Ravera alle “Mamme Margonara”: “Restiamo contrari al porticciolo”

Ringrazio, in primo luogo, le associazioni che hanno ritenuto di proporre i quesiti, posto che le stesse mi danno modo di chiarire la posizione mia e di “Rete a sinistra – Savona che vorrei” in merito alla problematica della realizzazione di un porticciolo turistico alla Margonara.
Occorre, in primo luogo, ribadire che – come correttamente risulta nella premessa alle domande a cui oggi si risponde – il Consiglio di Stano non è entrato assolutamente nel merito della legittimità o della opportunità della realizzazione del porticciolo turistico alla Margonara, ma ha unicamente affermato che l’iter approvativo del progetto preliminare (che ipotizza un intervento non scendendo nel dettaglio) non avrebbe dovuto arrestarsi alla Conferenza di servizi “locale” (Autorità Portuale, Comune di Savona ed Albissola Marina, Regione Liguria), ma avrebbe dovuto proseguire presso il Consiglio dei Ministri, competente a decidere (positivamente o negativamente) in merito all’istanza presentata dal privato.
Dunque, in sostanza, la realizzazione del progetto (che, si ribadisce, oggi è solo alla fase preliminare) non è assolutamente stata avvallata dall’Autorità giudiziaria, che, anzi, ha avuto modo di sottolineare che, nell’ambito del prosieguo dell’iter, occorrerà una indagine in merito al fabbisogno di posti barca sul litorale (che a nostro avviso non è sussistente). La sentenza, in merito, recita “… vi è necessità che sugli stessi (necessità di posti barca) si svolga un più approfondito esame in occasione della scelta definitiva che andrà a compiere l’Autorità competente…”.
Ciò posto, non risulta affatto scontato che l’iter amministrativo si concluda con il rilascio di autorizzazione dell’intervento.

1) Non riteniamo che l’attuale progetto possa rappresentare un’occasione di sviluppo lavorativo nel savonese, ovverosia riteniamo che i limitati posti di lavoro che la realizzazione del porticciolo potrà creare non abbiano una concreta influenza sul mercato lavorativo savonese. Un progetto quello del porto e delle volumetrie in località Margonara che noi avversiamo per molti motivi. Siamo infatti convinti che creare un porto turistico all’imbocco del porto commerciale sia in contrasto con l’utilizzo del porto stesso. Esiste poi, come noto, un serio problema ambientale. Il porticciolo andrebbe a “devastare” una delle poche aree non sfruttate della nostra costa e inciderebbe pesantemente su un sito che ha un profondo significato per gli stessi abitanti, basti pensare al legame con lo scoglio della “Madonetta”.
C’è la questione legata alla spiaggia, alla sua fruibilità e alla sua gestione. Credo che il Comitato delle Mamme della Margonara possa diventare un punto di riferimento per la gestione della spiaggia.

2) Assolutamente non riteniamo che l’unica possibilità di valorizzazione della Margonara sia quella della realizzazione di un porticciolo turistico. Tuttavia pensiamo che sia opportuno che gli enti competenti (in via principale l’Autorità Portuale) si attivino per la riqualificazione di tutta l’area, intervenendo sia a livello di piano strada, sia a livello della spiaggia. In particolare sarà necessaria la ristrutturazione dei locali ex Lady Moon che potranno essere adibiti a vari usi pubblici (ad esempio creazione di attività fruibili dai bagnanti) e la realizzazione di una prestigiosa passeggiata che potrebbe collegarsi alla passeggiata degli Artisti.

3) Come evidenziato nel nostro programma, riteniamo che per la realizzazione del porticciolo, senza volumetrie, potrebbero essere utilizzati siti alternativi, quali quello di Miramare. La scelta di Miramare, in particolare, potrebbe permettere di riqualificare l’intera zona, coinvolgendo l’ex caserma Carmana e il prezioso complesso di San Giacomo.

4) La sentenza del Consiglio di Stato ha espressamente affermato che “…. un’azione risarcitoria a tutela del legittimo affidamento creato dal concreto atteggiarsi dell’iter procedimentale non sarebbe prima facie infondata”. Il pericolo, dunque, di un’azione risarcitoria potrebbe risultare concreto, nel caso di mancata riattivazione dell’iter di approvazione. Tuttavia, sempre la sentenza citata, ha sottolineato che “… appare evidente che ogni più opportuna scelta localizzativa nonché ulteriori e diverse prescrizioni conformative sui contenuti degli elaborati progettuali da approvare potranno essere assunte dagli organi competenti in esito all’ulteriore tratto procedimentale che dovrà essere compiuto in esecuzione della presenta pronuncia”.
Da ciò deriva che l’individuazione di un sito alternativo (come da precedente risposta) sarebbe idonea sia alla tutela dell’area della Margonara, sia ad eliminare il rischio di eventuali azioni risarcitorie da parte di colui che ha presentato il progetto.
Un’altra strada si dovrebbe bocciare l’attuale progetto in variante al PUC di Albisola e modificare il piano regolatore portuale prima che venga presentato un ulteriore progetto. In ultimo riteniamo che, se nel proseguo dell’iter il Consiglio dei Ministri riterrà il progetto non realizzabile, il privato non potrà rivalersi avverso il Comune di Savona o altri enti locali.

5) Pensiamo sia possibile instaurare relazioni con l’Autorità Portuale che possano contemperare le esigenze di quest’ultima con l’interesse ambientale che la nostra lista ritiene primario.
Ciò potrà avvenire instaurando un rapporto con l’Ente che, non improntato a politiche di sudditanza, permetta di collaborare per la migliore scelta della collocazione delle attività produttive, attivando altresì – anche mediante la sottoscrizione di appositi protocolli con l’Ente – procedure che permettano un attivo controllo in merito alla realizzazione degli impianti con le migliori tecniche conosciute, atte ad ovviare pericoli di inquinamento e di deterioramento della costa a livello paesaggistico ed ambientale.

Cordiali saluti,

MARCO RAVERA
candidato sindaco di Rete a Sinistra – Savona che vorrei

10 maggio 2016

foto tratta da La Stampa – Savona

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