Legino, Rifondazione: “L’assessore Ripamonti si dimetta!”

L’assemblea pubblica di lunedì sera nel quartiere di Legino ha dimostrato, una volta di più, quanto possa essere forte l’odio verso chi viene considerato un “diverso”. Ai messaggi e commenti aggressivi e carichi di rabbia sui social network nei giorni passati, si sono aggiunti ieri altrettanti incitamenti all’odio, con tanto di appello a bruciare altri essere umani. Incitamenti degno del Terzo Reich.

La tendenza è sempre la stessa e si ripete ossessivamente ovunque le forze di destra riescano ad agitare gli animi dei cittadini più deboli, stritolati dalla crisi: si vuole trasformare un problema sociale in un problema di sicurezza. La storia delle vecchie ronde padane lascia il campo ora alle ruspe, ora ad azioni eclatanti promesse da una parte dei cittadini di Legino. Si può ascoltare un eventuale disagio, ma senza mai dimenticare il diritto dell’accoglienza.

Ma quello che lascia più sconcertati è che ad arringare le trecento persone dell’assemblea leginese fosse un assessore, un rappresentante istituzionale, pagato con i soldi pubblici per risolvere i problemi in un clima che deve essere quello del dialogo e non dello scontro.

Se l’assessore Ripamonti ritiene che il suo ruolo gli consenta di aumentare lo scontro tra i cittadini, esasperare gli animi e aumentare la percezione della paura rispetto alla realtà dei fatti, se ritiene di poter agire in questo sconsiderato modo, noi pensiamo che abbia ampiamente equivocato l’onore e soprattutto l’onere che spetta a chi, come lui, riveste un ruolo di governo della Città.

La manifesta incompatibilità tra Ripamonti e il ruolo di assessore è evidente. Auspichiamo che il sindaco Caprioglio lo sollevi da tale incarico, in quanto siamo sicuri che Ripamonti non farà mai di sua spontanea iniziativa un gesto così dignitoso.

FABRIZIO FERRARO
Segretario provinciale Rifondazione Comunista – Savona

20 luglio 2016

foto tratta da Il Secolo XIX

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