Il Comune taglia ai poveri e non aumenta le tasse ai ricchi

Pubblichiamo il racconto “scanzonato” (tratto dal profilo Facebook di Marco Ravera) della seduta fiume (oltre quattro ore) della Prima commissione consiliare comunale. I tagli della giunta Caprioglio narrati con un po’ di ironia e con una attenzione particolare ai cittadini più deboli socialmente che vengono colpiti dalla mannaia del centrodestra

Oggi si è svolta la Prima Commissione consiliare con un lungo ordine del giorno.
Al primo punto, se escludiamo l’approvazione del verbale della seduta precedente, c’erano le modifiche relative al funzionamento della Consulta per il Priamar illustrata dalla Sindaca Caprioglio. Sono intervenuto dicendo che la proposta della Giunta praticamente impedisce alla Consulta di essere consultata (scusate il gioco di parole) in sede di progettazione esecutiva (infatti si limita la possibilità di intervento nella fase politica delle decisioni relative a lavori ecc. sul Priamar), inoltre la delibera di Giunta esclude che la Consulta possa esprimere pareri anche in fase di realizzazione ed esecuzione dei lavori.
La pratica, nonostante gli evidenti imbarazzi della maggioranza, è stata rinviata all’unanimità su proposta di Daniela Pongiglione e verrà nuovamente affrontata solo dopo che la Commissione avrà ascoltato i membri (o ex) della Consulta. A tal proposito è curioso rilevare una obiezione al rinvio portata avanti dal capogruppo di Vince Savona (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Nuovo Centrodestra) che si è detto disponibile al rinvio a patto che l’atto non subisca variazioni… sentiamo chi volete, ma non serve, noi non cambiano idea. Vabbé…

Il secondo punto riguardava la “Modifica degli indirizzi per la nomina, la designazione e la revoca dei rappresentanti del Comune e del Consiglio comunale presso enti, aziende ed istituzioni”. La pratica, rinviata il 10 ottobre scorso, è stata approvata a larga maggioranza (astenuto il Movimento 5 Stelle). L’ho votata anche io perché, seppur non perfetta, recepisce diversi spunti della campagna #saichivoti cui avevo aderito.

Il successivo punto ha visto la prima delibera riguardante il “piano pluriennale di risanamento” e recitava “Tariffe. Istituzione per l’anno 2017” cioè l’introduzione di due nuove tariffe comunali. Se far pagare la messa in opera dei numeri civici può avere un senso, trovo vergognoso che si facciano pagare i servizi demografici a domicilio. Sono prevalentemente i disabili e gli anziani che non possono recarsi in Comune per fare, faccio l’esempio più banale, la carta d’identità. La stessa perplessità l’hanno espressa anche la Consigliera Battaglia e la Consigliera Pongiglione. L’Assessore Silvano Montaldo ha così ipotizzato un emendamento per esentare gli ultra ottantenni e chi ha una disabilità dell’80%. Non sarà un grande risultato, ma almeno gli ultimi degli ultimi non pagheranno. Alla fine mi sono astenuto e con me il M5S.

Non meno delicata la successiva proposta di deliberazione riguardante gli asili nido e la ristorazione scolastica. Giù di aumenti. Ho proposto di far slittare il provvedimento con l’inizio del nuovo anno scolastico e di modulare le tariffe facendo pesare di più il rincaro alla fasce sociali più alti. Un Consigliere di maggioranza ha sentenziato che le mie proposte non erano eque, ma vessatorie nei confronti dei più ricchi… vabbé… La pratica è passata solo con i voti della maggioranza.

Ho votato contro anche il piano di alienazioni che prevede la vendita dello storico palazzo Pozzobonello. Ciclicamente torna la “moda” di vendere pezzi della nostra Storia.

Mi sono astenuto, con PD e M5S, alla “Variazione al Bilancio di Previsione 2016-2018” relativa al vicenda dei “derivati”.

Dopo tre ore si è finalmente giunti al “Piano di riequilibrio finanziario pluriennale” che comprende queste ed altri provvedimenti intrapresi dalla Giunta di destra. Ho criticato il Piano per il metodo (a noi Consiglieri di minoranza è stato dato davvero poco tempo per studiare tutto), per l’assenza di progettualità (tema poi ripreso da Cristina Battaglia) e per il merito. A fronte di due elementi per me positivi (la tassa di soggiorno e il taglio ai gettoni di noi istituzionali), tutto il resto rappresenta per me la chiusura della città e dei suoi servizi. Cito alcuni aspetti, ma invito tutte e tutti ad informarsi, dalla chiusura dei campi solari alla contrazione del programma del Teatro Chiabrera, dalla chiusura del Museo Archeologico alla generale diminuzione degli orari di apertura dei musei cittadini, dalle già citate mense e asili nido alla chiusura della piscina di via Trento e Trieste passando per i tagli – retroattivi!!! – sul personale. La pratica è stata approvata con i soli voti della maggioranza, ma è singolare che su un provvedimento così importante non fossero presenti anche altri Assessori a partire da quella ai Servizi sociali la leghista Cristina Bellingeri… vabbé Silvano über Alles.

MARCO RAVERA
Consigliere comunale Rete a Sinistra – Savona che vorrei

14 novembre 2016

foto tratta da Pixabay

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