Sabato 25 febbraio toccherà ai Circoli di Vado Ligure – Quiliano e del Ponente scegliere la linea politica, i nuovi dirigenti e i delegati al congresso di livello superiore.
Il cammino continua… Grazie a tutte le compagne e a tutti i compagni che hanno partecipato, a quelli che non hanno potuto farlo per impegni di lavoro: la sfida per un socialismo del XXI secolo è solo all’inizio. Anche a Savona.

RED.

Savona, 18 febbraio 2017

foto di Marco Sferini

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