Il Liceo classico e il riscaldamento che non c’è

Il TAR dà ragione alle scuole che rivendicano ancora una autonomia in fatto di didattica e la Provincia chiude i riscaldamenti. Nel 2016 dell’”Italia che corre “ di Renzi, questa che potrebbe sembrare il classico scherzo di carnevale è invece una triste realtà.

Il Liceo “Chiabrera” di Savona aveva presentato ricorso al TAR, dopo aver trattato a lungo con l’amministrazione provinciale per l’apertura al sabato della scuola, e oggi la sentenza è favorevole per l’Istituto, ma la Provincia in totale spregio della sentenza la boicotta, lasciando studenti e personale al freddo.

Una vicenda incredibile che lascia amareggiati, anche perché arriva da una amministrazione che non perde occasione per proclamarsi di sinistra.

Noi diciamo che non è di sinistra tagliare continuamente fondi alle scuole pubbliche e continuare ad elargire fondi alle private; non è di sinistra ostacolare di fatto una frequenza regolare  anche agli studenti pendolari, non è di sinistra lasciare che l’istruzione pubblica decada in questo modo fino ad eliminare i servizi essenziali.

Anche Il rapporto OCSE presentato il 24 novembre al Miur rivela, con l’incontestabile pesantezza dei numeri, il disastro provocato da anni di tagli feroci, di precarizzazione e aziendalizzazione di settori strategici come quelli della formazione e della ricerca: risultano meno iscritti all’Università, meno docenti, meno laureati e diplomati, più giovani espulsi dal sistema d’istruzione e senza lavoro, insegnanti ancora in buona parte precari e pagati malissimo. Questi numeri significano classi affollate, scuole degradate, insicure e senza fondi, mancanza di continuità didattica, restrizione delle materie formative e degli indirizzi, impossibilità crescente di rispondere al diritto allo studio e alla rimozione delle disuguaglianze.

La presidente Monica Giuliano che spesso si lamenta sui giornali della pochezza delle risorse a disposizione, si renda disponibile a trovare ulteriori risorse per evitare l’ennesima brutta figura che non le fa onore, invece di impugnare la sentenza. Altrimenti prenda atto del fallimento del governo e delle amministrazioni locali dello stesso colore come la sua, specialmente sulle politiche sociali e dell’istruzione, che dovrebbero invece essere il cavallo di battaglia della Sinistra.

Questa incredibile vicenda a livello locale rafforza sempre più la nostra motivazione a tenere alta la mobilitazione della scuola. Bisogna rialzare la testa, rinnovare il contratto e salvaguardarlo a tutti i livelli, mettere a disposizione risorse strutturali, smettere di finanziare le scuole paritarie e costruire le condizioni per abrogare le nefandezze della legge 107, detta della “Buona Scuola”, attraverso un referendum.

VALERIA GHISO
Referente Politiche della Conoscenza
Rifondazione Comunista -Savona

24 gennaio 2016

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