Tirreno Power archivia il carbone. Finalmente

La notizia ufficializzata nei giorni scorsi dal Cda di Tirreno Power circa la fine della produzione di energia elettrica tramite gli impianti a carbone, rappresenta l’atto conclusivo, e per certi versi naturale, di un percorso iniziato anni fa dall’azienda e che non può essere attribuito solamente al sequestro dei gruppi nell’inchiesta sulle tante morti correlate all’uso del carbone.

In tempi non sospetti avevamo espresso la nostra critica all’azienda per aver fatto ricadere la scellerata decisione dell’uso del fossile sui lavoratori, omettendo controlli e non rispettando minimamente neanche le condizioni favorevoli concesse dall’AIA, per continuare ad investire su bassi costi di produzione all’interno di un mercato energetico fortemente indebolito. Una concatenazione di cause, quindi, di natura prettamente economica e di chiusura degli impianti da parte della magistratura per disastro ambientale, che lasciano nella preoccupazione totale i tanti lavoratori che vivono con l’incognita del futuro, soprattutto in vista della scadenza della cassa integrazione il prossimo ottobre.

Tutto ciò si inserisce in un contesto provinciale decisamente negativo per quanto riguarda l’occupazione. I 1.170 posti di lavori persi tra il 2014 e il 2015, uniti all’aumento del lavoro precario in quasi tutti i settori produttivi, e la situazione non facile di Bombardier e Piaggio, non fanno che appesantire il presente di una provincia che deve ripartire.

Rifondazione Comunista ritiene positivo l’avvio di un nuovo progetto di reindustrializazzione del sito con l’eventuale ingresso di nuove aziende che favoriscano il riassorbimento dei lavoratori; ad oggi è assente nei fatti la clausola sociale, e riteniamo che il timido spiraglio avuto nell’incontro di ieri al Ministero per il riconoscimento del savonese come “area di crisi”, rimanga con troppi interrogativi. Il più importante riguarda la volontà dell’azienda: cosa intende fare Tirreno Power?

Troppo a lungo il conflitto tra lavoro e salute/ambiente dei cittadini ha segnato il territorio di Vado e delle zone limitrofe. Troppo caramente i lavoratori hanno pagato sulle loro spalle la miopia dei dirigenti di Tirreno Power. E’ tempo che il diritto alla salute e il diritto al lavoro vadano di pari passo, consegnando finalmente ai lavoratori della centrale una soluzione dignitosa.

FABRIZIO FERRARO
Segretario provinciale Rifondazione Comunista

ALBERTO SGUERSO
Responsabile provinciale Politiche Sociali e Ambiente PRC

17 giugno 2016

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